sabato 12 maggio 2012

Mamme

Ancora me lo ricordo, la prima volta che Diego ha pronunciato distintamente la parola "Mamma".
Dormiva nel suo lettino da ben 15 minuti. Un record. Forse per questo lo ricordo così bene. C'era mia suocera con me, e ci siamo guardate negli occhi con una divertita sorpresa. Diego si era svegliato e mi chiamava, come si presume che facciano i bambini quando - ancora un po' distratti dai sogni - aprono gli occhi e si ritrovano in una nuvola di coperte, a guardare attoniti la stanza attraverso le sbarre di un lettino. Di solito Diego non aveva bisogno di chiamarmi, quando si svegliava, perché era già appiccicato a me, o a suo padre. Se si provava ad adagiarlo nel letto non chiamava: lanciava urla demoniache che erano più efficaci di ogni richiamo.
Quindi ancora me lo ricordo.
E ancora mi fa una certa impressione. Mamma, Mammi, Tu sei la mia mamma, Lo dico alla mamma. È come se stessi ancora giocando alla mamma, e i miei figli lo prendessero invece sul serio.
Ancora, quando mi chiamano così, sento una stretta al cuore. Mi abituerò mai?
Comunque, sempre della serie "Filastrocche della prima volta", eccone una in tema, per augurare alle mamme una bella festa tutta per loro...



Ma... mam... provo e riprovo,
mam... ma... la cerco, la trovo,
mammamm... mi sto avvicinando...
Mamama! Stizzito comando!
Mamm... più dolce sussurro...
ma... un po’ rosa un po’ azzurro.
Ma-mam... Carezza di suono.
Mamm... Sapore di buono.
Mama... Abbraccio di voce,
mammm... bisogno feroce!
Ma-mamma! Ecco l’ho detta!
Mamma! La parola perfetta!

2 commenti:

  1. Correttricedibozze16 maggio 2012 03:08

    Io sono ancora alla fase "stizzito comando" ma già a leggere la tua filastrocca della prima volta mi commuovo... ;-)

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  2. :))) Che poi i figli non smettono mica di comandare, solo che cambiano i metodi

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