domenica 1 agosto 2010

Anna, ovvero: il momento del bisogno

 In casa mia, appeso sopra al water, c' è un foglio di carta su cui sono riportate, in due colonne, alcune date: "giov 1 luglio, dom 4 luglio" ecc... Tutti quelli che entrano lo guardano sbalorditi e, immancabilmente, mi chiedono: "ma che, tieni il conto di tutte le cacche?"
Ebbene sì, su quel foglio sono elencati, divisi tra Anna e Diego, tutti gli incontri ravvicinati e prolungati tra i miei figli e la tazza, anche quelli avvenuti in trasferta e rigorosamente riferiti dai tutori.
Non è una strana forma di perversione. È che i due topi, e soprattutto la piccola, hanno qualche problema... come dire... di intestino pigro. E anche il mio cervello è pigro, non riesce a tenere il conto di quante volte i due stitici la fanno... Il problema di Anna, poi, è piuttosto serio ed è capitato di doverlo risolvere con la suppostina. Ma prima di arrivare a tanto, voglio essere certa di non essermi  perduta una seduta. Con il calendario sto sicura.
"Anna non fa la cacca da lunedì" "Ma è venerdì!!!" "Ecco perché non vuol mangiare ed è un filino nervosa" (provateci voi a girare con un blocco di marmo di Carrara piantanto sotto l'ombelico)...
Quando poi arriva il fatidico momento, Anna cambia espressione, gironzola intorno stordita, mi chiama e non mi dice cosa vuole, viene in braccio ma non proferisce verbo. "Hai la cacca?" "No" "Vieni, proviamo a farla" "Non ce l'ho!!!" "Sì che ce l'hai... non la trattenere" "Ti ho detto che non ce l'ho!!!" A quel punto comincia a piangere e a ribellarsi all'imminente sofferenza.
La convinco a sedersi e lei prende a graffiarmi e calciarmi, come se ne avessi colpa io. Poi iniziamo quelle che chiamo "esercitazioni preparto". Io le tengo le mani, lei si appoggia a me, devastata dalla violenza delle contrazioni. "Forza, spingi" "Sto spingendo, ma non esce" (pianti) " "Respira e spingi" (respira, lacrimuccia, spinge) "Non esce!!!" "Respira, spingi, respira, spingi, non ti irrigidire, rilassati, piegati, respira, spingi forte, dai dai dai che ce la fai!!!"
Ce la fa. Il marmo di Carrara si abbatte con un tonfo nella tazza.
Sollievo, gioia, soddisfazione (sua e della mamma). Solo gli stitici, e chi ha partorito almeno una volta, sanno cosa si prova in quei momenti. Un senso di onnipotenza, di libertà, di leggerezza e trionfo. Ce l'ho fatta!
La gioia è tale che a quel punto Anna comincia a parlare a ruota libera, sciorinando tutte le sue teorie coprologiche: "Lo sai che la pipì è sottile e la cacca è gossa? Lo sai che la pipì è la soella e la cacca è la fatella? Pecché la cacca è più biicchina. Lo sai che la cacca sta in una gabbia nea (nera, ndt) e la pipì in una gabbia gialla? Lo sai che la cacca esce dalla passeotta (gentile eufemismo per organo genitale femminile, ndt), come la pipì? Lo sai che la pima cacca è cattiva poi aiva quella buona?" E così via. Sareste filosofici anche voi, se pesaste 11 chili prima di sedervi e 10 quando vi alzate...
Per approfondimenti clicca qui.

2 commenti:

  1. Canzone sulla Cacca di Daniele Silvestri.

    "Questa è una canzone sulla cacca, certo l'argomento può sembrare un po' volgare, lo capisco, ma vi suggerisco di dimenticare qui il lato gretto, in pratica l'oggetto, in qualsivoglia aspetto o forma voi lo conosciate
    pensate, invece, a quanto e quali modi essa controlli i nodi chiave della vostra vita, quotidianamente, e non invento niente se dico che può, saltuariamente, essere lei il motivo vero di una crisi o di un umore nero

    chiaro! non è che adesso voglio all'improvviso dimostrare che la cacca è un'entità fondamentale, un neoplatonico motore di chissà quale universo, è ben diverso il mio ragionamento, anzi, vi confesso
    rappresento un raro caso di privilegiato, figlio di padre irruento e madre timida fui fortunato eppure molti soffrono, direi sempre più spesso, perché un po' come l'amore farla bene è già un successo

    passa il tempo e sono qui che sogno
    un mondo senza più nessun bisogno
    passa il tempo e sono qui che sogno
    un mondo senza più nessun bisogno

    briu-ba-bi-be-bu-ba-bo-bene, adesso entriamo coraggiosi nel discorso duro, prego gentilmente i cardiopatici di farsi un giro, eppure, giuro, a me non fa né caldo né il contrario soffermarmi su quest'argomento scomodo e oltremodo serio

    ecco, vedo già iniziare un battibecco e qualche vacua discussione su chi evacua meglio e va quasi immediatamente detto che non credo a un metodo perfetto, in quanto, poi ci arrivo defecare è molto soggettivo

    primo, direi che leggere è comune, ma se per qualcuno è un mezzo per moltissimi è il vero fine, l'unico momento lieto in tutta la giornata, che poi quello che leggi al cesso spesso è già una gran cagata

    c'è chi fuma, chi riflette, chi si mette a canticchiare, chi controlla soddisfatto ciò che ha fatto e poi ne parla pure, in ogni caso è il posto in cui sei solo con te stesso ed è per questo che le mie canzoni nascono sul cesso

    passa il tempo e sono qui che sogno
    un mondo senza più nessun bisogno
    passa il tempo e sono qui che sogno
    un mondo senza più nessun bisogno

    però mi si potrebbe far notare che in partenza avevo detto che la... la cacca spesso è sofferenza collera, disagio, allora adagio e senza fretta cominciamo a analizzare chi svuotandosi fischietta

    fiu-fiu-fiu-fi-fiut fuiu-fi-fiu-fi-fiut, si tratta chiaramente di uno che ha vergogna e non si accetta, perché in fondo il nostro mondo più interiore fa paura, ma è per altri che la vita è molto, molto molto dura

    stitici di tutto il mondo vi capisco, io non ho esperienze vere, ma indirettamente anch'io subisco effetti laterali, se tra i miei più amati cari c'è chi smette di soffrire a sprazzi bisettimanali

    solo voi capite l'attimo fuggente, voi che siete sempre all'erta e quasi sempre non è niente, allora massimo rispetto per voi tutti, e in questo senso, io vi dedico sincero il mio minuto di silenzio."

    RispondiElimina
  2. Anche la cacca è precaria in quella casa???!!!
    :-)

    RispondiElimina