mercoledì 1 giugno 2011

Testimone scomoda

Diciamolo, io penso di essere una personcina intelligente. Allora perché a volte faccio cose tanto, ma tanto stupide? 
Non me lo spiego.
Per esempio: 29 maggio 2011. Data prevista per il matrimonio di una carissima coppia di amici. Io dovrei essere la testimone della sposa. Io.
Perché con questa mia amica abbiamo condiviso tanto. Tutti i momenti peggiori del nostro ritrovarci mamme di bimbi insonni, lo svezzamento, i primi passi, le prime parole, le prime (problematiche) pappe, il primo giorno d'asilo. Ma anche sofferenze profonde e grandi gioie, piacevoli giornate di vacanza e frustranti condizioni di lavoro. Tanto. Tantissimo. Al punto che lei mi vuole come testimone delle sue nozze. Io. Me.
Mi faccio prendere dall'ansia da prestazione. Comincio a pensare al vestito, a un nuovo taglio di capelli, alle unghie, le scarpe, la ceretta, il regalo, il biglietto.  I vestiti per i bambini. La stagione  è incerta, devo prevedere un cambio per ogni eventualità e finisco per preparare una valigia.
Ho il terrore di arrivare tardi, perché il matrimonio è previsto per le 10 del mattino e noi siamo in quattro da lavare, cibare, vestire, pettinare. Tutto dev'essere perfetto, programmato nel minimo dettaglio. Ora della sveglia, minutaggio preciso per le docce, per la colazione, per il vestimenti,  per il trucco, per gli ultimi ritocchi ai capelli. Durante la notte sogno di arrivare in ritardo. Nell'incubo, trovo un altro testimone al mio posto e la mia amica che mi dice: "ho dovuto chiedere a qualcun altro, visto che tu non arrivavi.” Mi sveglio alle 5 e un quarto per l'ansia.  Mi alzo in modo da avviare il programma il prima possibile: tutto si svolge secondo una scaletta rigidissima, applicata senza un minimo di sbavatura.
Usciamo di casa perfino con un certo anticipo, e con un certo anticipo ci ritroviamo ai piedi della scalinata che conduce alla Sala Rossa, la prestigiosa stanza in cui si svolgono le cerimonie dei matrimoni civili, in quel di Bologna. Noi e lo sposo. In attesa della sposa, che (si sa) deve arrivare per ultima.
Mancano cinque minuti all'ora X, e l'altra mia amica presente al matrimonio, con la quale abbiamo messo a punto poesie, lettere, volantini spiritosi, mi dice: "ci siamo dimenticate il riso!"
Panico. Non è possibile. Non esiste matrimonio senza lancio del riso. È domenica e siamo in Piazza Maggiore, nel centro di Bologna. Mi si attiva la modalità "risoluzione dei problemi al volo", che cancella immediatamente la modalità "massima efficienza e rispetto dei piani stabiliti".
Senza ascoltare le deboli proteste di mio marito, mi fiondo in farmacia, unico negozio aperto in cui ci sia qualche speranza di trovare del riso.
C'è la fila. Ma io, cocciutamente, aspetto.
Esco di corsa e non vedo più nessuno. Nessuno della mia famiglia, nessun invitato, nessuno sposo.
E io non so nemmeno dov'è la stanza della cerimonia. E devo correre. Con i tacchi.
Dopo alcuni giri a vuoto alla ricerca della Sala Rossa, tra gruppi di turisti e cacche di piccione, mi vedo venire incontro mio marito, paonazzo: "dove sei finita? Ti stanno aspettando!"
Entro trafelata nella sala. Tutti sono al loro posto. Gli ospiti da una parte, gli sposi dall'altra. Una poltrona vuota: la mia.
E il celebrante: "Venga, venga! Aspettavamo giusto lei!"



È andata così: la testimone è arrivata dopo la sposa.
Avrei voluto sprofondare, annullarmi, polverizzarmi, prendermi a schiaffi. 
Non vi dico l'umiliazione.
Non vi dico la rabbia quando, alla fine della cerimonia, il fratello dello sposo si è presentato con una cesta colma di 10 chili di riso.
Non vi dico la mortificazione, con le mie ridicole scatole di pastina Plasmon (perché in farmacia, che lo dico a fare, il riso non ce l'avevano).







8 commenti:

  1. Pero' dai, se sei riuscita ad arrivare in tempo considerato la brevissima durata del rito nel matrimonio civile, tutto è bene quel che finisce bene!
    Sono sicura che non ti è stato rinfacciato da alcuno e nel tempo verrà dimenticato!
    Anonima da San Biagio

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  2. Posso dire una cosa? E la tua amica che ti ha dato l'allarme "Ci siamo dimenticate il riso!" E poi si è girata dall'altra parte pensando "in qualche modo faremo!" e non si è mossa dalla scalinata è un po' piu' furba di te e non aveva nemmeno un ruolo importante come era il tuo!!
    Va beh comunque dai sono cose che succedono, ma non dovrebbero succedere! Non sentirti una schifezza per questo!
    Anonima da Via Cilea

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  3. Ma dici davvero! Sei arrivata tardi al matrimonio della tua migliore amica ed eri pure la testimone perchè eri andata a comprare la pastina plasmon!??
    E' la prima volta che sento una storia così, dai te la sei inventata x farci ridere!!!
    Anonima da Casalecchio di Reno

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  4. Anonima al cubo... grazie. Le vere amiche si riconoscono nel momento del bisogno e sono sempre dalla tua parte anche quando commetti degli errori.

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  5. ...pensa, cara anonima al cubo, che io ho un'amica così, che mi sostiene a spada tratta. Inoltre si preoccupa della mia crescita umana e culturale. Spesso mi propone esperienze stimolanti, come per esempio un bel film di ampio respiro, con messaggi profondi ma un linguaggio brioso e divertente.
    Come liber... ehm... fare a meno di amiche così?

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  6. Cosa dire allora, sei davvero fortunata! se poi in piu' ti fa anche risparmiare sul costo del biglietto e quindi ti inCULtura a prezzo bazza, ...mai che capiti a me una fortuna simile! Ma il titolo del film? Quasi quasi mi invogli è un po' che non vado al cinema a vedere un film un po' leggero (ma con messaggi profondi si intende).
    Anonima

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  7. Anonima, ti presenterò la mia amica. Sono certa che avete tante cose in comune...

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  8. Mi sa che l'ho visto anche io quel film e devo dire che concordo con tutte e due... Messaggi molto profondi o meglio in profondità! Comunque io sto raccontando a tutti che è bellissimo e da non perdere! Mal comune mezzo gaudio...

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