martedì 27 aprile 2010

delusioni

 "Eh, i tuoi figli vanno a letto tardi?! Bisogna togliergli il pisolino pomeridiano, bisogna. Vedrai che, se fai così,  alle nove e mezza dormono già!"
Mamme di figli insonni, quante volte ve lo siete sentito dire?
Putroppo questa non è un'opinione. È una sentenza. Così è, punto e basta.
Io lo sto sperimentando, ed è vero! I miei piccoli seviziatori sono già a letto. Dormono da mezz'ora, e sono solo le 10! ed è così ormai da diversi giorni...
Non si è trattato precisamente una libera scelta. Diego ha cinque anni, è già pronto per passare i pomeriggi a drogarsi con gli amici, non ne vuole più sapere di dormire. E ovviamente la sorella non può essere da meno: "Se lui sta sveglio, io chi sono? la figlia della serva? Voglio stare sveglia pure io!"
Così, approfittando della bella (ancorché incostante) stagione, se ne stanno al parchetto a sfinirsi finché non viene l'ora di cena. Il tempo di qualche capriccio di routine e si addormentano prima ancora di aver appoggiato la testa sul cuscino. Non ci credo ancora del tutto, ma QUESTO sta accadendo nella mia casa!!!
Ci sono due effetti collaterali a questa terapia, perché altrimenti dove starebbe l'inghippo?
1) L'ora di cena in famiglia non si caratterizza più per il classico rumore di pentole borbottanti, stoviglie e posate, ma per un crescendo di urla che prima o poi mi mandano i carabinieri. Questo perché l'effetto combinato di fame e stanchezza sull'umore dei minorenni è micidiale, e ci vuole davvero tanta, tanta, tanta, tanta pazienza per restare impassibili davanti a capricci del tipo: "Io l'uovo non lo mangio! ho detto che non volevo le verdure e l'uovo è una verdura!"
2) Ci hai pensato mille volte, ti sei fatto molte illusioni: quando i bimbi andranno a letto alle nove e mezza, avrò almeno due ore per me!  Invece i bambini alle nove e mezza dormono già, ma pure tu, e quindi ti sei giocato le ore libere. Oppure, se resti sveglio come me stasera, che fai? Non sei mica attrezzato!!! Stasera il babbo è a calcetto, avrei davvero un paio d'ore per me stessa... ma me stessa chi?
Penso: mi guardo un film... Ma quale? Saranno cinque anni che non noleggio un dvd, e non sono capace di scaricarli da internet. Al massimo posso guardarmi L'era glaciale 3 in lingua originale, almeno metto a frutto il corso d'inglese.
Penso: posso leggere un libro... Ma quale? Saranno due mesi che non vado in libreria. Al massimo posso sfogliare il catalogo di Ikea...
Mi metto a chattare? Mi metto a sbirciare nei profili facebook dei miei amici? Mi proietto su youtube in serata nostalgia? Mi fa tristezza...
Sapete che fo? I bimbi dormono e io me ne vado a letto.
Buonanotte.

venerdì 23 aprile 2010

Al nobile artigiano che toglie la ruggine

O tu fabbro che imbianchi i cancelli,
ma i miei fiori, pure quelli
dovevi imbiancare?
E con qualche accorgimento
tutta quell'acqua sul pavimento
del terrazzo, non potevi evitare?
O tu nobile artigiano
che con operosa mano
al ferro rendi giovinezza,
perché m'hai voluto umiliare
facendomi notare
sulle inferriate la monnezza?
"Già che son qua do una pulita"
(lo ammetto, è cosa gradita)
ma per i fiori ed il mio orgoglio
se avessi guidato la tua azione
con meno estro e più attenzione
forse sarebbe stato meglio.


giovedì 22 aprile 2010

roba educattiva parte III



Quando ero piccola, i miei fratelli (molto più grandi di me) mi criticavano perché guardavo i cartoni e finivo per parlare, muovermi e gesticolare come i personaggi giapponesi. Diventata mamma, ho riscoperto dentro di me il pregiudizio e la diffidenza contro "il cartone animato" in quanto tale, e ancora di più verso i personaggi mostruosi che spopolano tra i bambini (maschi). Insomma, la tua creaturina dolce e indifesa si immedesima in violentissimi figuri, si immerge nelle loro battaglie e quando fa a botte con la sorellina usa le armi dei power rangers!!! E tu lo rivorresti invece dolce e indifeso come prima.
La verità, però, è che si tratta di pregiudizi infondati. Il carattere del bambino è quello che è.
Giorni fa, Diego aveva costruito una prigione per Incubion, questo terrificante Gormita:
Chiuderlo ben bene in una fortezza di mattoncini lego mi pare un'ottima idea... no? Incubion è il braccio destro di Obscurio, Signore della Tenebre, cioè lui.
Cattivi che più cattivi non ce n'è...
Ieri sera abbiamo ripreso a mano la fortezza.
"C'è ancora Incubion, lì dentro?" mi preoccupo io.
"No, è scappato!"
"Accidenti!"
"Eh, voleva tornare dalla mamma!"
"Chi, Incubion?!"
"Sì!"
"Un cattivone così... e vuole la mamma?"
"Lui fa il cattivo, ma è che non vuole crescere!"
"Ah!"
"Sì, e sta sempre insieme a Obscurio. Ma è perché non gli piace restare da solo!"
...

