mercoledì 21 marzo 2012

Un po' fiera

Due anni fa, alla fiera del libro per ragazzi, ci sono andata così...
Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e - come spesso succede con l'acqua - a volte stagnava, a volte scorreva tumultuosa, a volte trasportava immondizia. Comunque, in qualche modo da allora ho fatto carriera.
Per esempio, quest'anno non ho dovuto mendicare un biglietto per l'ingresso. Me ne hanno offerto uno.
Girovagando sono riuscita ad arraffare un bellissimo poster gratuito, alla faccia dell'austerity. Erano anni che non succedeva. Sono passati i bei tempi in cui te ne uscivi con poster, cartoline e borsine di stoffa. Ultimamente, sì e no qualche biglietto da visita...
Sono anche riuscita a sostenere una conversazione in inglese, allineando tre frasi comprensibili e con una sintassi plausibile, e comprendendo almeno il 60% di quello che l'altro mi diceva. C'è ancora margine di miglioramento, ma sono soddisfazioni.
Inoltre ho vinto una sfida con me stessa. Perché, lo ammetto, le pubbliche relazioni non sono il mio forte. Non sono capace di presentarmi a braccia tese davanti a perfetti sconosciuti, sorridere disinvolta, trovare argomenti, rendermi interessante. E anche oggi mi sono tenuta a debita distanza da ogni rischio. Avevo anche pensato di defilarmi alla chetichella, ma poi mi sono resa conto che non sarei sembrata un'avida arrampicatrice se prima di andar via fossi passata a salutare la persona che mi aveva accolta con il biglietto, appena poche ore prima. E insomma, inghiottendo la timidezza, mi sono presentata per un salutino veloce e ci ho guadagnato tre bellissimi libri gratis.
Però lo confesso... Ciò che davvero mi ha fatto sussultare il cuore è stato vedere uno scaffale e mezzo, nel sobrio stand Mondadori, occupato da miei lavori. 
Sì, c'era proprio lui, il mio librino, in mezzo ai suoi colorati fratellini. E c'erano tutte le altre cose su cui ho lavorato negli ultimi mesi, a fare bella mostra di sé e offrirsi spudoratamente al pubblico.*
Ne sono uscita galvanizzata, piena di idee e voglia di fare, con un'infusione di fiducia in me stessa e ottimismo come non mi capitava da tanto tempo. Non durerà a lungo, già lo so, ma proprio per questo ne sto parlando qui.
Tanti e tanti post sono stati spesi su pianti e rimpianti, frustrazioni e delusioni, incertezze e amarezze.
E questo blog è sempre stato il mio "cahiers de doléances", il posticino in cui rifugiarmi per leccarmi le ferite. 
Ultimamente le cose hanno preso a girare per il verso giusto. Non so quanto durerà. Non sarei precaria, non mi sentirei precaria, se non fosse così. La sensazione è quella di essere su una giostra a tempo: prima o poi si fermerà.  E forse dovrò scendere, oppure riuscirò ad afferrare la scimmietta e a vincere un altro giro.
Oggi mi sento in grado di darmi la spinta. Ci voglio provare.


*Cari amici della Guardia di Finanza e gentili funzionari dell'Agenzia delle Entrate: ciò non fa di me una persona facoltosa, sappiatelo.

5 commenti:

  1. tanto felice per te.
    Davvero.
    Perché in proiezione rende piena di speranza anche me.

    Ma io quest'anno niente bologna.
    Io panzo e ingrasso. Ma c'ho mandato i soci. E pure loro sembrano pieni di ottimismo.
    Meravigliosa primavera.

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  2. grazie. Concentriamoci fortemente, forse riusciamo a trasformare tutto questo ottimismo in contratti con firma in calce ;)

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  3. e un po' di positività quando ci vuole ci vuole! goditela e fanne buona scorta! ma io che ho scoperto il tuo blog da poco i tuoi lavori dove li trovo?

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  4. alcuni li trovi qui: http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=lepera
    felice di incontrarti :)

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  5. Perché solo "un po' fiera"?! Hai ragioni per esserlo Molto!
    Goditi il volo e non pensare alla possibilità di cadere...
    Con stima,
    Rosanna :-)

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