martedì 2 febbraio 2010

oggi cuciniamo l'uovo sodo

Ora, non so voi, ma io quando sono uscita di casa, alla bella età di 19 anni, non avevo mai cotto nient'altro che la cioccolata in tazza (se si escludono le statuine di pasta di sale, mio vezzo giovanile, che però non sono commestibili e quindi non fanno testo). Insomma, ero la classica persona che non sa cuocere neppure un uovo sodo. Adesso, dopo... ehm... diversi anni dalla mia prima volta senza la mamma, porto su di me la responsabilità alimentare della famiglia. E che responsabilità!!! Sarei disposta a pagare, più che per una colf, per un cuoco che pensasse agli approvvigionamenti e alla preparazione del menu. Che stress! Sì, perché bisogna considerare a) i precetti per una sana alimentazione e allo stesso tempo b) i gusti, ristretti e piuttosto ballerini, dei mocciosi. Per esempio, a) imporrebbe le verdure crude, che sono impensabili per b), b) prenderebbe in considerazione solo salumi e cioccolata, che sono inammissibili per a).
Ma torniamo all'uovo sodo, perché non è una questione così semplice. Oggi ho un minimo di esperienza culinaria, e so che cuocere un uovo sodo è una sfida, per questo mi permetto di dare qualche consiglio ai neofiti del fornello.
1) Ricordatevi di tirare fuori le uova un bel po' di tempo prima di cuocerle, altrimenti a contatto con l'acqua bollente espoldono e vi ritrovate a mangiare l'uovo in camicia a brandelli.
2) Lavatele, che cuocerle nel brodo di cacca di gallina non è una bella cosa
3) Portate l'acqua e ebollizione prima di aggiungere le uova, altrimenti scazzate i tempi
4) Usate un cucchiaio per posare l'uovo con delicatezza nella pentola, altrimenti sbatte contro il fondo e rischia di rompersi (di nuovo l'uovo in camicia a brandelli)
5) Fatele cuocere esattamente 8 minuti, altrimenti il tuorlo assume quel bel colore verderame che pare essere nocivo.
6) Se vostro figlio è ancora molto piccolo, mettiamo nel primo anno di vita, evitate di dargli l'albume, che dicono possa provocare allergie.
Sembrava semplice, eh? Comunque non vi preoccupate, tanto i bambini l'uovo sodo non lo mangiano. Tutta fatica sprecata.

6 commenti:

  1. I love eggs. e le amo pur non applicando quasi mai le tue "5 regole del buon ovetto" che ovviamente sarebbe consigliabile osservare. principalmente la numero 2!

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  2. Io sono arrivata a odiare la cucina in generale (che in realtà sarebbe una mia passione). Fatto è che non puoi preparare niente di minimamente creativo, perché appena i mostriciattoli sentono un sapore nuovo lo classificano automaticamente come schifido. E non c'è appello. Quindi ti devi limitare al passato di verdure e alla frittatina, che comunque riesci a fargli mangiare solo sotto minaccia di ritorsioni...

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  3. è creativo anche cimentarsi nelle cose difficili, anche confrontarsi tutti i giorni con i "clienti difficili" del tuo "ristorante", essere alla ricerca della novità che non fa dire "bleah". di sicuro saprai mettere il tuo genio anche in un passato di verdure e sarà un passato speciale. speriamo anche il presente!!

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  4. L'aggettivo genio mi va molto a genio, o mio anonimo sostenitore. Peccato solo che mi si addica quanto "voce incantevole" e "lunghe gambe sinuose"... cioè per niente. Però, visto che me lo regali, me lo tengo con piacere :)

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  5. Gli oggetti sono regali gli aggettivi no. Non è un regalo quindi, è un'opinione.
    A mio avviso ti si addice e non è detto sia un complimento. Spesso un genio colleziona fallimenti e combina poco o nulla di produttivo. Ma ciò che crea è geniale e dona gusto a chi ne può usufruire! Non avevo mai provato gusto a leggere di un uovo prima d'ora ed effettivamente le 5 regole mi saranno utili.
    Su voce e gambe no comment ;)

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