lunedì 31 gennaio 2011

Giudizi

"Mamma, quando finisci di lavorare?"
"Stasera, quando torna il babbo..."
"Sei cattiva! Sei una mamma cattiva, lo sai?"
"Perché?"
"Perché dovevi dire: 'finisco subito'... Sei cattiva!"
"Be'... grazie..."
"Scherzavo!"
"Ah, meno male..."
So bene che quel 'scherzavo' mi è stato elargito soltanto per mitigare il messaggio principale, che resta comunque valido: sei una mamma cattiva.
Le cose stanno così. Quando non ho lavoro mi annichilisco nell'ansia e devo affrontare l'horror vacui, quando ho lavoro mi annichilisco davanti al computer e devo affrontare l'ostilità della tribù.
Io sarò anche cattiva, ma voi, figli miei, non avete pietà...

Scherzavo

mercoledì 26 gennaio 2011

De fide

Stamattina (come sempre all'ultimo minuto) stavo compilando il modulo per l'iscrizione alla scuola elementare (ops, volevo dire primaria) del mio giovane virgulto, quando mi sono imbattuta nella fatal casella: Decide di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica. Sì. No.
Acc, è vero... non ne abbiamo neppure parlato con il papà. Che faccio? Che scrivo? Sì, no, no sì... mando un sms in extremis al papà, ma non posso sperare che mi legga in tempo utile.
Sì, no, sì, no... Illuminato ateismo o placido opportunismo? Il discorso sarebbe lungo e articolato, ma infine ho la rivelazione: ma certo!!!
Crediamo profondamente nella libertà dei nostri bimbi, non li abbiamo battezzati perché vogliamo che siano loro a decidere quale fede abbracciare e se abbracciarla, quando saranno in grado di farlo. Dunque, che sia lui a scegliere:
"Diego, sto compilando il modulo per iscriverti alle elementari. Vuoi fare l'ora di religione?"
"Come all'asilo?"
"Sì"
"Ma faccio proprio le stesse cose dell'asilo?"
"Sì, più o meno... credo... non so"
"Ma proprio le stesse stesse cose?"
"Penso di sì"
"Allora la faccio!"
Ovvero: la religione si fonda e si perpetua su una mentalità conservatrice, che teme l'ignoto e preferisce rifugiarsi nella comodità del "già sperimentato".
Sulla fede e i moventi umani. Lezione seconda.
Per la lezione prima, vedi qui.

ps, casualmente questa vicenda arriva dopo un interessante e piacevole scambio di vedute con Lorenza...

lunedì 24 gennaio 2011

A scuola di ricatto

Terzo tentativo di inserimento all'asilo. Anna ricomincia da capo per la terza volta. Già... perché, dopo la prima pausa forzata, causa frattura della tibia, la piccoletta era tornata all'asilo, come tutti, il 10 gennaio. L'11 notte, dopo due giorni di faticoso inserimento, l'unica cosa che siamo riusciti a ottenere è stato un virus che l'ha costretta a casa per quasi due settimane.
Oggi, dunque, siamo ripartiti... Inutile sottolineare il carico di aspettative, speranze e timori con cui ci siamo svegliati stamane. Anche se tutti abbiamo evitato di parlarne, la bambina è evidentemente dodata dell'istinto tipico della sua età, che le permette di cogliere ogni sfumatura del nostro umore per poi utilizzare a proprio vantaggio questa consapevolezza.
Uno non si aspetta che i bambini siano capaci di raffinate prodezze manipolatorie che farebbero invidia a uno psicologo consumato. Ma loro ti stupiscono sempre.
La piccola si è svegliata con relativa calma, si è sottoposta ai rituali della colazione e dei vestimenti senza opporsi, ma al momento di spegnere la tv (che ci aiuta ad uscire in modo graduale e indolore dal torpore mattutino) ecco che tira fuori la briscola: "Voglio vedere il cartone fino alla fine, mamma" mi dice sfoderando il suo sguardo più innocente. "Così all'asilo sarò più felice, perché sarò rilassata..."
E tié.

