giovedì 29 settembre 2011

La chioccia che è in me...

... arruffa le penne e apre le ali ogni volta che una minaccia per i suoi pulcini si profila all'orizzonte. A volte si dimostra scostante e irritabile. A volte esagera con le lamentele, a volte gorgheggia di gioia. A volte, è proprio senza parole.
LEZIONE NUMERO 1
Ieri Diego ci ha informati del fatto che a scuola (diversamente dall'asilo) si possono portare i giochi. Non ci avevo pensato. In effetti a scuola si è considerati responsabili dei propri comportamenti, e ai bambini viene consentito di autogestirsi il momento del relax, ossia la ricreazione. Fa parte del loro nuovo status di adulti in potenza.
Tuttavia, anche se le istituzioni danno fiducia ai bambini, le mamme possono essere più retrive. Così a me è venuto spontaneo dubitare del senso di responsabilità di mio figlio, quando mi ha chiesto di potare a scuola i suoi bakugan*.
"Ma sei sicuro? E sei poi li perdi? Hai capito che però non si può giocare durante la lezione? Guarda che la maestra si arrabbia!"
Mio figlio seienne mi ha guardato con sufficienza: "Io so benissimo quello che faccio!" ha replicato.
E sì, devo ammetterlo... Ha ragione lui.

LEZIONE NUMERO 2
Oggi, per la prima volta, ho lasciato Anna all'asilo senza spargimento di lacrime e moccole. Quando sono tornata a prenderla, la maestra mi ha detto che lo sciopero della fame è stato interrotto: a pranzo la piccoletta ha divorato tutto, dopo una settimana di digiuno assoluto.
Anna era visibilmente soddisfatta di potermi dare la notizia. 
"Sono così contenta, Anna! Sei stata bravissima!"
"Ho mangiato tutto, e non ho neanche pianto!"
"Che brava!"
"Sono felice di essere brava!"
"Anch'io sono tanto felice!"
"E sei anche fiera!"
:)
Sì piccola mia, sono fiera di te. Davvero. E devo ammettere che anche tu mi hai impartito una bella lezione. Mi hai mostrato come un bambino sa affrontare situazioni difficili, facendosi violenza, reagendo a richieste che vengono dagli altri, a regole che altri hanno stabilito, con una forza d'animo di cui pochi adulti sarebbero capaci.
Certo, per noi è facile dire: "la materna fa bene ai bambini, è indispensabile, non bisogna cedere di fronte alle lacrime, sono furbi, se capiscono che possono spuntarla è finita". Certo, per noi adulti è tutto molto semplice.
Ma cosa passa nella testa del bambino? Quale ciclone sconvolge il suo tranquillo universo? Cosa voleva dire, Anna, con il suo "sono felice di essere brava"? Evidentemente, quella furbizia di cui crediamo capaci i bambini è solo un'invenzione degli adulti, un modo per lavarci la coscienza: "piange, non perché io l'ho messo in una situazione difficile, ma perché vuole impietosirmi".
Noi adulti forse non piangiamo, non scalciamo, non ci aggrappiamo alle gonne e ai capelli della mamma, ma facciamo ben di peggio. Sottoposti a stress, di solito siamo irritabili e violenti, cerchiamo di addossare ad altri le nostre colpe e le nostre responsabilità, ci autocarichiamo di rancore e malevolenza, ci crogioliamo nel vittimismo. 
Sono fiera di te, piccola Anna, perché hai mangiato e non hai pianto, e ti sei mostrata molto più coraggiosa e matura di me e di tanti adulti che conosco.




* I bakugan, per chi non lo sapesse, sono questi ingegnosi e costosissimi aggeggi: 

Inutile dire che quello portato a scuola è tornato a casa in frantumi...





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