mercoledì 29 febbraio 2012

Quanti ricordi!

Accompagnare i bimbi a scuola, in macchina, è un comportamento eco-incompatibile, a ma anche inevitabile, almeno fin all'arrivo della primavera e al conseguente risveglio delle bici.
Comunque regala anche momenti di rara armonia e intimità familiare, solo che in versione "baggianata". C'è stato per esempio il periodo del "mamma, racconti le barzellette?", poi quello del "mamma, fai gli indovinelli?" e da qualche giorno siamo nel "mamma, racconti delle cose che facevamo da piccoli?". Quest'ultima richiesta comprende anche la variante "mamma, racconti delle cose che facevamo da piccoli con la voce strana?", ovvero con un improbabile accento tedesco.
Lo scopo è attraversare quei 15-20 minuti di coda mattutina sghignazzando come ubriachi.
Solo che c'è un fatto. Un dato di fatto. Ho tantissimi aneddoti di cose buffe che Diego ha detto, che Diego ha fatto, che sono capitate a Diego ecc... Di Anna, molti, molti meno.
Perché? 
Credo che ci siano due risposte possibili.  Diego ha avuto 25 mesi tutti per sé, prima della nascita di Anna, 25 mesi in cui ogni suo gesto e ogni sua parola erano oggetto della massima attenzione, raccontati e ripetuti a tutti i familiari fino al terzo grado di parentela. Inoltre io e lui passavamo mezza giornata soli soletti, perché avevo solo una nonna part-time.
Con Anna è stato diverso. Lei non ha mai avuto l'esclusiva. Inoltre, da quando è nata, ho avuto ben due nonne a nostra disposizione, e con l'aumento del lavoro sono diminuite le ore che io e lei potevamo passare insieme. In ogni caso, quasi mai da sole.
Ecco. Questa è la spiegazione più triste, perché vuol dire che da qualche parte ci sono aneddoti che non ho potuto raccogliere, ricordi che sono andati persi, perché non hanno fatto in tempo a diventare tali.
C'è poi un'altra spiegazione, più consolatoria.
Diego e Anna sono due bambini, anzi, due persone diverse. Hanno modi completamente opposti di esprimersi. Diego è tanto riflessivo, preciso, ponderato,  quanto Anna è esuberante, solare, istintiva. Il gioco preferito di Diego è mettere insieme pezzi e costruire cose, mentre Anna parla e canta, canta e parla per ore. Diego non si fida di nessuno, neppure di me, mentre Anna è come un gattino, diffidente con gli estranei ma fiduciosa con chi conosce bene. Sono opposti perfino nel modo di mangiare -l'uno lento e metodico - l'altra ingorda e vorace, e di dormire - lui che cerca il contatto e si sveglia per venire nel lettone, lei che se la dorme tutta la notte.
Cosa c'entra con i ricordi?
C'entra. Perché magari di Anna è difficile recuperare singole battute, o situazioni buffe, ma lei è tutta una scenetta. Le sue frasi memorabili sono poche, rispetto a quelle del fratello, ma ha un suo modo empatico, fisico, di comunicare.
Come tradurre tutto questo in ricordi?
Per esempio attraverso un blog?
E allora, piccoletta, anche se tu forse non te lo ricorderai, e forse non è una cosa "puffa ta racontare ai pampini qvanto antiamo a scvuola" io ho ben in mente i nostri rari momenti tra sole donne. Come l'altro giorno, che ce ne siamo andate a prendere un caffè passeggiando nell'ultima neve. Oppure la tua voce da sbarbina vezzosa quando mi dici "sei una mamma adorabile". E le canzoni che inventi, che non so da dove le tiri fuori, come questa: "Ti amo, sei la donna per me, ma anche un'altra è la donna per me-e-e e io non so che fare-e-e-e..."



3 commenti:

  1. Ohhhh mi hai fatto piangere!!! Cioè commuovere con annesse lacrime! La nostra Annina!!!

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  2. ...sbaglio o questo mare stupendo è il mare di fiumarella...? che emozione aver trovato questa foto sul blog...!
    un caro saluto ad Anna e Diego, mi sembra quasi di conoscerli leggendo di loro su questo blog...
    Spero davvero di vedervi presto!
    Luisa

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  3. di più: è il mare di Calopezzati ;)
    è davvero il caso di dire "quanti ricordi!"

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