mercoledì 16 giugno 2010

Letture estive

 Con i bimbi che finalmente vanno a dormire alle 9 e mezza, Precariamamma riscopre la gioia di leggere. Certo, se un tempo tenevo il ritmo di un libro a settimana, oggi posso sperare di leggerne uno al mese, ma si fa quello che si può. Vado in libreria e con mano tremante per l'emozione carezzo i volumi, li sfoglio, ne assaporo l'aroma, ripeto mentalemente i titoli per capire qual è quello che accende più echi... e torno a casa con il mio bottino impaziente  di cominciare. "Domani nella battaglia pensa a me" di Javier Marías. Un bel romanzone di 300 pagine... che goduria!
Ma ecco subito la mazzata, perché la storia gira intorno alla morte improvvisa di questa donna, Marta Téllez, che, manco a dirlo, è madre di un bambino di due anni. E ti pareva! Sempre con 'sta mania di far fuori le mamme. La povera Marta si sente male mentre amoreggia con un improvvisato amante (che poi è l'amante bis, perché la moritura è madrilena inquieta). Per giunta, caso mai a qualcuno fosse sfuggito l'elemento drammatico, lo scrittore provvede e fa pronunciare alla moribonda le ultime, struggenti parole: "Mio dio, il bambino". Il quale bambino è nella sua cameretta che dorme, ignaro di tutto, abbracciato al suo coniglio di pezza.
Allora, Javier Marías, parliamone... Un altro che vuol far carriera sulla pelle delle donne, eh? Vi ci sapete mettere! Vabbe' che da voi spagnoli c'è da aspettarsi di tutto, se siete stati capaci di produrre storie tipo Marcellino pane e vino...
Javier Marías, davvero, apprezzo molto la tua prosa quasi bernhardiana, il tuo utilizzo sapiente ed elegante dello stream of consciousness, però la prossima volta che decidi di far morire qualcuno già nel primo capitolo potresti avere la cortesia di sceglierti un single? Magari orfano, così non lasciamo genitori in pena? Se vuoi, ho pronto per te un lungo elenco di candidate: Candy Candy, Heidi, Georgie, Anna dai capelli rossi... in questi casi qualcuno ha già provveduto ad ammazzare le mamme. Non macchiarti di altri inutili delitti.
Grazie.
ps Ah, dimenticavo. Marta Telléz aveva una sorella, Gloria. Morta a 5 anni. Javier, sei peggio di un serial killer!

3 commenti:

  1. Bastava leggere la trama in ultima di copertina per non avere spiacevoli sorprese!
    La moglie a casa a far nulla, il bimbo che finalmente dorme, il marito fuori. Mi ricorda qualcosa! Non è che Marta magari è un nome di fantasia ed era una precaria eternamente insoddisfatta che si lamentava ogni santo giorno di non aver lavoro e soldi??
    Sei sicura di aver letto ieri sera?? Sei ancora viva??

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  2. Tranquillo, io e Marta abbiamo poco in comune. Lei era figlia di don Juan Téllez, uomo pratico della casa reale, e lavorava all'Università.
    Io sarei disposta a tradire mio marito solo per Johnny Depp, ma la vedo dura...

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  3. A breve ti consiglierò una lettura... Senza madri e padri ammazzati... Prima lo devo leggere io e ci vorrà un po' di tempo!

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