lunedì 11 aprile 2011

Soldatini

Dunque, tutta una notte di pensieri scaturiti da un piccolo episodio, una sciocchezza, che evidentemente ha aperto una falla nella diga...
Ieri, al termine di un pesante weekend lavorativo, ho proposto di concludere la nostra prima domenica sera solitaria (dopo non so quanto tempo) guardando un cartone in dvd. I bambini sono stati ovviamente entusiasti, e il papà ancora di più visto che li aveva gestiti solo soletto nelle 48 ore precedenti.
Alle nove e venti, con il cartone ancora a metà, informo i miei cuccioli che è ora di andare a dormire.
"Spegniamo" dico. "Continuiamo a guardarlo domani"
"No" ribatte la piccola, risoluta.
"Come sarebbe?" dico io. "Non esiste il no. Gli adulti comandano e se diciamo che è ora di spegnere si fa e non si discute, capito?"
Incredibilmente, la testarda ribelle si fa remissiva e, senza osare aggiungere altro, ci segue docile a letto.
Come è possibile?
Che sia stata la parola magica "comando"? mi chiedo da ieri sera. 
Sì, perché in famiglia non si usa molto questa parola. Io sono allergica al binomio comando-obbedienza.
Non ho mai voluto impostare in questi termini il rapporto con i miei figli.
Ho sempre rifiutato di ricorrere alla pura forza dell'autorità, almeno concettualmente.
Io non voglio che i miei figli mi obbediscano.
Desidero che i miei figli siano liberi, ed ho troppo rispetto della loro libertà per ricorrere al principio della cieca obbedienza.
Non voglio che i miei figli si trasformino in mansueti soldatini.
Non voglio dare ordini. Voglio impartire istruzioni, stabilire regole e pretendere che siano osservate.
Non voglio figli obbedienti. Voglio figli ragionevoli, che sappiano ragionare, quindi.
Perché sono profondamente convinta che l'obbedienza sia propria del vile. Preferisco chi acconsente al male, apertamente, piuttosto che chi obbedisce al bene per puro servilismo.
Credo che sia indispensabile disobbedire quando è necessario. Se il soldato disobbedisce, il fucile non spara. E non parlo della disobbedienza civile, più o meno regolamentata. Parlo di responsabilità e libero arbitrio. 
Però ieri sera i bambini sono filati a letto senza proteste. 
Hanno obbedito al comando? È dunque così semplice ottenere risultati, senza estenuanti trattative?
Forse ho sbagliato qualcosa nell'impostazione dei miei metodi educativi?
O forse erano semplicemente troppo stanchi per controbattere?



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