mercoledì 12 ottobre 2011

29 settembre

No, non è (solo) il titolo di una canzone di Battisti. È la data dell'ultimo post... Da allora sono passati diversi giorni, che se li conti in ore fanno davvero impressione. Nel frattempo, malgrado i miei disperati tentativi di comunicazione intergalattica, non sono stata rapita dagli alieni. O forse sì, visto che sto lavorando su un testo di Ben10, con il suo corredo di supereroi extraterrestri che pretendono la mia attenzione. Rapita, insomma, ma non nel senso in cui, ogni tanto, mi piacerebbe esserlo: portata via.
Solo per un minutino, eh. Quelle avventure che durano settimane in una dimensione, ma quando ti riportano a casa il latte è ancora caldo e il micio sta finendo di farsi il bidet.
Intendiamoci, va tutto discretamente bene: i bimbi a scuola non danno particolari problemi, il lavoro procede e si aprono nuove, interessanti, possibilità, la vita sentimentale è appagante, le amcizie sono sempre allegre e fonte di grande benessere. E allora?
E allora c'è che questo è stato un autunno atipico per me. Di solito, dopo l'esaurimento psicofisico dell'estate, che mi rende abulica e sonnolenta come un bruco nel bozzolo, settembre prorompe nella mia vita con un flusso di energia, una valaga di idee e buone intenzioni, una ventata di ottimismo. 
Quest'anno, niente.
Forse perché tra luglio e agosto sono successe cose che hanno assorbito una buona dose di creatività, sorprese che prenderanno forma solo tra qualche mese, ma che hanno richiesto il mio impegno nel pieno dell'alta pressione di origine africana... Non so. Fatto sta che questo settembre si è mostrato molto avaro di stimoli. Per la prima volta nella mia vita, non ho sentito il motore della locomotiva rombarmi dietro lo sterno...

E allora mi sento un po' persa. È vero che, di tutti i progetti e i propositi che formulo nell'euforia del primo autunno, pochissimi vedono la luce e quasi tutti si rivelano deludenti. Ma è la mia droga, il mio piccolo archivio di possibilità, la mia scarica di adrenalina annuale.
Mi sembra che senza quel picco di entusiasmo, tutto possa risultare più grigio, come una stanza mal illuminata.

Forse sto invecchiando.

Forse la mia vita sta cominciando a girare a un ritmo più tranquillo, una velocità di crociera costante, senza scosse. Forse invecchiare vuol dire proprio questo: farsi un po' da parte, sottrarsi alle tempeste. Probabilmente, adesso, il mio passo si è fatto più regolare, senza strappi e senza discese vertiginose. E allora potrebbe essere che mi stia adeguando a un "effetto settembre" diluito nei 12 mesi. Uhm, interessante ipotesi. 
Vista da questa prospettiva, la cosa fa meno paura.









2 commenti:

  1. Credo che buona parte della verità stia nell'ultima frase e cioè ora che lavori e progetti tutto l'anno l'effetto settembre fa meno effetto o comunque lo diluisci nell'arco dell'anno... Prova a fare un calcolo delle idee avute l'anno passato e un calcolo di quelle di quest'anno al di la che si siano realizzate o meno o che siano o meno state indotte o che siano state tutte in un mese oppure no. Fatto questo calcolo saprai la risposta! E faccela sapere.............. :-)

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  2. e infatti, credo che sia proprio così, per cui dovrei ritenermi pienamente soddisfatta. Solo che speravo che in un'annata buona come questa, settembre mi avrebbe dato l'idea giusta per diventare milionaria :))

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