sabato 8 maggio 2010

Conflitti afflitti

Non mi sono tuffata dal terrazzo, non ho bevuto il detersivo per i piatti, non mi sono tagliata le vene immersa nella vasca. Sono passati tantitanti giorni dall'ultimo post perché: 1) mi manca sempre di più la motivazione per scrivere e 2) sono in piena crisi depresso-increativa.
Che ve lo dico a fare? Solite cose: la bolletta che ti manda in bolletta, necessità di fare cassa e inevitabile ritorno al call center. E il conflitto interiore che dilania.
Perché il conflitto è il motore della storia, ma solo se ci sono almeno due attori. Altrimenti è conflitto con te stesso, ti paralizza, perché non c'è modo di uscirne vincitori.
In questo campo, devo dire, ho raggiunto una vera specializzazione. Ho un elenco lungo come quello delle guerre nei balcani.
Si parte dai classici, tipo: essere mamma devota o donna in carriera? Dedicare anima e sangue ai propri progetti ignorando i bambini che calciano alla porta, o andarsene al parchetto con loro rinunciando a tutti i sogni di gloria? Da questa, che è la madre di tutte le guerre, si genera una serie di battaglie localizzate. Per esempio: che lavori a fare? Per pagarti uno stile di vita in cui c'è molto di superfluo o per dare un senso alla tua esistenza? il dubbio, soprattutto quando "lavoro" consiste nell'imbustare 20.000 depliant (infila il depliant nella busta, strappa la linguetta e richiudi la busta, per 20.000 volte) il dubbio, dicevo, è legittimo.
Per esempio, potrei fare a meno dei dischetti di cotone per struccarmi, potrei rinunciare a quei bellissimi orecchini (3,95 euro di Pimkie), potrei risparmiare evitando di comprare tutti 'sti fiori per il terrazzo... In fondo quali sono le cose davvero necessarie? Se schivassi le lusinghe del consumismo, potrei evitare l'umiliazione di tornare al call center ogni volta che il piatto piange.
Vabbe', ma poi? Stare a casa a fare la casalinga non è la mia aspirazione, e precariamamma s'è bella che stufata di rimuginare sulle proprie sconfitte. Meglio uscire, con la vaga illusione di guadagnare qualcosina, e ignorare la voce che ti dice: "hai quasi trentacinque anni, cara mia!"
Così arriviamo al conflitto esistenzialista: qual è il senso della vita, nello specifico la tua? T'hanno imbottito la testa con tutti quei: "devi credere nel tuo sogno, e lottare per realizzarlo!" Dite la verità, quanti film avete visto, quanti libri avete letto, con questa morale? Non c'è niente di più devastante, perché ti convincono che credere nei tuoi sogni sia la cosa più importante, e poi ti consegnano un mondo in cui i sogni tali rimangono. Allora rispolveri l'altra morale, altrettanto diffusa: la cosa più importante è avere degli affetti, avere qualcuno da amare e da cui essere amata. Essì, tanto tanto amore, con la A maiuscola, con la o aperta. E che ci fai con tutto questo amore? Mica ci paghi le famose bollette, no? Tanto lavorare ti tocca, altro che sogni!
Piaciuto questo post? Quanto buon umore, eh?

6 commenti:

  1. grande idea il detersivo per i piatti,
    mi immagino la scena: un turnista (precario) del santorsola che ti fa il massaggio cardiaco mentre il reparto rianimazione si riempie di bolle di sapone…

    Stefaniaaa! non mollare. guarda che la prendo sul personale.

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  2. ah, dimenticavo, ritieniti fortunata, pensa se uno dei tuoi fanciulli pretendesse di andare in Tv su Rai uno a quella parata di piccoli “mostri” (nel senso latino del termine) che si chiama “ti lascio una canzone”, dal titolo sembra un concorso canoro per morituri, e invece è pieno di bambini e di genitori urlanti, prima ho visto un bambolotto di 5 anni che cantava uguale a mario merola… e ti giuro che non ho fumato niente. non stasera...

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  3. Aaah! Che pensiero raccapricciante, i piccoli mostri... mi sa che hai ragione, non c'è limite al peggio, il che in qualche modo dovrebbe indurre ottimismo. Oppure no?
    Bah, bisogna prenderla con filosofia. Mi siederò sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere del mio nemico. Certo che, trattandosi di conflitti interiori, potrei avere brutte sorprese :)

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  4. invece di aspettare che passi il "tuo" nemico non e' forse meglio continuare a nuotarci insieme, come stai/state facendo in questa piscina bloggosa? Viva il nuoto desincronizzato...

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  5. Non c'è scampo a questi conflitti... E non ci sono risposte... L'importante è che nel fiume non galleggi prima o poi il tuo di cadavere e noi tutti seduti sulla sponda che lo vediamo passare! Pensa poi se qualcuno di quelli seduti dovesse vedere nel tuo cadavere che scorre sull' acqua il proprio nemico!!! :-)
    E non ci sarebbe comunque speranza anche perchè come dice il tuo pargoletto più grande, interpretando a modo suo la teoria buddista, tanto poi si rinasce e si rinasce esattamente uguali... Quindi non c'è scampo!!!
    Però ci sono 2 cose da provare:
    1) rispolverare la tua vecchia ricerca dello sceicco ricchissimo da incastrare e sposare.
    2) chiedere al tuo farmacista di fiducia di passarti sotto banco una bella scorta di Prozac
    :-) :-) :-)

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  6. E concordo con bruno... Nella vita la ricerca del contrario porta spesso alla disfatta! L'ho letto da qualche parte...
    Nuota col nemico e spera che prima o poi sia lui ad annegare!

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