giovedì 21 ottobre 2010

Oh, Signore...


Lo sto sperimentando su me stessa… quando la vita diventa più difficile, quando ti dibatti tra sconforto e pessimismo, quando guardi al passato con rimpianto e pensi al futuro con angoscia, allora è il momento in cui si fa più prepotente il bisogno di credere in un dio, in una madonna o anche solo in un santo. Mai come in questo periodo mi piacerebbe poter pensare che dio esiste, avere uno straccio di fede o quanto meno di speranza. Non si tratta di spiritualità, precisiamolo. È solo che ho coniato una tale quantità e varietà di bestemmie, che è davvero un peccato non poterle indirizzare a nessuno.
Tutta la creatività che potrei impiegare sul lavoro la riverso nell’ideazione di parolacce. Certo, non è molto profittevole, ma cosa mi resta?
Potrei raccogliere le bestemmie in un volume dal titolo: “Precariamamma, ovvero delle occasioni andate a monte”.
Faccio una rapida carrellata, limitandomi proprio agli ultimi anni e solo su alcuni casi…
2004. Vengo chiamata a far parte di un gruppo di autori che dovranno lavorare intorno a un personaggio molto amato dai bambini. La casa editrice che lo pubblica vorrebbe aumentare la produzione di libri e magari creare qualche spin off. Oltre un mese di andirivieni da Milano per seguire il corso ideato ad hoc. Giudizi entusiasti sulle mie prove: pronti? Via!
Il direttore editoriale si dimette e il gruppo di lavoro si disperde. Arrivederci e grazie per l’impegno.
2008. Vengo chiamata a far parte di un progetto a fascicoli che uscirà in edicola con cadenza settimanale. Dovrò curare una rubrica tutta mia, sui temi della psicologia della percezione e della semiotica del visivo. Uao! Si lavora intensamente ai primi quattro numeri, tutto fila perfettamente. Pronti? Via!
Il primo numero esce senza copertina (stiamo parlando di una delle più grosse case editrici italiane). Progetto rimandato a data da precisarsi. Arrivederci e grazie per l’impegno.
2008. Una delle tante case editrici cui ho mandato il curriculum mi chiama. È venerdì. Da lunedì parte un lavoro su un libro di storia dell’arte. Hanno bisogno di un redattore che curi tutto il volume. Pronti? Via!
Lunedì silenzio, martedì niente, mercoledì nessuno si fa sentire. Dopo mesi mi dicono che la pubblicazione del libro è saltata. Arrivederci e grazie per l’impegno.
2010. Mi chiedono di creare un progetto per un cartone animato. Significa scrivere l’idea e realizzare i singoli episodi. Un importante disegnatore sta già lavorando allo studio dei personaggi. Metto a punto due o tre progetti. Pronti? Via!
Il produttore non trova appoggi in nessuna rete televisiva. Nessuno è disposto a comprare il cartone. Arrivederci e grazie per l’impegno.
2010. Rispondo a un annuncio per copywriter e comincio a collaborare con una radio per l’ideazione di spot. Lavoro divertente, pagato relativamente bene. Bellissimo rapporto con il direttore creativo. Piano piano la cosa sembra ingranare. Pronti? Via!
Il direttore creativo, dopo vent’anni di lavoro in radio, decide di mollare tutto e lasciare l’Italia. Arrivederci e grazie per l’impegno.
Mi fermo qui, anche se ci sarebbero altri episodi del genere con cui arricchire il curriculum delle possibilità abortite. Se tutto avesse funzionato a dovere, adesso sarei sommersa dal lavoro. A fronte di questi fallimenti (che peraltro non sono da imputare a errori miei o mia incapacità) nessun progetto che sia decollato davvero e abbia dato frutti. Capite perché mi sento un filino inviperita con il destino? Capite perché mi prodigo nell’elaborazione di complicati improperi? Capite perché vorrei credere all’esistenza di un essere superiore, per avere qualcuno con cui prendermela?
Ps Chi fosse interessato alle mie bestemmie può lasciare la sua mail e provvederò a inviargli il primo capitolo in omaggio.

2 commenti:

  1. Chissà che proprio il tuo "libro sugli improperi" non diventi un best seller!!!
    Comunque ti do un consiglio, non spargere troppo in giro la voce che porti scalogna altrimenti anche le possibilità, seppur abortite, diventeranno un piacevole ricordo!!!

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  2. Rimpianto del passato, angoscia del futuro... Di certo possibilità abortite per sfortuna! è un punto di partenza! Potremmo essere benissimo al punto di: 1) Possibilità mai avute. 2) Possibilità avute e perse per incapacità.
    Calcisticamente parlando "se hai classe e sai giocare prima o poi i risultati vengono". Realisticamente parlando è meglio giocar male e vincere magari comprando anche l'arbitro! Oppure no???
    Chissà...

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