lunedì 9 gennaio 2012

Viaggio nell'iperspazio

Ore 9.30, Agenzia delle Entrate.
«Buongiorno, sono qui perché vorrei sapere se posso restare nel regime dei minimi o devo passare al regime normale. La mia storia è così e così....Ho lavorato così e cosà... Vede, la mia commercialista mi ha detto "possiamo provare a tenerlo"... Il 16 dicembre ho telefonato al call-center dell'agenzia delle entrate e l'operatore mi ha detto: "secondo me lei non può tenerlo, ma è una mia opinione personale perché non è stata emanata ancora la direttiva che interpreta le legge". Vorrei una risposta certa, perché non so ancora come fare la prossima fattura»
«Perché, deve emettere fattura?»

- Vedi tu... secondo te perché sono qui e non in un outlet a provarmi una camicetta in saldo?

«Ehm sì»
«Comunque lei lo paga, il commercialista? Deve darle una risposta... Le consiglio di cambiarlo!»
«Sì, ma sono tutti molto confusi. I miei colleghi hanno ricevuto risposte l'una diversa dall'altra. A chi è stato detto di continuare a fatturare con ritenuta al 20%, a chi è stato detto di versare il 5% in fattura, a chi è stato detto di versarlo all'atto della dichiarazione dei redditi. Sono qui per avere un'intepretazione ufficiale...»
«Va bene. Aspetti un attimo...»
Si alza e se ne va. Probabilmente entra nel Grande Buco Nero  Iperdimensionale che ti conduce magicamente nella Stanza delle Risposte. Qui si consulta con il suo spirito guida, fuma con lui il calumet, il narghilè o il cilum... insomma, fuma una qualche sostanza psicotropa, poi torna con l'oracolo.
«Lei deve continuare come prima. Non cambia niente. Applichi la stessa ritenuta in fattura fino allo scadere del quarto anno»

Ecco, questa sì che è una risposta originale. Diciamo che sarebbe anche la più sensata: la nuova legge si applica solo a chi apre la partita iva da quest'anno... niente di più logico.
Peccato che sia la prima volta che sento esporre questa interpretazione.  E allora oso:
«Mi scusi, ma è possibile avere una risposta scritta? Nero su bianco?»
«Una risposta scritta?» risponde lui, vagamente risentito. «Certo. Faccia un'istanza di interpello!»
Con scatto felino ed agile mossa estrae un librone da uno scaffale e mi procura una fotocopia del Magico Modulo che Tutto Prevede e Dispone.
Con l'istanza di interpello, tu puoi chiedere un pronunciamento ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. Se non ti rispondono, visto lo stato di incertezza della legge, tu puoi fare quello che ti pare...
Trovo che sia una cosa fantastica! No?
Unico problema, la misteriosa nota in calce al modulo: "l'istanza può essere consegnata presso la Direzione competente a mano ovvero spedita mediante plico raccomandato (senza busta) con avviso di ricevimento". Dichiaro aperto il dibattito su cosa si intenda con l'espressione "plico senza busta". Potrei prendere appuntamento all'Agenzia delle Entrate per chiedere spiegazione e, nel caso di risposta ambigua, potrei mandare un'istanza di interpello, mediante plico senza busta, ma prima dovrei aver chiaro che cosa si intende con plico senza busta, e allora dovrei prendere appuntamento all'Agenzia delle Entrate ecc... 
Dall'iperspazio ai loop del paradosso, che viaggi fantasmagorici!
Altro che Playstation 3!




4 commenti:

  1. Che meraviglia, il buco nero degli enti pubblici! Mi sembra di capire che anche da te è un viaggio nella Tana del Bianconiglio!
    Secondo la mia interpretazione, il plico senza busta è una raccomandata aperta.
    Cioè:
    prendi il foglio, o i fogli, piegati in tre parti, come quando li infili nelle buste formato commerciale.
    Piegali in modo che si legga solo il mittente, in alto a destra, e il destinatario, leggermente più in basso, a sinistra. Il corpo del testo sarà nascosto nella piega. Il retro sarà bianco (a meno che tu non faccia una stampa fronte-retro).
    A quel punto, munita di nastro adesivo, chiudi i quattro lati del foglio.
    Hai ottenuto una raccomandata "aperta" che può essere spedita in posta regolarmente.
    Si utilizza questo metodo quando non si vuole essere accusati di spedire una busta senza niente dentro... l'adesivo con il numero di raccomandata, infatti, viene attaccato sulla lettera stessa.
    Diabolico, vero?

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  2. machiavellico!
    Grazie girandola... vedi l'importanza di avere un blog? ;)

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  3. wow, mi hai dato la versione numero 302934859403 dei collaboratori editoriali che brancolano nella nebbia che più fitta non si può.

    l'unico elemento in comune fra le 302934859403 versioni è che negli enti pubblici fumano roba davvero buona e mai che la condividano.

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  4. comincio a pensare che la verità sia tipo i segreti fi Fatima, e dovremo aspettare qualche anno perché venga svelata (l'agenzia delle entrate ha 120 giorni CENTOVENTI per rispondere all'istanza!)

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