mercoledì 29 settembre 2010

L'Anna va alla guerra

Venerdì. Primo giorno di scuola materna per Anna. La lascio sorridente che guarda felice quel paese dei balocchi pieno di entusiasmanti novità. Torno e la trovo in giardino che fa su e giù dallo scivolo, tranquilla come se fosse a casa sua.
Lunedì. Secondo giorno di scuola materna per Anna. La lascio mentre mi chiede di rimanere ancora un pochino, con espressione lievemente smarrita. La ritrovo con gli occhi rossi e lo sguardo vacuo. La maestra mi dice che ha avuto due momenti di crisi ma poi tutto si è sistemato.
Martedì. Terzo giorno di scuola materna per Anna. La lascio in lacrime, singhiozzi disperati, la maestra che me la stacca di dosso e io che corro a piangere in cortile. La ritrovo con le occhiaie, ha pianto per un'ora e mezza ed è stata sempre appiccicata alla maestra.
Martedì sera. Anna mi comunica la sua decisione: "Io all'asilo non ci vado più." "Ma come? Ci sono tanti giochi, tanti bambini..." "Io voglio stare con te" "Ma dai... domani dobbiamo raccontare alle maestre che abbiamo visto Alice nel Paese delle meraviglie, il cappellaio matto... Non vuoi raccontargliero?" "Sì, glielo racconto. Ma per telefono."

2 commenti:

  1. Che coccola!

    Di Anne come la tua ne ho 15... 'sto dall'altro lato del cancello e adoro il mio lavoro ma... ooodio settembre e gli inserimenti!

    In bocca al lupo alla piccola Anna... e a te!

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  2. Ah ah! Grazie per gli auguri. Ti dirò, nella mia vita ho fatto tanti lavori pesanti: in lavanderia a trasportare ceste di biancheria bagnata su per le scale; in copisteria a maneggiare rotoloni di carta da 15 chili; attaccata a un computer a catalogare centinaia di conchiglie... ma il più tremendo di tutti è stato una settimana in un asilo nido ad asciugare moccole e schivare calci, con un bambino costantemente in braccio. Per me le maestre sono eroine!!!

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