mercoledì 12 maggio 2010

almeno un pensiero felice

Dopo aver imbustato 15.000 depliant al ritmo di 500 ogni ora, ho magicamente realizzato che ormai il sogno di ogni capitalista è diventato realtà: disporre liberamente di esseri umani più efficienti, e meno costosi, di qualsiasi macchina. Una volta era il contrario: si inventava una macchina che era molto più produttiva di un essere umano e non ti creava problemi con il sindacato, non chiedeva ferie o aumenti di stipendio. Oggi invece hai esseri umani che non chiedono ferie o aumenti di stipendio e risultano molto più economici di qualsiasi diavoleria tecnologica.
Pensate a quanti vantaggi, per un capitalista: la "risorsa umana" non richiede alcun investimento iniziale. Nei periodi in cui non lavora non ti costa nulla, perché se ne sta a casa sua. Non devi preoccuparti per manutenzione, pulizia o riparazioni, perché la risorsa umana provvede a sue spese a tagliarsi le unghie, farsi la barba, lavarsi, cambiarsi d'abito, curarsi quando ha la disavventura di guastarsi. E non hai neppure da gestire i rifiuti, perché la risorsa umana, quando risulta inutilizzabile o irreparabile, toglie il disturbo e viene smaltito in comode ed ecologiche cassette di legno.
Precari, quando tutto sembra contro di voi, quando vi sentite tristi e abbacchiati, pensate che avete reso felice un capitalista, vi sentirete subito meglio.

4 commenti:

  1. 15.000 depliant?!?!
    chissà quanti maledetti taglietti con la carta, maledetti capitalisti!

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  2. Con una semplicità disarmante hai spiegato come il mondo sta andando all'indietro... Chissà se prima o poi ce ne renderemo davvero conto???

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  3. dieci anni fa, in sudafrica, ho visto qualcosa di simile: l’apartheid era al tramonto ma le case dei bianchi erano ancora prive di elettrodomestici: c’era un umano che faceva il tagliaerba, uno che impastava il pane, un altro che frullava (a mano!) la frutta… pian piano ci stiamo arrivando anche noi. ma la cosa che mi lascia più perplesso è che sono circondato da gente che se la passa peggio di te e lavora praticamente gratis per delle aziende, senza se e senza… e insiste a dire: "io non sono uno schiavo, io sono il padrone. di me stesso”. svanita la lotta di classe, ora siamo tutti padroni. per dirla orwellianamente: "tutti gli uomini sono padroni. ma alcuni sono più padroni degli altri…"

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  4. beccatevi questa: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/13/news/call_center_lager-4026163/

    Immagino già tanti precari, dinamici e motivati, a erigere le piramidi vestiti di sacchi di juta. La storia si ripete...

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