venerdì 29 aprile 2011

Le lettere d'amore

"Le lettere d'amore
non sarebbero d'amore
se non facessero ridere",
scriveva Vecchioni. E aggiungeva:
"solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere"

Ieri ho ricevuto una lettera d'amore.
Di solito Diego, quando vado a prenderlo alla materna, ha sempre qualcosa per me. Tipicamente si tratta di disegni e, ancora più tipicamente, disegni di dinosauri.
Ieri invece aveva un biglietto, scritto di suo pugno e ripiegato con cura.
Eccolo:
Ora, a parte l'incerta ortografia da autodidatta, ammetto che mi è spuntata una lacrimuccia.
Non avevo mai ricevuto una lettera d'amore capace di farmi ridere e commuovere allo stesso tempo.
Sniff





martedì 26 aprile 2011

Resurrezione

Cose che si trascurano quando ti ritrovi intrappolata in un lavoro che richiede ogni secondo del tuo tempo, weekend inclusi.
-Igiene domestica. Anche in periodi meno intensi si classifica all'ultimo posto nella mia scala delle priorità, ma non ero mai arrivata a spazzare il bagno mentre sono seduta sul water (che immagine da femme fatale, eh?)
-Igiene personale. Quando tua figlia, alla notizia che deve fare il bagnetto, si esibisce in salti di gioia, evidentemente ha raggiunto un livello di trascuratezza insostenibile perfino per i suoi bassi standard. "Devi lavare anche i capelli, eh!" "Sìììì! Evviva!!!" Uhm, il lavoro ha interferito pesantemente sull'accudimento della prole.
-Cura dell'alimentazione. Considerevole incremento del consumo di prodotti confezionati. Nel mio frigo ha fatto capolino il minestrone surgelato, un tempo aborrito come esecrabile ritrovato di questi tempi senza fede e speranza. È anche capitato di propinare alla famigliola cene a base di zuppa e pane raffermo: un momento davvero memorabile, se non altro per le espressioni smarrite dei bambini, i loro incerti tentativi di ribellione e la loro capacità di adattarsi alle cattive sorti della famiglia.
-Relazioni sociali. Drastica riduzione di inviti a cena, "giretti" con gli amici, "mezz'orette" al parco e così via. Sono arrivata al punto che, per parlare con la mia amica e dirimpettaia (il cui giardino si trova esattamente di fronte al mio terrazzo) le mandavo delle e-mail.
-Il blog. A parte il diradarsi dei post, ho trascurato di onorare un premio che mi ha fatto molto piacere, e per il quale ringrazio tantissimo Valepi.


Quindi, visto che venerdì scorso ho concluso l'orrendo lavoro, consegnato l'ultimo file, stampata la fattura e chiusa definitivamente la cartellina, posso dire che per me questa è stata davvero una "pasqua di resurrezione".
Adesso ho una lunga lista di buoni propositi, che inizia con la condivisione del premio e la segnalazione di alcuni blog che lo meritano. Ci spostiamo dall'universo "mammesco" a quello dei (puù o meno) colleghi, ossia di blog che hanno in qualche modo a che fare con la mia sfera lavorativa  (passata  e presente, ma speriamo anche futura). Intanto quello di Azzurropillin, una delle prime blogger con cui sono entrata in contatto e che resta sempre  piacevole da esplorare,  ricco  di suggerimenti interessanti. Quello di M!, imperdibile per chi ama il fumetto, con bellissime interviste agli autori, e La casa senza nord, blog di Stefano Turconi e Teresa Radice, anche questo fondamentale per gli appassionati di fumetto e illustrazione.

La lista dei buoni propositi include, ovviamente, il ripristino delle relazioni sociali, il ritorno a un livello accettabile nel rapporto tra ordine ed entropia domestica e soprattutto un pomeriggio di shopping (ma so già che si ridurrà a un'oretta).
Mi resta un ultimo importante aggiornamento. Eccolo qua:





Sì, il temuto dentino, dopo solo due giorni di tentennamenti, è caduto. Anzi, Diego ha provveduto a toglierselo da solo, evitando alla madre (ossia a me) lo spaventoso compito di strapparlo via. Insomma, il mio bambino è tra i pochi uomini che cerchi di risolvere da solo i propri problemi, senza riversarli sulla donna (madre, collega, moglie) più vicina. Se aggiungete che sostituisce sempre il rotolo della carta igienica, capirete anche voi che è davvero un maschio atipico.

La mia condizione lavorativa resta quindi l'elemento più instabile della casa.






venerdì 22 aprile 2011

Pensiero gentile

Diego, stamattina mentre fa la pipì:
"Mamma, lo sai che i maschi hanno una cosa in più delle femmine?"
"Eh sì... (oddio, verrà fuori con domande imbarazzanti?)"
"Sanno fare cose che le femmine non possono fare!"
"Davvero? Cosa?"
"Siccome i maschi hanno il pisellino, possono fare la pipì di lato, senza farla nell'acqua, così non fanno rumore di notte e non disturbano nessuno..."