martedì 20 aprile 2010

nube tossica



Altro che ceneri vulcaniche! in casa mia al momento aleggia una nube di vapori tossici, ché il fabbro sta mettendo l'antiruggine ai cancelli.  Per fortuna i bambini sono al sicuro, lontani da questo aerosol venefico (i gatti sono misteriosamente silenziosi, forse già passati nel regno della felina provvidenza). Io invece sono costretta in casa. Sarà per questo che mi ritrovo pensierosa pensante pensieri cupi.
I pensieri cupi rimandano alla seguente conversazione, datata ieri mattina: "certo che però, se tuo suocero è consigliere comunale, potrebbe trovarti un posto in comune. Avrà pure degli agganci!"
Anni fa mi sarei erta, nobile e fiera, in tutta la mia (ehm...) altezza e, con tono sprezzante, avrei replicato: "Non accetterei mai di essere favorita in questo modo! Detesto il sistema delle raccomandazioni!" E poi avrei inflitto al malcapitato un sermone sul malcostume italiano, le nefandezze del nepotismo e bla bla...
Ieri, invece, ho solo constatato l'impossibilità di ricorrere al suddetto suocero, in quanto in effetti privo di contatti importanti. Non che io abbia abdicato completamente ai miei principi (anzi, ne sono ancora decisamente vittima), ma dopo anni di disperante precarietà non sono più così pronta a saltare alla gola quando qualcuno mi prospetta "la raccomandazione". Diciamo che riesco a contare fino a 10 e rispondere in modo garbato.
Conversazioni del genere, poi, sono ricorrenti come le cistiti. "Ah! Tuo fratello è un dirigente dell'XXX, ma allora perché non ti fai assumere anche tu?" "Ah, tua sorella lavora in comune? Allora sicuramente ti potrà dare una mano!" "Ah! Hai fatto politica per tanti anni? Be' non riesci a farti assumere in Regione?" "Ah, consosci YY? Ma allora perché non gli chiedi di trovarti ecc..."
Delle due una: o sono io che proprio non so trarre profitto dalle mie "conoscenze", oppure 'sto italian system dei miei stivali funziona solo per il figlio di Bossi!
ps, massì, che poi ci godo a fare la dura e pura, povera ma onesta, in bolletta ma ricca in affetti, che non deve dire grazie a nessuno, che può gridare con orgoglio: "il mio dissesto finanziario è tutto merito mio!"

giovedì 15 aprile 2010

Paperino's way



Ieri è stata una strana giornata. Una di quelle in cui ti accorgi che i confini tra mondo reale e immaginario sono molto labili. Nel giorno in cui su Topolino appare l'ultima (non nel senso di ennesima, ma nel senso che non ne usciranno più) storia che porta il mio nome, ecco che mi ritrovo a vestire i panni del mio personaggio preferito (e non a caso preferito): Paperino.
La mattina, piena di sole, cinguettante e allegra, prometteva anche bene. Poi arrivo a casa e, nell'ordine: scopro che è scaduta l'assicurazione della macchina (circa 500 fiorini), trovo nella buca delle lettere la bolletta del teleriscaldamento e quella dell'acqua (circa 700 euri), verifico che ancora mi mancano due rate per finire di pagare il computer, so che tra un paio d'ore dovrò sborsare 50 denari per la tessera del sindacato, che mi serve per avere uno sconto presso il commercialista convenzionato, con cui ho un appuntamento il pomeriggio stesso per la mia dichiarazione dei redditi 2009 (dove reddito è un eufemismo)...
A quel punto mi guardo intorno con cuore colmo di disperata disperazione e lo faccio... Lo sapevo che sarebbe successo. Mi dico che è la prima e l'ultima volta. Mi ripeto che non ho scelta.
Lui è lì, sulla mensola della libreria, lucido, amorevolmente decorato con un nastrino dorato. Sopra c'è scritto a chiare lettere: "per Diego e Anna". Vado in cucina, apro il cassetto, prendo l'arma del delitto, torno da lui e lo sventro... Dentro, decine di rotolini turchini, rosa, azzurri. Pezzi da cinque, da dieci e da venti. Sono io, oppure sono davvero lui, l'eroe eponimo di tutti gli squattrinati, Paperino? Sono precariamamma oppure lo zio sempre al verde, che sistematicamente ricorre al salvadanaio dei nipotini?
Sono me stessa, sono lui. Sono Paperino... E ad aumentare l'infamia, i rotolini non li avevo messi io nel salvadanaio, ma la nonna. E il salvadanaio non ha il comodo tappo in gomma. È di latta. Per violarlo c'è voluto un apriscatole...
Certo, mi dico, è solo un prestito. Certo, le cose si sistemeranno, avrò un reddito, potrò arrotolare altri pezzi da venti, da dieci, da cinque... In futuro... forse... magari...


mercoledì 7 aprile 2010

miracoli...


