martedì 23 marzo 2010

il bernoccolo per gli affari



Metti che stai cercando di dare vita a una tua realtà "imprenditoriale". Metti che hai creato un logo, un nome, un sito internet e ora sei a caccia di clienti. Metti che c'è la fiera del libro per ragazzi proprio nella tua città... che fai? Non ne approfitti?
Bene, siccome precariamamma di velleità imprenditoriali ne ha, ecco che è nato Studio Graffe...
E, in ore e ore di sangue e sudore, abbiamo spammato e-mail a tutti gli espositori italiani presenti in fiera. Due di questi, chissà come, ci hanno preso sul serio ed ecco che oggi  io e la mia amichetta-collega ce ne siamo andate in fiera con un pacchetto di bigletti da visita e... UN APPUNTAMENTO!!! Un sogno, un vortice di bellissime speranze, una trasfusione di ottimismo! Un appuntamento con un editore, e non uno qualsiasi. Uno dei più grandi!
Due notti senza dormire, pensando a cosa indossare, come pettinarmi, come presentarci, cosa dire...  Metto li orecchini rossi, il giacchetto in finta pelle nuovo nuovo, il braccialetto portafortuna che mi ha fatto Diego. Il rossetto, lo smalto trasparente (che sa di curato ma non eccessivo). Nella borsa, la mia amichetta ha pronta la banana antisvenimento e io la maglietta della salute (metti mai che le mie scelte in fatto di vestimenti si rivelassero troppo ottimiste per la stagione).
Perfetto, arriviamo tutte pimpanti e armate di coraggio, pronte a fare valere le nostre idee, e ci presentiamo allo stand. Ore 12.25.
"Buongiorno, avevamo un appuntamento con la signora XXX"
Sguardo smarrito della gentile fanciulla: "Ah! Lei vi ha aspettato finora, poi ha pensato di essere stata bidonata ed è andata via..."
...
"Come... non era alle 12.30?!"
"Eh no... lei vi aspettava alle 12!"
Sensazione di cedimento, sangue che defluisce dal volto, labbrino che trema, ginocchia che si piegano.
Io e la mia amica ci guardiamo negli occhi. "Ma tu cosa avevi scritto?"
Guardo nell'agenda. Avevo scritto chiaramente: ORE 12. E l'agenda l'avevo più volte consultata, per essere sicura del padiglione, per essere sicura dello stand, per essere sicura del nome... Ma l'orario, quello no, non lo avevo controllato.
Come inizio, non c'è male. Un appuntamento, una crepa.
Comincio a formulare qualche ragionevole ipotesi sul perché sono ancora disoccupata.

2 commenti:

  1. Bè e ci lasci così?? Non c'è un lieto fine? O un fine tragico dove tu magari vieni ferita a sangue dalla tua amica/collega a colpi di penna stilografica???
    Comunque... www.studioGaffe.it
    :-) :-) :-)

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  2. La mia amichetta, sulla sua agenda, aveva scritto 12.30. Dio li fa e poi li accoppia.
    Ecco perché non mi ha sbranata davanti a tutti.
    Comunque il lietofine c'è, perché con le orecchie basse e la coda tra le gambe ci siamo prostrate ai piedi della "bidonata", implorando misericordia.

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