lunedì 31 maggio 2010

che festa!

Le feste di fine anno... chi non se le ricorda? un'emozione per alcuni, un incubo per altri, nessuno sfugge alle feste di fine anno.  Quando ero piccola, io ero tra quelli che non vedevano l'ora di cantare ed esibirsi...
Ma veniamo al presente, perché adesso per me le feste di fine anno sono un incubo. Nel senso che io mi impegno perché tutto sia perfetto, perché non ci siano intoppi, ma la sindrome di Pollyanna mi frega sempre.
Mi spiego. Venerdì c'era la festa di Diego. Mi sono alzata all'alba per preparare la torta salata che era di mia competenza: non volevo farla il giorno prima (si sa che sono più buone appena sfornate).
Visto che non mi porto MAI dietro scorte di vestiario e finisco sempre per pentirmene, questa volta ho pianificato per tempo una borsa con i cambi. Dato anche il tempo incerto, ho avuto cura di mettere  una riserva più pesante. E siccome dimentico SEMPRE macchine fotografiche e altri strumenti per l'archiviazione dei ricordi, questa volta, con ampio anticipo, ho  messo nella borsa: la macchinetta digitale, la videocamera, la mia vecchia reflex.
Tutto sembrava perfetto.
Appunto. SEMBRAVA.
Intanto il famigerato cambio: ovviamente NON avevo preso le canottiere (sindrome di Pollyanna: a cosa vuoi che servano!), e ovviamente Anna e Diego si sono addormentati in macchina, dopo dieci minuti erano fradici fin nelle mutande, e io non avevo il cambio giusto.
Arriviamo davanti alla scuola e tiriamo fuori tutte le nostre attrezzature tecnologiche. Ma siccome (sindrome di Pollyanna) non avevo controllato... la macchina digitale era scarica, la videocamera pure, e la reflex era già a 18 scatti su un rullino da 24. Inoltre avevo portato dietro solo lo zoom (sindrome di Pollyanna: perché prendere altri obiettivi, lo zoom basta e avanza), e poiché era nuvolo e buio, quelle tre o quattro foto saranno certamente sottoesposte. Risultato, il buon padre ha scattato qualche foto con il cellulare, giusto per poter dire un giorno a Diego: c'eravamo anche noi!!!
Però, che emozione... è incredibile come si rincoglionisca davanti a due gambette che escono da un paio di braghini blu. Ti ritrovi ad applaudire tuo figlio che piroetta e sculetta, con il cuore gonfio d'orgoglio neanche fosse Nizinskij redivivo. E quando vedi che ti cerca con lo sguardo in mezzo agli altri, e poi il suo volto che si illumina quando ti trova, ti senti  la creatura più importante dell'universo.
E allora tutto passa, soprattutto se sai che qualcun altro le foto sicuramente le avrà...


Ecco l'unica testimonianza della memorabile giornata. La mia torta FATA (fuoco, aria, terra, acqua, dal nome del progetto portato avanti dai bambini a scuola): un fiore  (terra), il fuoco, la pioggia (acqua), e quello in alto a sinistra che non è uno spermatozoo ma un palloncino (aria)...

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