martedì 12 gennaio 2010

precaria, atipica, flessibile o semplicemente insicura?

Mettiamo che:
1) ti sei laureata con il massimo dei voti, ma praticamente la tua laurea è utile quanto quelle di Pico de' Paperis. Avete presente? "Laurea in strutturologia delle muffe sul gorgonzola" oppure "Laurea in frasologia dei volatili da cortile". Delle vere bombe, nel mercato del lavoro! Sì sì...
2) negli anni, hai cambiato idea sulle tue aspirazioni professionali quelle due o trecento volte. Nell'ordine: la scrittrice famosa, la giornalista, la conduttrice di programmi in radio, la ricercatrice universitaria, la fotografa, l'esperta di arti visive, l'esperta di storia della radio e di storia della fotografia, la grafica, l'operatrice per la didattica dell'arte, l'editor, la correttrice di bozze, la sceneggiatrice di fumetti, l'autrice di libri per bambini...
3) sei oggettivamente nata in un periodo di profonda e generalizzata sfiga...
4) sei soggettivamente vittima di crisi maniaco-depressive...
5) hai deciso di mettere al mondo dei figli senza che quel mondo avesse per te la benché minima stabilità...
quale profilo personale consegue da tutto ciò? Ovvero, sei precaria, flessibile, atipica e fondamentalmente disoccupata perché è un destino della tua generazione, oppure perché te la sei proprio andata a cercare?

1 commento:

  1. Beh sei già fortunata! Al punto 2) hai "solo" una decina di ipotesi di perenne futuro. Io potrei, oltre che andare avanti forse per ore, annoverare anche: ideatrice di nuove forse di campeggio alternativo, importatrice di specialità alimentari polacche, ideatrice di guide turistiche non ancora esistenti (all'epoca dell'idea non c'era quella del Montenegro)... Ora del Montenegro c'è solo l'amaro!

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