mercoledì 11 maggio 2011

Feticci

Nella generale, generalizzata e generalista confusione che regna in casa mia, c'è un angolino ordinato e tranquillo, lassù in cima all'armadio dei bimbi, dove sono riposte le vestigia di anni e anni di duro studio (ovvero, quasi tre anni di scuola materna di Diego). Raccoglitori, carpette, scatole contenenti lavori di varia natura e dimensione. Ora, dico io: apprezzabile senz'altro che le maestre si diano da fare così tanto, che insegnino ai bambini tante tecniche pittoriche, tante forme di manipolazione dei materiali... Sono attività bellissime e stimolanti, sono ricordi da conservare. 
Ma proprio lì, in quella subdola parolina, si nasconde l'insidia. I ricordi.
Perché c'è un obiettivo problema di stoccaggio. In parole povere: dove la metto tutta 'sta roba?
Bisogna considerare che:
a) i bambini sono due, quindi il problema si duplica.
b) anche le nonne hanno una vera passione per i lavoretti, che sono l'unico sistema per tenere a freno la bellicosità dei bambini
c) il bambino maschio ha una vena artistica compulsiva. Realizza una media di 10 disegni al giorno
d) sempre il bambino maschio soffre di una sorta di "paura del mai più". In casa nostra non è possibile buttare alcunché in sua presenza: pacchetti di biscotti, confezioni di giocattoli, buste, scatole... tutto quello che è imballaggio andrebbe, secondo lui, conservato all'infinito. Spesso riesce a vanificare i miei sforzi di fare ordine, perché intravede le prove del mio delitto attraverso il sacchetto della raccolta differenziata: "Mamma! perché hai buttato la scatola dell'omino di Toy Story del Natale dell'anno scorso?! Mamma! hai buttato la bustina dei gormiti che abbiamo comprato due anni fa!" ecc. Figurarsi il suo attaccamento a tutto quello che è "lavoro prodotto dalle sue mani".
Obiettivamente, non sempre si tratta di capolavori, e molto spesso i "lavoretti" hanno il grosso difetto di essere ingombranti.
Cosa succede se non butti al più presto, operando una severa selezione, almeno il 99% della  produzione artistica infantile? Succede che poi si trasformano in feticci, e diventa inconcepibile disfarsene. 
Questo vale anche per vestiti e giocattoli. C'è un tempo limite (diciamo 4 o 5 mesi dopo che il bambino ha smesso di portare il vestito o usare il giocattolo, 2 o 3 mesi dopo che ha realizzato l'opera d'arte o di bricolage). Dopo quel limite, il vestito, il giocattolo o l'opera diventa un "ricordo". A quel punto è finita.
Non hai trovato il modo di riciclare il carillon della casina delle api, ormai distrutta? Non hai avuto il coraggio di buttarla? Adesso non puoi più farlo: si è incollata alla tua anima con la tenacia di una spina di riccio sotto il piede. Estirparla potrebbe provocare un sanguinamento fatale. Non hai portato alla caritas quel suo primo paio di jeans? Adesso te lo ritroverai in casa per sempre, e così sarà per i tuoi figli, perché la tua colpa ricadrà per generazioni su tutta la tua famiglia. 
Bisogna rifuggire dal fascino malevolo dell'archiviazione. Non si deve indulgere in compassione. Buttare via senza pietà, perché i ricordi sono come zombie, si diffondono senza controllo, invadono tutto.
Io sono piena di feticci-zombie. Lenzuolina ricamate, scarpine, vestiti, e soprattutto disegni, prove di scrittura, collage e composizioni di ogni genere. Ormai non posso più liberarmene, sono loro prigioniera.
Però, almeno per i disegni, ho trovato un compromesso tra lo stermino totale e l'effetto feticcio: la scansione! Insomma, un certo numero di disegni può essere scansionato e conservato senza il minimo ingombro. Non è la stessa cosa, lo so, ma mi sembra una soluzione ragionevole.
Del resto, come disfarsi completamente di opere di alta scuola pittorica come questa?





Nell'ordine da sinistra: un ragno, una formica, un'ape, un bombo, una libellula, una mosca, una zanzara femmina e una zanzara maschio. Un manuale di entomologia, insomma.







2 commenti:

  1. questo disegno è B-E-L-L-I-S-S-I-M-O!!

    io me lo attaccherei sull'agenda ;-)

    (sì, perchè, a prop di ricordi, alla veneranda età di trentatanti anni, io tengo ancora un diariagenda imbottito di feticci...)

    coraggio, dev'essere una sindrome da scribacchini...

    la Tere :-)

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  2. :))
    eeh, le agende, i taccuini e, ultimamente, i promemoria del mac... sono discariche di appunti, stimoli e ricordi!

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