venerdì 30 marzo 2012

Tutti devono sapere!

Dieci cose che si scoprono lavorando per oltre un anno su riviste di gossip, o femminili che dir si voglia.
1) Tempesta d'amore va in onda tutti i giorni, domenica compresa, alle 19.35.
2) Luca Cordero di Montezemolo è un uomo molto impegnato e con incarichi di grande prestigio. Ma è sempre al parco con i figli, o sulla neve con i figli, o in giro per la città con i figli.
3) Pier Silvio Berlusconi è un uomo molto impegnato e con incarichi di grande prestigio, e passa ogni minuto libero insieme alla famiglia, a Portofino. Si presume che tutti i suoi muscoli siano il risultato di buona alimentazione e sana attività sportiva (tipo kickboxing con gli impiegati Mediaset).
4) In Italia non ci sono soldi per la ricerca, ma all'estero evidentemente sì, e per le ricerche più assurde tipo:
 - Secondo un gruppo di psicologi inglesi dell’Università di Hertfordshire, nell’Inghilterra orientale, se la mattina uscendo di casa scegli di indossare i jeans potresti essere a rischio depressione.
- Da uno studio americano emerge che gli uomini salivano (ossia sbavano) di più davanti a una bella auto che a una bella donna.
5) Il problema dell'impotenza maschile è molto più diffuso di quanto si creda. Ma forse lo studio americano di cui sopra offre una valida spiegazione.
6) Xxxxx Yyyyy (sostituire con nome di vip a piacere) ha raggiunto il successo potendo contare solo sulle sue forze, senza compromessi, basandosi esclusivamente sul talento e il duro lavoro. Non si sente un sex symbol. La famiglia e la fede sono i suoi punti di riferimento. Essere madre (o padre) è il ruolo a cui tiene di più.
7) Sono tornati gli anni Ottanta (colori pastello, spalline, pantaloni a vita alta, sopraciglia spesse due centimetri) e - aggiungo io - questo significa che i Maya avevano ragione.
8) Quasi tutti gli uomini sotto i 40 sono stati o con Melissa Satta o con Aida Yespica. Alcuni anche con tutte e due (ma non tutti contemporaneamente).
9) C'è un tipo che si chiama Leon Cino, e non è il pupazzo parlante di una trasmissione per bambini.
10) Manuela Arcuri è una grande attrice.


venerdì 23 marzo 2012

Rimpianti

Forse avrei versato meno lacrime
Forse mi sarei stimata di più, avrei avuto meno complessi di inferiorità
Forse avrei avuto più uomini, o uomini meno sbagliati
Forse avrei avuto storie d'amore più felici
Forse mi sarei sentita più sicura, più allineata ai desideri del mondo

Se solo avessi cominciato a usare la piastra per capelli vent'anni fa...

mercoledì 21 marzo 2012

Un po' fiera

Due anni fa, alla fiera del libro per ragazzi, ci sono andata così...
Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e - come spesso succede con l'acqua - a volte stagnava, a volte scorreva tumultuosa, a volte trasportava immondizia. Comunque, in qualche modo da allora ho fatto carriera.
Per esempio, quest'anno non ho dovuto mendicare un biglietto per l'ingresso. Me ne hanno offerto uno.
Girovagando sono riuscita ad arraffare un bellissimo poster gratuito, alla faccia dell'austerity. Erano anni che non succedeva. Sono passati i bei tempi in cui te ne uscivi con poster, cartoline e borsine di stoffa. Ultimamente, sì e no qualche biglietto da visita...
Sono anche riuscita a sostenere una conversazione in inglese, allineando tre frasi comprensibili e con una sintassi plausibile, e comprendendo almeno il 60% di quello che l'altro mi diceva. C'è ancora margine di miglioramento, ma sono soddisfazioni.
Inoltre ho vinto una sfida con me stessa. Perché, lo ammetto, le pubbliche relazioni non sono il mio forte. Non sono capace di presentarmi a braccia tese davanti a perfetti sconosciuti, sorridere disinvolta, trovare argomenti, rendermi interessante. E anche oggi mi sono tenuta a debita distanza da ogni rischio. Avevo anche pensato di defilarmi alla chetichella, ma poi mi sono resa conto che non sarei sembrata un'avida arrampicatrice se prima di andar via fossi passata a salutare la persona che mi aveva accolta con il biglietto, appena poche ore prima. E insomma, inghiottendo la timidezza, mi sono presentata per un salutino veloce e ci ho guadagnato tre bellissimi libri gratis.
Però lo confesso... Ciò che davvero mi ha fatto sussultare il cuore è stato vedere uno scaffale e mezzo, nel sobrio stand Mondadori, occupato da miei lavori. 
Sì, c'era proprio lui, il mio librino, in mezzo ai suoi colorati fratellini. E c'erano tutte le altre cose su cui ho lavorato negli ultimi mesi, a fare bella mostra di sé e offrirsi spudoratamente al pubblico.*
Ne sono uscita galvanizzata, piena di idee e voglia di fare, con un'infusione di fiducia in me stessa e ottimismo come non mi capitava da tanto tempo. Non durerà a lungo, già lo so, ma proprio per questo ne sto parlando qui.
Tanti e tanti post sono stati spesi su pianti e rimpianti, frustrazioni e delusioni, incertezze e amarezze.
E questo blog è sempre stato il mio "cahiers de doléances", il posticino in cui rifugiarmi per leccarmi le ferite. 
Ultimamente le cose hanno preso a girare per il verso giusto. Non so quanto durerà. Non sarei precaria, non mi sentirei precaria, se non fosse così. La sensazione è quella di essere su una giostra a tempo: prima o poi si fermerà.  E forse dovrò scendere, oppure riuscirò ad afferrare la scimmietta e a vincere un altro giro.
Oggi mi sento in grado di darmi la spinta. Ci voglio provare.


*Cari amici della Guardia di Finanza e gentili funzionari dell'Agenzia delle Entrate: ciò non fa di me una persona facoltosa, sappiatelo.

lunedì 19 marzo 2012

Papà e mammi

Anche se ti devo sgridare, perché la sera ecciti i bambini fingendoti un mostro chiuso in bagno, e rendi ancora più complicato il pre-sonno...
Anche se di notte, quando il Mr. Hyde che è in te prende il sopravvento, rivolgi ai tuoi figli i rimproveri più feroci e le più crudeli minacce...
Anche se ogni volta che io dico: "Adesso basta tv!" tu ribatti: "Ma lasciali in pace, cosa c'è di male se guardano un altro cartone"...
Anche se hai iniziato i tuoi figli al pericoloso universo dei videogame...
Anche se dai loro il cattivo esempio mangiando il salame dopo il pesce...

Malgrado tutto questo, buona festa del papà, caro maritino mio.

Perché ho l'impressione che, tra qualche anno, i tuoi figli ricorderanno con un sorriso i versi che provengono dal bagno, le crudeli minacce, gli strappi alle regole... 
Perché so che tutto il tempo che passi a giocare con loro sarà un sacco magico da cui attingere dolcissimi ricordi...
Perché quel tuo essere un po' "mammo" fa di te un grande babbo...
Perché tutto sommato credo che tu sia, come padre, migliore di come sono io come mamma.


Ps. È la prima volta, in sette anni, che mi ricordo della festa del papà... Avevo un po' di arretrato! 



