giovedì 1 marzo 2012

Riflessioni peripatetiche

Stamattina, camminando con Anna, ho avuto modo di ammirare nuovamente le sue doti da predatrice di gioelli. È davvero straordinaria. Nulla le sfugge. Una perlina, una borchietta metallica, una rosellina di plastica, una micropallina... Lo sguardo incollato a terra, l'occhio che farebbe invidia a una gazza ladra, riesce a individuare il minimo luccichio anche tra le cartacce e il nerume del cemento sgretolato.
Anch'io di solito cammino tenendo gli occhi al marciapiede, però lo faccio per evitare le cacche e gli sputi che amabili concittadini considerano - evidentemente - parte dell'arredo urbano.
Passeggiare ha sempre un effetto corroborante e stimolante, su di me. Adoro camminare, specialmente mano nella mano con un bambino. Mi immedesimo negli antichi filosofi che discutevano le loro teorie passeggiando nel giardino della scuola aristotelica... I piedi si muovono e il cervello macina pensieri.
Allora riflettevo, stamattina, mentre io e Anna camminavamo concentrate sui rispettivi scopi: è questo che fa di noi, la vita? Partiamo convinti di trovare tesori e finiamo sperando solo di schivare delle merde?




8 commenti:

  1. Ahahah più o meno è così! XD

    RispondiElimina
  2. bellissimo post!! personalmente sono in tutt'altra fase, non guardo mai per terra ma sempre in alto, mi attirano le case o gli alberi circostanti, e qualche volta sbatto contro un palo o qualche passante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si vede che tu sei più platonica ;)

      Elimina
  3. L'importante è non credere di aver trovato un gioiello e accorgersi invece di aver pestato una merda! Perchè è li che sta la delusione maggiore!

    RispondiElimina
  4. succede anche quello, purtroppo :(

    RispondiElimina
  5. e pensa che qualche volta, le m@rd@ non si calpestano; si incontrano!

    RispondiElimina