mercoledì 2 marzo 2011

Pace!

Lavorare senza il clamore della battaglia in sottofondo, senza urla da maori che scuotono la casa, senza dover correre a sedare risse, raccogliere ciuffi di capelli e applicare ghiaccio sui morsi.
Fuori la neve, in casa solo il cinguettio allegro di una vocina (una sola!).
E sono le cinque e mezza, oltre la parentesi beata in cui i bambini sono all'asilo.
E non ho dovuto uccidere nessuno per ottenere questo risultato.
Come mai? Perché succede che i bambini crescono. E succede che il più grande sia già abbastanza grande da poter essere portato a casa dell'amichetto del cuore e lasciato lì sotto l'amorevole vigilanza di una mamma. Un'altra mamma. 
Non io.
Io che lavoro serenamente, senza neppure dover pensare alla cena perché ci penserà un'altra mamma.
Non io.
Appena Diego toglie le rotelline, lo mando a casa dell'amichetto in bici così non devo neppure accompagnarlo.
Che bello.

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