È commovente pensare che fino a una certa età i maschi siano così premurosi, e si preoccupino di usare le loro "prerogative" a fin di bene...

lunedì 18 aprile 2011

Di cuccioli e altre amenità

Si dice che ogni scarrafone è bello a mamma sua, no? Be', allora permettetemi di dire che sono orgogliosa di annunciare l'uscita del mio primo "romanzo"!
Rullo di tamburi... eccolo qua:




Sì, vabbe' diranno i soliti disfattisti (me compresa): l'idea, i personaggi, l'ambientazione... non sono miei. Si tratta di un semplice adattamento da un cartone, una novelization, come si dice in gergo. 
In pratica, poco più che una trascrizione della sceneggiatura.
La mia collaborazione con Mondadori va avanti da qualche annetto, e sono usciti diversi titoli di cui ho curato i testi, su personaggi come i Gormiti, Ben 10, e adesso i Cuccioli cerca Amici. È il mio lavoro da "prosivendola".
Questa novelization mi ha dato soddisfazione, perché mi sono divertita moltissimo a scriverla, e ne parlo qui perché mi fa piacere pensare che qualche mamma con bambine in target possa essere incuriosita.
Si trova nelle librerie e anche nei supermercati... insomma: Ken Follett, fatti da parte!



ps Qui trovate altri miei lavori più o meno recenti, tra cui le ultime uscite dei Cuccioli (il libro sulle mutilazioni genitali femminili, che trovate in fondo alla lista, non è opera mia!)
Per le mamme di maschietti, invece, ci sono in giro cose come questa, di cui ho curato la traduzione. 
Accattativill', così Mondadori è felice e mi dà da lavorare!

venerdì 15 aprile 2011

In morte di Vittorio Arrigoni

Qualche anno fa, quando venne attuato il massacro pianificato della gente di Gaza, ho scritto una specie di "canzone". Non c'entra niente con la maternità, e poco con la precarietà, ma mi è tornata in mente perché oggi quel popolo è ancora più solo. Sono riusciti a tappare una bocca, quella di Vittorio Arrigoni... Non potrà più scrivere, non potrà più testimoniare, non potrà più gridare con rabbia: Restiamo umani.
Per quel che valgono, vorrei dedicare a lui queste righe...




Le mie mani si sono arrese,
e al corpo massacrato
oramai sono abituato
sono solo un palestinese.

Sasso contro carro armato,
pietra, frutto del deserto,
lanciatore ormai esperto,
la bomba non ho fermato.

Qualche anno oppure un mese
poca la vita che porto via
dalle macerie di casa mia.
Ma ero solo un palestinese.

Ancora senti la mia voce
perché ho gridato forte
quando ho visto la mia morte
esplodere feroce.

Donna uomo o bambina,
per quello che si vede
io sono carne sul marciapiede.
La mia colpa è Palestina.

Non ho nemmeno un po’ di terra
dove essere sepolto
quel che avevo m’è stato tolto,
è un furto chiamato guerra.

Mentre decidi ragione e torto,
tu che scegli sul giornale
dove sta il bene e dove il male,
semplicemente sono morto.

Ma niente sarà più come prima
nella tua piccola coscienza,
perché sei complice della violenza
che cancella la Palestina.

Le mie mani si sono arrese
resta solo un’eco di rabbia
che si sioglie nella sabbia.
Ero solo un palestinese...

giovedì 14 aprile 2011

buchini in arrivo

Ecco, prima o poi doveva succedere. 
Ieri Diego è tornato dall'asilo con una novità... Un dentino, il primo dentino, che dondola.
Eh sì, lo so che ha 6 anni, e quindi è normale, fisiologico, inevitabile.
Lo so che ci passano tutti i bambini, e quindi tutte le mamme.
Ma io non posso fare a meno di farmi prendere da una lieve inquietudine. Insomma, come va trattato il dentino claudicante? Bisogna fare attenzione a quello che si mangia? Bisogna lasciarglielo toccare quanto vuole, o evitare sollecitazioni? Fa male, farà male quando cadrà? E se non cade da solo, devo fare qualcosa? Devo staccarlo? Bisogna davvero legarlo con un filo alla porta e poi chiuderla violentemente?
Aiuto!
E poi, il primo dentino... simbolicamente ha un significato enorme. Il primo passo fuori dall'infanzia. Il primo pezzettino del te stesso bambino che se ne va...
Lui ne parla con fierezza, lo mostra a tutti. Sta diventando grande. E io ho telefonato subito al babbo, ho mandato messaggi ai nonni. Tutti devono sapere!
Sì, va bene, è solo un incisivo. Ma mi sento orgogliosa e agitata come se stesse per diplomarsi alla Normale di Pisa.