mercoledì 19 gennaio 2011

Le Winx che sono in noi

Ieri sera, dopo una giornata lavorativa di 11 ore, abbiamo optato per un pre-nanna pacifico nel lettone. "Voglio vedere le Winx!" ha dichiarato Diego. Mamma e papà erano troppo deboli per opporsi e la proposta sembrava accontentare anche la sorella (visto che, in teoria, è un cartone animato per femminucce).
In realtà, nel bel mezzo del film, quando io stavo iniziando ad appassionarmi alla vicenda, la femminuccia in questione ha iniziato a saltare su e giù dal letto, "leggere" fumetti, togliere le caccole dalle dita del fratello, arrampicarsi sulla schiena del moribondo padre... Insomma, alla fine mi è toccato portarla nel suo lettino e, per non lasciarla sola, ho perso tutto il secondo tempo.
Ma la cosa preoccupante è un'altra. Ho scoperto che le Winx sono tutte felicemente fidanzate con dei ragazzotti simpatici dai poteri non ben definiti. In particolare ce n'è uno che si chiama Timmy. Eccolo qua:







Vedete gli occhiali? Ecco, nel pieno rispetto del cliché, l'occhiale significa che costui è una specie di nerd, un imbranato che inciampa nel suo stesso mantello e balbetta. Gli altri fidanzati sono tutti fichissimi e atletici, ancheggiano, sculettano, si guardano intorno con espressione di divina intangibilità. Timmy invece è quello che rischia sempre di morire, dotato di un fisico troppo esile in virtù di un mente superiore. Insomma, lui è lo sfigato intelligente.
Diego, mio figlio, il mio primogenito, l'orgoglio dei miei lombi, il secondo uomo della famiglia, tra tutti quei maschioni superdotati, indovinate con chi si è identificato?
"Vedi mamma!" mi ha detto indicando Timmy "io sono quello lì!"
Sono soddisfazioni!

lunedì 17 gennaio 2011

martedì 11 gennaio 2011

Per amore e per dolore

Tu che, solo tra tutti gli uomini,
con una semplice parola
puoi gettarmi nello sconforto.
Tu che, solo tra tutti gli uomini,
con le tue mani sapienti
puoi ridarmi il sorriso
o farmi toccare le stelle...
Tu che mi tieni in pugno,
che mi fai soffrire come nessuno mai
e poi mi telefoni per sapere come sto.
Tu che conosci tutti i miei punti deboli,
i miei nervi scoperti...
Tu che mi vedi dentro
dove nessun altro è riuscito ad arrivare...
Vorrei poter fare a meno di te
a volte mi sembra di riuscirci
e poi eccomi di nuovo a implorare aiuto
pronta a darti tutto ciò che ho...
Come ieri...
sdraiata su quel letto
tremavo mentre ti facevi vicino.
Ti odiavo.
Avrei voluto fuggire.
Ma credimi, ancora più doloroso
è stato il momento
in cui la tua assistente mi ha detto:
"Sono 420 euro per l'apicectomia,
ma siccome il dente è rotto
consideriamolo un acconto"

lunedì 3 gennaio 2011

È nata Laiva

Ci sono due cose che mettono a dura prova una coppia e che possono causare una crisi irreparabile: mettere al mondo dei figli e montare un mobile di Ikea.
Se poi ti ritrovi a montare un mobile di Ikea con due bambini che ti salgono sulla schiena, nascondono le viti, ti muovono i pezzi mentre stai faticosamente cercando di farli combaciare... allora sì che la stabilità di un rapporto è a rischio.
Io e il padre dei miei figli siamo riusciti a superare questo difficile momento, e ciò per me vale come un felice pronostico sul nostro futuro insieme: niente potrà mai spezzare un legame temprato in questa fucina.
Adesso il frutto del nostro amore è lì nell'ingresso. Non era indispensabile, non è forse neanche utile, e probabilmente neppure bella. Ma costava solo 17 euro... come resistere al fascino di un superfluo a buon mercato?
E comunque, a dire il vero, i dinosauri di Diego avevano bisogno di un habitat appropriato...