mercoledì 31 marzo 2010

TSO



TSO, ovvero: Trattamento sanitario obbligatorio. Tranquilli, non mi hanno ricoverata. È solo il nome che ho scelto per l'operazione "Pulizia della mia cameretta". Che faticaccia... Fischio di inizio alle 11.50 e chiusura dei lavori alle 17.08, senza pausa pranzo. Per una sola stanza! Incredibile quante abiette schifezze, quante creature ritenute estinte, quanti giocattoli desaparecidos possano venire alla luce in un tale frangente. Ammettiamolo, c'è una sorta di sadica perversione nello scoprire quanta sporcizia si possa produrre in un anno. Un po' come quelli che, dopo aver soffiato il naso, esaminano con ammirazione il prodotto delle loro narici depositato nel fazzoletto. C'è di che esserne fieri!
A proposito di fazzoletti devo aggiungere che, per una poliallergica come me, le pulizie di primavera hanno un che di "stupefacente", perché l'azione combinata di acari e polline genera un effetto tipo cannabis. Di fatto lavoro in uno stato di euforica semincoscienza.
Oggi, però, sono davvero soddisfatta: sono riuscita a riempire una borsa di vestiti vecchi, talmente logori che non vanno bene nemmeno per la Caritas... E li ho destinati alla discarica dei rifiuti senza spendere neppure una lacrima o una preghiera di addio. Freddamente e razionalmente come dev'essere. Perfino la giacchetta grigia della laurea, pure quella ho chiuso nel sacco, dopo 10 gloriosi anni di migrazioni da un armadio all'altro. Si è trattato di una grande prova di coraggio, e vorrei tutta la vostra solidarietà per come ho gestito la separazione. Non sono momenti facili.
Adesso che ho steso anche l'ultima lavatrice, posso dirmi felice. Ma sono sicura che non mancheranno le rimostranze da parte dell'ingrata famiglia, quando questa sera saremo di nuovo tutti riuniti. Il fatto è che ho lucidato la mia adorata etnocassettiera con l'olio di lino, e adesso la camera da letto puzza come un frantoio... Comunque il primo che trova qualcosa da ridire, lo schianto a colpi di Swiffer!

4 commenti:

  1. Per i vestimenti di laurea propongo la dicitura "merda d'artista"... Zil

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  2. A che serve la laurea??? In questi giorni di carriera lampo del figlio dell' Umberto padano, che pare abbia avuto un rapporto diciamo difficile con la maturità, ne abbiamo avuto la riprova... Dunque via la giacca della laurea e fuori il grembiulino dell'asilo per un avvenire assicurato...
    A proposito hai pulito i gatti??

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  3. la giacchetta la tenevo perché non si sa mai: un abito classico può far sempre comodo... un matrimonio, un funerale, un colloquio di lavoro. Inutile dire che l'ho usata solo per matrimoni e funerali.

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  4. Per i colloqui di lavoro "vestita soltanto di un bicchiere" eh??? :-)

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