ps comunque è consolante sapere che in casa c'è qualcosa di più instabile della mia situazione lavorativa

lunedì 11 aprile 2011

Soldatini

Dunque, tutta una notte di pensieri scaturiti da un piccolo episodio, una sciocchezza, che evidentemente ha aperto una falla nella diga...
Ieri, al termine di un pesante weekend lavorativo, ho proposto di concludere la nostra prima domenica sera solitaria (dopo non so quanto tempo) guardando un cartone in dvd. I bambini sono stati ovviamente entusiasti, e il papà ancora di più visto che li aveva gestiti solo soletto nelle 48 ore precedenti.
Alle nove e venti, con il cartone ancora a metà, informo i miei cuccioli che è ora di andare a dormire.
"Spegniamo" dico. "Continuiamo a guardarlo domani"
"No" ribatte la piccola, risoluta.
"Come sarebbe?" dico io. "Non esiste il no. Gli adulti comandano e se diciamo che è ora di spegnere si fa e non si discute, capito?"
Incredibilmente, la testarda ribelle si fa remissiva e, senza osare aggiungere altro, ci segue docile a letto.
Come è possibile?
Che sia stata la parola magica "comando"? mi chiedo da ieri sera. 
Sì, perché in famiglia non si usa molto questa parola. Io sono allergica al binomio comando-obbedienza.
Non ho mai voluto impostare in questi termini il rapporto con i miei figli.
Ho sempre rifiutato di ricorrere alla pura forza dell'autorità, almeno concettualmente.
Io non voglio che i miei figli mi obbediscano.
Desidero che i miei figli siano liberi, ed ho troppo rispetto della loro libertà per ricorrere al principio della cieca obbedienza.
Non voglio che i miei figli si trasformino in mansueti soldatini.
Non voglio dare ordini. Voglio impartire istruzioni, stabilire regole e pretendere che siano osservate.
Non voglio figli obbedienti. Voglio figli ragionevoli, che sappiano ragionare, quindi.
Perché sono profondamente convinta che l'obbedienza sia propria del vile. Preferisco chi acconsente al male, apertamente, piuttosto che chi obbedisce al bene per puro servilismo.
Credo che sia indispensabile disobbedire quando è necessario. Se il soldato disobbedisce, il fucile non spara. E non parlo della disobbedienza civile, più o meno regolamentata. Parlo di responsabilità e libero arbitrio. 
Però ieri sera i bambini sono filati a letto senza proteste. 
Hanno obbedito al comando? È dunque così semplice ottenere risultati, senza estenuanti trattative?
Forse ho sbagliato qualcosa nell'impostazione dei miei metodi educativi?
O forse erano semplicemente troppo stanchi per controbattere?



giovedì 7 aprile 2011

Se...

Se tua figlia ti guarda mentre ti trucchi e chiede: "Mamma, quando sarò grande e tu sarai morta, potrò truccarmi anch'io?"
Se tua figlia guarda i tuoi orecchini e dice: "Mamma, quand'è che muori e mi lasci i tuoi gioielli?"
Se tua figlia vede tuo marito che ti bacia e lo allontana dicendo, con tono deciso: "Nessuno può amare la mia mamma!"

Se succede tutto questo, ci sono gli estremi per richiere una custodia cautelativa al tribunale dei minori?

martedì 5 aprile 2011

Non si finisce mai di imparare

"Cacca di maiale"
"Anna, non si dice!"
"Scemo!"
"Smettila! Non dire più queste cose!"
"Non dirle più tu, mamma, eh! Basta uno in casa a dire le parolacce, capito?!"

Ovvero, le regole secondo mia figlia


sabato 2 aprile 2011

Scusa, dici a me?

"Perché quando sei un trentacinquenne fallito, frequentare uomini di successo ti inaridisce il carattere. All'inizio ovviamente è una distrazione, fa sognare, è incoraggiante. Poi diventa irritante, e alla fine inaridisce. È risaputo."

"-Quanti anni abbiamo? - domandò Mathias.
-Siamo sui trentacinque. In genere a questa età si è uomini fatti.
-Così dicono. (...)"

"-D'accordo. Ma mi è sembrato di capire che nonostante abbia un piccolo stipendio Devernois è nella merda.
Marc strizzò gli occhi.
-Nella merda?
-Esattamente. Un passato da insegnante pubblico in una scuola media del Nord-Pas-de-Calais. Un misero impiego a metà tempo nel privato cattolico parigino. Sconforto, disillusione, scrittura e solitudine.
-Ma allora è nella merda... Perché non me l'hai detto subito?"

Fred Vargas. Chi è morto alzi la mano
Ho detto tutto. Anzi, ha detto tutto lei.