In questi tempi di crisi, batoste elettorali, cataclismi, pandemie ecc... finalmente una buona notizia. Almeno per me. Almeno per le mamme che, come me, hanno capito di avere seri problemi nella gestione del momento "nanna".
I bambini, si sa, non vogliono mai andare a letto. O meglio, lo si sa solo quando è troppo tardi: è una di quelle clausole scritte in piccolo che non leggi mai prima di firmare il contratto, e poi ti vincolano per sempre.
Ci sono, però, tante brave persone che sanno come arginare l'insonnia dei loro teneri virgulti. Le leggende narrano di genitori che, alle nove, accompagnano i bambini nei loro lettini e li lasciano con un tenero bacio, sussurrano un dolce "buonanotte" e se ne vanno chiudendo la porta. Si favoleggia di bambini che dicono "ho sonno", si infilano da soli sotto le coperte, ciucciano il biberon, o magari leggono due o tre pagine del Wall Street Journal, spengono la luce e si addormentano.
Non voglio dilungarmi su come, invece, si svolgono le nostre serate. Vi basti sapere che c'è un momento, ogni sera, verso le undici, quando Anna ormai da mezz'ora pende per metà fuori dal letto (il mio), fissando il pavimento e biascicando parole a mezza voce, mentre io cerco di evitare che cada trattenendola per una gamba... c'è un momento in cui alla fine la signorina Rottenmeier che è in me si risveglia e urla: "Se non ti sdrai per bene e non chiudi gli occhi ti metto a dormire nella vasca!"
Dopo tre o quattro reiterazioni della minaccia, e magari anche una finta del tipo: porto la bambina di là e chiudo la porta, alla fine lei cede, e si addormenta...
Fino a ieri sera, pensavo non esistessero alternative a questo sistema.
Invece è successo che, dopo il bagnetto, mi sono dimenticata di metterle il pannolino (succede spesso, per la verità, ma sul capitolo mamma distratta e irresponsabile torneremo un'altra volta). È successo che,  a un certo punto (mentre ci trovavamo già da un po' nella fase descritta sopra, poco prima della minaccia) mi sono accorta che era completamente bagnata. E non solo lei: era bagnato il lenzuolo di sopra, il lenzuolo di sotto, il coprimaterasso e anche il materasso. Erano le undici passate. Diego dormiva, Anna no, e dopo la necessaria svestizione del pigiamino ovviamente era più sveglia che mai. Allora le ho parlato: "Anna, devo cambiare le lenzuola, sono tutte bagnate di pipì. Ti metto nel tuo lettino e torno subito. Anche Diego, vedi, lo metto nel suo lettino". E lei ha risposto: "Va bene". E io l'ho messa nel suo lettino, nell'altra stanza, da sveglia. E ho cambiato le lenzuola, quello di sopra e quello di sotto e anche il coprimaterasso e, già che c'ero, anche le federe. E sono andata a vedere Anna. E dormiva.
Proprio così, si era addormentata, come nelle favole, da sola, nel suo lettino...
Sono tornata nel mio letto, pulito, spazioso, comodo, tutto per me. Ho abbracciato il mio cuscino, ho aperto il mio Topolino. Ma ero troppo felice per dormire, e quando il buon padre è tornato dalla partita di calcetto, ero ancora sveglia, emozionata e incredula.
Lo so, è stato un episodio, e una rondine non fa primavera... Però anche Lazzaro è risorto una sola volta, eh! I miracoli bisogna prenderli per quello che sono, mica farci il vizio! 

martedì 6 aprile 2010

Cambiamenti, perché crescere è cambiare...



Sei un figlio.
Infanzia: i tuoi genitori sono via e ti lasciano dai nonni. Ne approfitti per guardare cartoni senza scassamento, farti accompagnare al negozio di giocattoli e scegliere tutto quello che ti piace, farti servire e riverire come un tiranno, e mangiare le peggio schifezze (perché i nonni non sanno dire di no).
E intanto pensi "come sono fortunati i grandi, che possono fare quello che vogliono!"
Adolescenza: i tuoi sono via e ti lasciano la casa. Ne approfitti per stare fuori fino a tardi, invitare gli amici, dare festini, bere alcolici, fare gli scherzi telefonici e mangiare le peggio schifezze (perché quando il gatto non c'è...)
E intanto pensi "come sarà bello, un giorno, avere una casa tutta mia dove poter fare sempre tutto quello che mi pare!"
Sei un genitore.
I tuoi figli sono tutto il giorno dai nonni. Ne approfitti per passare l'aspirapolvere, dare lo straccio, cambiare i letti, stirare e mangiare le peggio schifezze (perché non esiste che ti metti a cucinare per te sola).
E intanto pensi "minchia, che fregatura!"