domenica 24 giugno 2012

Sondaggio (serio, questa volta)

Un giorno ne farò uno mio, di sondaggio, per capire quanto la gente sa di cosa c'è dietro un libro. (Certo, la maggior parte degli italiani non sa neanche cosa c'è dentro, a un libro, perché l'ultimo che ha visto l'ha bruciato dopo l'esame di maturità.)
Ecco perché quando mi chiedono "che mestiere fai" mi vengono le palpitazioni: non so mai come farlo capire senza tenere un master. La società ignora la nostra esistenza. Agiamo nell'ombra, come serial killer. Siamo invisibili.
Siamo invisibili anche per i nostri colleghi (spesso non lavoriamo nelle redazioni, ma da casa; non abbiamo la mail aziendale; non partecipiamo alle assemblee, non mangiamo in mensa e non ci invitano neppure per lo il brindisi di Natale). Siamo invisibili per lo Stato, che ci abbandona a noi stessi con leggi ambigue e facilone (nella migliore delle ipotesi) o ci tartassa con leggi inique.
Insomma, tutto questo per dire perché questo sondaggio si chiama "EDITORIA INVISIBILE". E ai colleghi che dovessero passare da queste parti dico: COMPILATELO!
Questo sondaggio è promosso dall'Ires, l'istituto di ricerca della Cgil, ma è la realizzazione di un sogno della Re.Re.Pre., la rete dei redattori precari di cui faccio parte: sapere quanti sono, questi lavoratori invisibili dell'editoria, che contratti hanno, quanto guadagnano, che prospettive vedono per il loro futuro.
Lo dice anche la psicanalisi: se non sai la verità su te stesso, non puoi sperare di affrontare e sconfiggere i tuoi problemi.
Eccolo qua, non ci vuole molto: http://editoriainvisibile.netsons.org/



Nessun commento:

Posta un commento