lunedì 30 gennaio 2012

Facciamoci una (buona) mangiata!

Non so voi, ma per me i weekend sono sempre una prova di forza. Tra pranzi e cene con amici, parenti e affini, il mio apparato digerente è costretto a turni massacranti. Ieri, ad aggravare la situazione,  c'è stato anche il compleanno del papà...


Che poi, invece, io sono una che tiene molto ai temi della buona alimentazione: cibi di stagione, possibilmente bio, rigorosamente non trattati ecc...
Ecco perché, quando mi è stato proposto di scrivere racconti per un progetto sull'educazione alimentare, ho accettato con il massimo entusiasmo. E oggi si parte!

Piccolo spazio réclame.

Prende il via ufficialmente, infatti, il progetto Cibolando, destinato ai ragazzi delle scuole medie. 





Si tratta di una cosa seria (ma non troppo): i ragazzi possono registrarsi, crearsi un avatar per diventare CIBOrg e aiutare Mr. Eat (il giovane cuoco nell'immagine) a difendere i principi della sana alimentazione. Ogni settimana viene pubblicato un racconto e un post sul blog. Rispondendo ai Ciboquiz legati ai racconti, i ragazzi conquistano giornate benessere per avanzare nel loro percorso. Inoltre ci sono giochi e concorsi a premi, oltre a schede tecniche per approfondire.
Insomma, un pasto completo!
Per leggere i racconti, bisogna fare clic sul pallino colorato sotto il mese (per ora, ovviamente, c'è solo il primo...).
Fatemi sapere cosa ne pensate e, se vi piace, passate parola!




martedì 24 gennaio 2012

Di sogni, poesie ed Ave Maria

Ci sono bambini che sognano di fare i paleontologi (metti mio figlio, per esempio). Altri sognano di fare il calciatore, la ballerina, l'attrice, l'estetista (mia figlia, per fare un altro esempio). Io, quand'ero piccola, sognavo di fare la scrittrice. 
Dopotutto, leggere era la mia passività preferita. Come naturale conseguenza, la mia attività doveva essere scrivere.
Lo vedevo bene il mio futuro, seduta davanti a un foglio, a immaginare vite possibili e impossibili, amori romantici, avventure straordinarie... Scrivevo pessime cose, ma ne scrivevo tante, in una specie di parossismo espressivo che riempiva diari, block notes, retri di copertina. Ai grandi piacevano, rimanevano a bocca aperta perché scrivevo "variopinto" invece che "colorato". Perché componevo poesie sulla pace, pur non avendo mai visto una guerra. Così mi autoconvincevo di essere brava. Di essere davvero una scrittrice in erba.
Ricordo che un giorno lessi davanti agli zii e ai nonni una poesia - avrò avuto 12 anni - e naturalmente fu un trionfo di applausi, complimenti e occhi lucidi. Il giorno dopo trovai mia nonna in camera sua che recitava Ave Maria con grande fervore. Le recitava per me. Eravamo intorno a Pasqua e - a quanto pare - un certo numero di preghiere in quel periodo ti permette di chiedere al Signore una grazia che lui certamente esaudirà.
Quell'anno, mia nonna pregò affinché io potessi diventare una poetessa.
Mi commuove ancora pensarci. Anche perché, alla fine, il più grande atto poetico della mia vita l'ho vissuto lì, in quella stanza, con quella vecchia contadina zoppa che pregava non per  garantirmi una vincita alla lotteria o un matrimonio facoltoso, ma solo perché io potessi vivere i miei sogni...
Gli anni sono passati, e io non mi sono scostata molto dal mio virtuosismo infantile. Non sono diventata una scrittrice, e neppure una poetessa. La mia penna è rimasta ferma, rigida, faticosa. La mia capacità di immaginare intrecci, conflitti, agnizioni, strutture morali, dinamiche narrative,  sperimentazioni stilistiche, la mia capacità di raccontare - insomma - non si è evoluta.
Mia nonna aveva sprecato le sue preghiere?
Forse no. Forse, semplicemente, Dio è stato più realista, e mi ha aperto una strada per scrivere senza essere una scrittrice.
Quello che faccio adesso, infatti, è qualcosa che assomiglia molto al mio sogno, anche se ne è una versione - come dire - semplificata. For dummies :)
Una parte del mio reddito attuale deriva da cose che scrivo, in varie forme. Insomma: una buona approssimazione rispetto al mestiere di scrittore vero e proprio. 
Forse avrei dovuto specificare nelle mie richieste "scrittrice di talento". Mi sono dimenticata l'aggettivo.
Si può convivere con la propria mediocrità? Per molto, molto tempo ho creduto di no. Una volta aborrivo l'idea di un compromesso simile: o genio o nulla!
Ma alla fine questa è la dotazione che ho ricevuto. Fino a qui sono arrivata con le mie forze. 
Non sono John Fante. Non sono Virgina Woolf. Sono una che "se la cava" con la scrittura, in modo artigianale, non artistico. 
Ma gli artigiani e gli artisti hanno una cosa in comune: il risultato del loro lavoro è un prodotto tangibile, un oggetto, qualcosa con un alto e un basso, una sinistra e una destra. Un corpo.
Tutto questo per dire che, anche se sono solo 10.000 battute, anche se si tratta di una storia semplice semplice, anche se non venderà milioni di copie e non cambierà la vita di nessuno, sono molto soddisfatta di poter annunciare l'uscita di un librino davvero tutto mio... 







