martedì 19 giugno 2012

Interrogativi

Il mio è uno strano mestiere. Bello, per carità, ma strano.
Lavoro da un bel po' di mesi alla correzione di alcune riviste. La parola correzione in editoria, in generale, fa riferimento al linguaggio, alla verifica della sintassi, eliminazione dei refusi, controllo delle uniformità ecc ecc ecc. In genere il correttore non interviene sui contenuti che, si presume, ricadono sotto la responsabilità dell'autore, soprattutto quando l'autore in questione è - o dice di essere - un giornalista e dovrebbe di conseguenza verificare le fonti, astenersi dai giudizi, raccontare i fatti e confrontarli con le opinioni ecc ecc ecc.
Accade che, però, i giornalisti in questione siano piuttosto delle capre, e che venga quindi chiesto dall'editore un controllo capillare sui contenuti. A parità di compenso.

Quindi: A) vengo pagata al prezzo di una correzione, ma di fatto si chiede molto di più. Non so quanto prendano i giornalisti, ma non credo venga decurtato loro lo stipendio per ogni copincolla sbagliato da Wiki.

Tempo fa feci una prova di editing per una grande casa editrice. Lavorare per loro sarebbe stato per me "il colpaccio": finalmente su romanzi e racconti! Il sogno di chi fa questo mestiere.
Quello dell'editing, però, è un lavoro complesso. Anche in questo caso mi diedero, come prova, un autore-capra. Uno che scrive come un tredicenne sul diario delle medie. Una roba imbarazzante. Ma di enorme successo commerciale. Un successo inspiegabile, visto lo stile. Misi pesantemente mano al testo, riscrivendolo in gran parte, ma la prova non andò bene. Non lo avevo riscritto a sufficienza. Ecco quindi spiegato l'inspiegabile: l'autore, di suo, ci metteva l'idea, ma in pratica l'editor modificava quasi tutto, tranne - forse - i nomi propri.

Quindi: B) ci sono editor che in pratica riscrivono il libro, spesso sono precari e sottopagati, il loro nome difficilmente compare nel colophon.

Mi capita di lavorare come autrice e mi viene offerta una cifra. I tempi sono strettissimi, mando i testi a raffica. A fine lavoro mi si dice che i testi erano un disastro, pieni di problemi, che hanno comportato un editing pesante (le situazione precedenti, solo ribaltate). 

Quindi: C) mi viene chiesto di rinunciare a una parte dei diritti in favore dell'editor, che "ha dovuto fare un lavoro autoriale".
 
Non entro nel merito dei casi. Se siano pratiche corrette, se siano valutazioni eque ecc.
Mi chiedo solo: possibile che come la giri giri mi ritrovo sempre nella posizione di prenderla nel culo?


1 commento: