mercoledì 15 settembre 2010

Domande

 Il telefono ha smesso di squillare, le mail non arrivano, i bonifici tardano... insomma, è il riflusso della marea. Si sa, la vita del precario è costellata di queste zone d'ombra in cui nulla avviene, buchi neri che risucchiano tutto il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare, di esprimerti, la tua testarda convinzione di poter ancora combattere per emanciparti dalla tua condizione. In questi periodi ti contorci nelle tue catene, ti chiedi fino a che punto ha senso resistere.
Cerchi di pensare che quello che hai seminato prima o poi fiorirà... ma, come dicono le vecchie parabole, tutto dipende dal terreno. Se hai seminato sulla roccia, non raccoglierai nessun fiore.
Allora forse è meglio mollare gli ormeggi, abbandonarsi alla corrente e lasciare che tutto sia nel più semplice dei modi. La cassiera alla coop, l'operatrice di call center, l'addetta alle pulizie delle scale...
La disoccupazione è pericolosa. Hai troppo tempo libero e ti poni domande importanti,  su di te, sul tuo passato, sul tuo futuro. A volte i punti interrogativi sono talmente tanti che non riesci a gestirli, ti immobilizzano come soldati di vedetta davanti ai castelli delle tue illusioni. Sono domande crudeli, a cui spesso è impossibile dare risposta. E il tempo per pensare è tanto, anche se a volte ti sembra di dover prendere decisioni urgenti, adesso, subito.
Per esempio: la canottiera durante la mezza stagione... è meglio metterla sempre, o solo nelle giornate più fresche? Ci sono pensatori che, li ho sentiti anche in tv, sostengono che una volta presa la decisione di farla indossare al bambino, dopo bisogna perseverare e non darsi per vinti neanche se ritornano i 30 gradi... Altrimenti il corpo viene preso alla sprovvista dai continui cambiamenti.
Un altro esempio di domanda tormentosa, che spesso mi tiene sveglia durante la notte... In inverno, sul terrazzo, è meglio il ciclamino o la viola? Certo, il ciclamino infonde gioia al solo guardarlo da lontano, con quel trionfo di colori carnosi e vitali. Ma la viola è più tenace, più resistente al gelo, magari più timida nella fioritura ma più affidabile sui lunghi percorsi...
Infine, l'interrogativo più angoscioso di tutti... Quello che ogni volta mi fa dubitare di me stessa e delle mie capacità di discernere tra il bene e il male. La maglietta a strisce bianche e blu, va in lavatrice con i bianchi o con i colorati? A volte ci sono indumenti che restano mesi nel cestino della biancheria sporca, prima che io prenda una decisione sul loro destino.
Perché quando sei in bilico tra il tuo essere e il tuo non essere, ogni scelta potrebbe rivelarsi quella fatale.

3 commenti:

  1. I pensatori mediatici di cui parli, che si interrogano con sopracciglio corrucciato e tono didattico sulla maglia della salute, sono lautamente stipendiati e quindi loro sì che sono frutto dell'italica intellighenzia... Coraggio!

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  2. Non è che per caso hai pensato ad una risposta all'annoso problema... Essere o non essere??? Nooo... Più semplicemente ma che fine fanno i calzini spaiati???

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  3. @Silvia, che dire, hai ragione. Se lavoro ancora un po' sul mio livello di deficienza, prima o poi avrò anch'io un posto in TV!
    @Fidel Gatto. Ci sono domande talmente complesse che è praticamente impossibile trovare una risposta. E ci sono domande talmente inquietanti che è meglio non porsele nemmeno. La sorte dei calzini spaiati è tra queste ultime...

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