Questo libro parla di una nonna, ed è dedicata ai nonni. In particolare alla mia, che tanti anni fa pregò per me, e a mio padre, nonno dei miei figli, che da bravo artigiano ne sarebbe stato orgoglioso.

mercoledì 18 gennaio 2012

Che avessero ragione i Maya?

Siamo solo al 18 gennaio, e già ci sono inequivocabili segni di catastrofe.
Su Milano e dintorni scende una neve chimica, ossia un precipitato di sostanze tossiche presenti nell'atmosfera che si solidificano con il freddo. I giornali ne parlano come se si trattasse di una notiziuola di costume, ma a me sembra tanto una scena de L'Eternauta...

Capitani (poco) coraggiosi guidano navi da diverse migliaia di tonnellate come se fossero risciò sul lungomare di Milano Marittima.

Scopriamo che il fatto di aver perso l'ultima guerra mondiale non impedisce alla Germania di determinare i destini dell'Europa. Ovvero, il mercato ferisce più della spada.

Milioni di pesci vengono trovati inspiegabilmente morti sulle coste della Norvegia.

Il mio conto in banca, per la prima volta dopo 7 anni, ha sfiorato le 5 cifre, pur mantenendosi prudentemente al di sotto. In teoria è una buona notizia, ma è troppo bello per essere vero. Qualcosa dovrà pur succedere.

Umberto Eco si è tagliato la barba (vabbe', questa è un po' vecchia, ma ancora non riesco a farmene una ragione, ed è un segnale che il mondo - così come lo conosciamo - sta per finire).

La mia lavastoviglie ha tirato le cuoia.

2012, abbiamo iniziato proprio male, non credi sia il caso di darsi una regolata?!


ps. Comunque, per restare in tema:  




lunedì 9 gennaio 2012

Viaggio nell'iperspazio

Ore 9.30, Agenzia delle Entrate.
«Buongiorno, sono qui perché vorrei sapere se posso restare nel regime dei minimi o devo passare al regime normale. La mia storia è così e così....Ho lavorato così e cosà... Vede, la mia commercialista mi ha detto "possiamo provare a tenerlo"... Il 16 dicembre ho telefonato al call-center dell'agenzia delle entrate e l'operatore mi ha detto: "secondo me lei non può tenerlo, ma è una mia opinione personale perché non è stata emanata ancora la direttiva che interpreta le legge". Vorrei una risposta certa, perché non so ancora come fare la prossima fattura»
«Perché, deve emettere fattura?»

- Vedi tu... secondo te perché sono qui e non in un outlet a provarmi una camicetta in saldo?

