martedì 3 maggio 2011

Le gioie della maternità

Giorno di Pasqua, pranzo dai parenti. Il cuginetto di un anno è nervoso, piagnucola, non sta buono in braccio, non sta buono nel seggiolone, non sta buono a spasso. I suoi finiscono di corsa un piatto di tortellini e lo portano a casa: "Tanto è inutile, non si riesce a godersi la festa così!" dicono correndo via.
Li guardo abbandonare la tavola e penso: "Che bello avere figli grandi, che se ne stanno di là a giocare e ti lasciano tranquilla..."

Questo, esattamente, vuol dire chiamarsela.

Ore  22 della notte di Pasqua. Anna si è appena addormentata e comincia a tossire. Tossisce ininterrottamente per un'ora. Poi vomita sul lettino. La consolo, pulisco, la rimetto a letto e torno anch'io sotto le coperte.
Mezzanotte e mezza: Diego si agita. "Hai la pipì?" "No, mi fa male un orecchio!" 
Comincia il tormento. Il seienne piange, non riesce a dormire. Proviamo a dargli un antifinammatorio, ma non ha effetto. Alle 2 e mezza spedisco padre e figlio dalla guardia medica, che di notte non è più attiva. Alle 3 gli diamo la tachipirina e alle 3 e mezza si addormenta. Sono passate poco più di 12 ore da quando mi ero rallegrata di avere figli non problematici.
Ovviamente il picnic di pasquetta salta, e ci ritroviamo tappati in casa. Salta anche il previsto pomeriggio da amici giardinomuniti.
Il giorno dopo la pediatra riscontra un'otite perforata: antibiotico.

Sabato successivo, 30 maggio. Siamo a cena da amici. Diego è strano. Possibile che abbia la febbre? Ma è sotto antibiotico! Eppure sì, è possibile.
Domenica 1 maggio viene a trovarci mio fratello: grande festa di famiglia. Diego è una larva. Impossibile permettersi una passeggiata fuori, una sosta al parco, anche solo la merenda sul terrazzo.
Il giorno dopo, cioè ieri, la pediatra lo trova molto raffreddato. "Bene" dico io "prenderei appuntamento anche per la sorella, tanto tra poco toccherà a lei". Saggezza materna, premonizione, abitudine, rassegnazione?

Oggi i bimbi sono dai nonni. Li aspettava un pomeriggio di coccole e vizi. Anna, di sua spontanea volontà, chiede di andare a letto. Il nonno mi chiama allarmato: "Forse non sta bene?" È probabile. Mia figlia che se ne va a dormire senza essere costretta può significare solo una cosa.
Infatti si sveglia con 39 di febbre. In tutto, tra aprile e maggio, ha fatto 6 giorni di asilo.

Inutile dire che per il weekend avevamo in programma: sabato, gita al mare per festeggiamenti paralleli addio al celibato/nubilato di una coppia di amici; domenica, gita in montagna già rinviata millanta volte causa malattia.

Non commento oltre.
Dico solo: ode sempre al paracetamol, che sperde l'ira e fuga il duol...










3 commenti:

  1. :-D Eterna lode sia, dove non puote la maria!

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  2. :( poveri piccoli
    :( poveri genitori

    in bocca al lupo

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  3. @correttricebozze, in effetti doveva essere "lode", non "ode"... si vede che qualche germe sta attaccando anche me :)
    @valepi, grazie per la solidarietà. Ti saprò dire se i malanni riusciranno a rovinare un altro weekend

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