mercoledì 17 febbraio 2010

un vecchio, vecchio amico

Questo qui, nelle intenzioni, doveva essere un blog a fumetti. Sta di fatto che il giovine talento che disegna le mie tavole è troppo bravo, e quindi ha un mucchio di cose da fare, e quindi non riesce a disegnare per me così spesso quanto mi piacerebbe, e quindi questo non è un blog a fumetti, ma un blog bla bla bla. Però, giacché mi diverto, vado avanti con i miei sproloqui.
Oggi volevo parlarvi di un vecchio, vecchio amico. Uno che ha diverse migliaia di anni sulle spalle. Eccolo qua:
 

Siccome leggere di lui è certamente più interessante che leggere di me, vi vado a raccontare un po' chi è 'sto tizio. Trattasi del "pensatore di Cernavoda" (qui potete trovare altre informazioni su di lui), un rumeno preistorico. Sono incappata in questo signore bighellonando tra le pagine di un libro di storia dell'arte, e mi ha folgorata. Un amore a prima vista. Dopo, per un bel po', non ho potuto fare a meno di pensare a lui.
Ci sono diverse teorie su che cosa stia facendo il nostro cavernicolo, seduto sul suo panchetto con il viso appoggiato alle mani. Forse è una figura mitologica, forse è una figura allegorica. Forse rappresenta il dio della morte (era in un complesso funerario), forse è impegnato in qualche forma di meditazione rituale, forse (a me piace pensare così) sta guardando un tramonto preistorico, forse sta ammirando la sua cavernicola che si spoglia, forse sta assistendo a uno spettacolo di danza, forse guarda una qualche forma di televisione trogloditica, forse si sta semplicemente annoiando. Non so.
Quello che mi è venuto in mente, quando l'ho visto per la prima volta, è stato questo pensiero: "To', uno che non sta facendo niente!"
Sì, perché i preistorici erano gente pratica, di solito rappresentavano donnine discinte e formose, che dovevano propiziare la fertilità della specie, oppure guerrieri o cacciatori. Invece il misterioso artista neolitico ha deciso di immortalare un ozioso, uno che guarda nel vuoto, uno che pensa... cioè il più umano tra gli uomini. Sono almeno novemila anni che questo omino guarda e pensa, e forse pensa più di quanto non facciano molte persone che, al contrario di lui, non hanno un cervello d'argilla.
Insomma, mi sono innamorata del pensatore di Cernavoda. Perché a un certo punto lui ha preso il suo panchetto, si è seduto, e ha cominciato a guardarsi intorno. Perché me lo immagino così, l'uomo delle origini, che scopre improvvisamente di avere una mente e si ritrova, un po' stupefatto, a guardare un mondo tutto da interpretare.
Volevo regalarvi questa storia, e spero vi sia piaciuta, ma devo concludere con una nota appena un po' dissonante. Naturalmente, si tratta di un pensatore e non di una pensatrice, perché già dal neolitico le donne non ce l'avevano il tempo di sedersi a meditare. Me l'immagino, la rumena preistorica che prende il suo panchetto e dopo 0,5 secondi arriva il cucciolo preistorico: "Mamma, la mia sorellina troglodita mi ha buttato giù la torre di vertebre di marmotta!" oppure "Mamma, posso mangiare  la cotenna di cinghiale adesso? me l'avevi promesso!" oppure "Mamma, ho la cacca! Mi racconti una preistoria?"

3 commenti:

  1. se le donne si fermano a pensare fanno danni! :-) devono pensare in movimento perchè se si fermano sai te quale razza di pensieri finiscono per fare e quali casini combinare? hanno bisogno di pensare di corsa insomma!!
    dopo questa scemenza che ho scritto eccone un'altra......
    O precariamamma sai che la bella statuina un po' ti somiglia però? ;-)
    Ma poi da dove si capisce che è uomo???

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  2. si capisce appunto dal fatto che sta lì a non far niente.
    mi assomiglia, dici? Sarà per lo zigomo alto e il nasone... magari ho un antenato rumeno

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  3. Ma no! vedi come ti denigri! ti assomiglia nel modo di pensare... :-)

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