giovedì 8 marzo 2012

Donna è sempre plurale

Se festa della donna dev'essere, allora che sia! 
Un buon modo per festeggiare, dal mio punto di vista, è andare a prendersi un caffè con due belle amiche, e magari parlare (di corsa, perché il lavoro incombe) di autoconsapevolezza, cura del sé, pratiche di ricomposizione dell'io.
Poi anche regalarsi un paio di ballerine con il tacco nascosto (di quelle che sembrano ballerine, ma c'è il trucco per le tappe) è una cosa bella, soprattutto se la tua amica si compra anche lei qualcosa e spende più di te, sgravandoti dei sensi di colpa.
E allora devo dire che io mi sento più donna se ci sono altre donne intorno a me, come se l'essere femminile fosse un collettivo, una comune psichica.
E poi cosa vuol dire essere donna? Quante sono le declinazioni della femminilità? Per esempio, mia zia, così curata e distinta, così materna e sorridente, ottima cuoca, bravissima sarta, è per me l'esempio di una femminilità forse un po' démodé, ma pur sempre rassicurante e sincera, senza artifizi.
Poi c'è la femminilità sensuale, fascinosa, seducente, che non sempre e non necessariamente si abbina alla bellezza pura e semplice. Conosco donne incredibilimente affascinanti, che fanno strage di cuori, eppure, da un punto di  vista rigidamente "formale" non sono certo perfette.
Ci sono donne che curano ogni dettaglio del proprio aspetto e ci sono donne che magari girano con la molletta nei capelli, le scarpe di pezza e la borsona di lana con i pelucchi. Ci sono donne che vestono sempre all'ultima moda, e donne che hanno un loro stile personale e inconfondibile.
Per non parlare di quelle donne piene di talenti, in grado di cavarsela con disinvoltura con il tango argentino e il découpage, che sono perfettamente a loro agio in un museo come in un mercatino di antiquariato, a un reading come dietro i fornelli, che sono curiose e sensibili, brillanti e generose.
Indipendentemente dalla categoria, a me capita di sentirmi "soggiogata" dalla loro femminilità, che vedo così istintiva e naturale.
Sarà perché, per me, la femminilità è una scoperta piuttosto recente. Qualcosa che, per molto tempo, avevo represso o volutamente ignorato. Qualcosa che ho anche mortificato, nel vortice autodistruttivo di un post adolescenza molto sofferto. Qualcosa che mi intimoriva, e mi intimorisce ancora sotto molti punti di vista. Qualcosa che credo di non saper maneggiare, e che mi ritrovo a invidiare quando la vedo manifestarsi in modo così spontaneo nelle altre donne.
Eppure ricordo ancora, quando avevo 16-17 anni, la prima volta che ho sentito, profondamente sentito, di appartenere al genere femminile. Che magari non ne ero degna, che magari non sapevo bene che farci, che magari non ero l'esempio più eclatante della femminilità, ma ero pur sempre destinata a essere quella cosa lì.
Ed è stato questione di un attimo, come essere punti da un'ape o investiti da una sferzata di vento. È stata la voce ruvida di Paolo Conte, come la carezza di una mano dura ma gentile sulla schiena, quando pronuncia la parola "donna" in questa canzone.
 
E voi? C'è stato un momento in cui avete realizzato di essere donne? (O uomini, o gay, insomma di non essere asessuati...)

lunedì 5 marzo 2012

giovedì 1 marzo 2012

Riflessioni peripatetiche

Stamattina, camminando con Anna, ho avuto modo di ammirare nuovamente le sue doti da predatrice di gioelli. È davvero straordinaria. Nulla le sfugge. Una perlina, una borchietta metallica, una rosellina di plastica, una micropallina... Lo sguardo incollato a terra, l'occhio che farebbe invidia a una gazza ladra, riesce a individuare il minimo luccichio anche tra le cartacce e il nerume del cemento sgretolato.
Anch'io di solito cammino tenendo gli occhi al marciapiede, però lo faccio per evitare le cacche e gli sputi che amabili concittadini considerano - evidentemente - parte dell'arredo urbano.
Passeggiare ha sempre un effetto corroborante e stimolante, su di me. Adoro camminare, specialmente mano nella mano con un bambino. Mi immedesimo negli antichi filosofi che discutevano le loro teorie passeggiando nel giardino della scuola aristotelica... I piedi si muovono e il cervello macina pensieri.
Allora riflettevo, stamattina, mentre io e Anna camminavamo concentrate sui rispettivi scopi: è questo che fa di noi, la vita? Partiamo convinti di trovare tesori e finiamo sperando solo di schivare delle merde?