giovedì 23 settembre 2010

Fratelli

Cinema, ti amo. Adoro le tue poltrone polverose, i pavimenti appiccicosi, lo schermo enorme come la volta di un geometrico cielo. Si capisce che ieri sono andata al cinema? Ebbene sì,  in virtù di quella sana usanza del mercoledì a prezzo ridotto sono andata a vedere Fratelli in erba. Esclusi a priori tutti i drammoni che danno in questo periodo, speravo fosse una commedia senza rischi di situazioni tragiche (la mia psiche è ancora duramente provata da Shutter Island). La buona notizia è che non ci sono mamme morte ammazzate, e neppure bambini, né vivi né morti.
Il film merita, perché è divertente senza essere vacuo. C'è un po' di humour, condito con un po' di filosofia e una spruzzata di poesia (il titolo originale, Leaves of grass, è un gioco di parole che richiama il famoso titolo di Whitman).
L'unico neo è che, stringi stringi, si aggiunge a una lunga lista di storie in cui c'è il fratello buono e quello che in fondo in fondo è buono pure lui, ma è finito su una brutta strada.
Solo per citare l'ultimo anno, abbiamo:
1) Soul Kitchen, con un fratello buono che vorrebbe fare l'onesto ristoratore e un fratello mezzo criminale che prima crea un sacco di guai e poi aiuta a risolvere l'inghippo.
2) Brothers, con il fratello tutto d'un pezzo-militare-patriota-perfettopadredifamiglia e l'altro che è un avanzo di galera.
3) Fratelli in erba, appunto, con Edward Norton che si sdoppia in integerrimo professore universitario dalla promettente carriera e fratellogemello venuto male che coltiva con amore (ma per lucro) una sofisticatissima piantagione di marjuna.
A proposito, Edward Norton aveva già affrontato il tema del fratellobuono vs fratellocattivo in American History X, dove il maggiore, convinto nazista, finisce in galera per omicidio e per giunta è di cattivo esempio al potenzialmente-bravo-ragazzo fratello minore.
Insomma, cosa si deduce da tutto ciò? Che se per caso hai due figli (come la scrivente, n.d.a), devi aspettarti che uno dei due ti diventi un delinquente e finisca in pasto alla malavita organizzata.


2 commenti:

  1. Oggi, quando sono andata a prendere i miei figli a scuola, mi sono fermata a chiedere ad una bimba, che ho visto con il braccio ingessato, che cosa avesse fatto; questa inviperita mi ha risposto: "E' stato lui, quel tipo li', tuo figlio!" E un'altra bimba: "Ma non l'ha fatto a posta!" E di nuovo lei: "Si che l'ha fatto a posta, mi ha spinto, fa sempre dei disastri!" Mortificata guardo mio figlio e lo vedo con tra il compiaciuto e l'indifferente, ed io "Beh bimbi, noi dobbiamo andare ciao ciao...!" Dici che è gia' un segnale per riconoscere quale fratello.....ed io la classica mamma che non vuol vedere...!

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  2. "Quel tipo lì" Fantastico. Per una mamma sono momenti indimenticabili :)

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