«Ehm sì»
«Comunque lei lo paga, il commercialista? Deve darle una risposta... Le consiglio di cambiarlo!»
«Sì, ma sono tutti molto confusi. I miei colleghi hanno ricevuto risposte l'una diversa dall'altra. A chi è stato detto di continuare a fatturare con ritenuta al 20%, a chi è stato detto di versare il 5% in fattura, a chi è stato detto di versarlo all'atto della dichiarazione dei redditi. Sono qui per avere un'intepretazione ufficiale...»
«Va bene. Aspetti un attimo...»
Si alza e se ne va. Probabilmente entra nel Grande Buco Nero  Iperdimensionale che ti conduce magicamente nella Stanza delle Risposte. Qui si consulta con il suo spirito guida, fuma con lui il calumet, il narghilè o il cilum... insomma, fuma una qualche sostanza psicotropa, poi torna con l'oracolo.
«Lei deve continuare come prima. Non cambia niente. Applichi la stessa ritenuta in fattura fino allo scadere del quarto anno»

Ecco, questa sì che è una risposta originale. Diciamo che sarebbe anche la più sensata: la nuova legge si applica solo a chi apre la partita iva da quest'anno... niente di più logico.
Peccato che sia la prima volta che sento esporre questa interpretazione.  E allora oso:
«Mi scusi, ma è possibile avere una risposta scritta? Nero su bianco?»
«Una risposta scritta?» risponde lui, vagamente risentito. «Certo. Faccia un'istanza di interpello!»
Con scatto felino ed agile mossa estrae un librone da uno scaffale e mi procura una fotocopia del Magico Modulo che Tutto Prevede e Dispone.
Con l'istanza di interpello, tu puoi chiedere un pronunciamento ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. Se non ti rispondono, visto lo stato di incertezza della legge, tu puoi fare quello che ti pare...
Trovo che sia una cosa fantastica! No?
Unico problema, la misteriosa nota in calce al modulo: "l'istanza può essere consegnata presso la Direzione competente a mano ovvero spedita mediante plico raccomandato (senza busta) con avviso di ricevimento". Dichiaro aperto il dibattito su cosa si intenda con l'espressione "plico senza busta". Potrei prendere appuntamento all'Agenzia delle Entrate per chiedere spiegazione e, nel caso di risposta ambigua, potrei mandare un'istanza di interpello, mediante plico senza busta, ma prima dovrei aver chiaro che cosa si intende con plico senza busta, e allora dovrei prendere appuntamento all'Agenzia delle Entrate ecc... 
Dall'iperspazio ai loop del paradosso, che viaggi fantasmagorici!
Altro che Playstation 3!




martedì 3 gennaio 2012

Non lasciamoci così

Caro 2011, ti ho voluto bene. Davvero.
Tutti parlano male di te, e io ne soffro. Vorrei difenderti con tutto il mio ardore.
2011, il mio primogenito ha cominciato a cambiare i dentini ed è andato in prima elementare.
2011, la mia secondogenita ha vinto la sua paura della materna e ha un rapporto molto meno conflittuale con i microrganismi.
2011, io e il mio maritino siamo riusciti a concederci BEN DUE finesettimana soli soletti in giro a fare i fidanzatini, e un numero cospicuo di seratine (tipo quella di stasera) bimboprive per andare, magari, al cinema. Perché...
2011, i bambini sono diventati più grandi e si possono lasciare a dormire dai nonni senza particolari sensi di colpa e con reciproca soddisafazione
2011, i bambini si addormentano alle 9.30 e sono tornata a una velocità di crociera di un paio di libri al mese, con ottime speranze di migliorare
ma soprattutto, 2011, sei stato il primo anno, da quel lontano 2003, in cui ho avuto uno stipend... un reddit... una paga mensile senza soluzione di continuità
Ti voglio bene, 2011.

Il 2012 mi è un po' antipatico, invece. Perché già so che Giove (o Saturno) uscirà dalla mia costellazione, o dalla congiunzione con la costellazione... insomma, già so che verranno giù sfighe. Inoltre non so ancora quale sarà il mio regime fiscale. E non so neppure se avrò ancora un lavoro, ma vabbe', questa non è una novità.
Ma voglio darti una possibiltà, caro 2012. Vedi di impegnarti a darmi qualche buon segnale entro fine mese.