martedì 31 luglio 2012

Mese caldo

Ne sono successe di cose, dall'ultimo post. Non è che la vita si ferma, solo perché non si ha il tempo di riversarla in un blog.
Avventure, emozioni, tragedie, scoperte straordinarie, scoperte raccapriccianti, incredibili svolte, esperienze indimenticabili... Quante cose possono succedere in poche settimane. Siete pronti? Vado a riferire.

Avventure: settimana scorsa sono stata in piscina con tutta la famiglia. Abbiamo fatto il bagnetto con e senza braccioli, e anche un po' di idromassaggio, in 20 mq di acqua, altezza massima 120 cm.

Emozioni: ci siamo concessi un sabato al mare, nella settimana più fredda dell'estate, ed è stato davvero entusiasmante evacuare la zona ombrellone 3 volte in 5 ore, a ogni minaccia di pioggia, e poi ritrovarsi sotto un'alluvione mentre si cercava di raggiungere a piedi una pizzeria, e poi rifugiarsi in 8 in una sola macchina, e parcheggiare proprio di fronte al comando della polizia municipale.

Tragedie: una misteriosa epidemia ha colpito gli elettrodomestici di casa. La scopa elettrica e la macchinetta del caffè ne sono state contagiate in rapida successione, e oggi le porterò entrambe all'ospedale. Nel frattempo, veglio con materna sollecitudine la lavatrice, per provvedere tempestivamente all'insorgere del primo sintomo.

Scoperte straordinarie: i gatti continuano a perdere pelo, tanto tanto tanto pelo (il che, contestualmente al malessere della scopa elettrica, aggiunge una nota di panico a ogni risveglio). Ma con il soffice manto ridotto della metà, si intravede la sagoma di un vero felino, con la parte dei fianchi più sottile rispetto a quella dell'addome. Dunque la trasformazione in sferoide adiposo non è ancora completa, malgrado gli 11 anni compiuti.

Scoperte raccapriccianti: dopo 4 anni, mi sono accorta di aver pagato l'acqua (fredda e calda) come se in casa vivesse una sola persona, quindi con le tariffe che si applicano agli sciuponi. Questo non solo collide con la mia concezione di economia domestica, ma è stato anche un duro colpo alla mia dignità di cittadina morigerata e responsabile.

Incredibili svolte: ho tagliato i capelli. (Ma solo un po')

Esperienze indimenticabili: venerdì, in un cinema all'aperto, ho visto un documentario su Giuseppe Dossetti. Qualcuno vuole il riassunto?


Sbalorditi? Senza parole? Eh, lo so... Un luglio davvero eccitante.

lunedì 9 luglio 2012

Siate con me...

Lunedì.*
Alla fine, questa settimana è iniziata. Una tra le più "provanti" della mia vita... Andiamo con ordine.
Lunedì. A parte il fatto che devo andare dal dentista, soffrire fisicamente ed economicamente,  oggi esce questo:




Ho cercato uno straccio di link, ma non c'è, quindi spero vi basti la mia parola. Si trova nelle edicole per tutto il mese di luglio, insieme a Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione a 5,90 euro (sulla copertina c'è scritto 8,90, ma è un deprecabile errore. Se l'edicolante fa il furbo, voi tirate fuori un'aria minacciosa e dite: "io so che tu sai!") 
Di questo libro ho partorito l'idea, delineato il progetto, scritto i contenuti, firmato l'introduzione. Naturalmente, non nel vuoto cosmico, ma con il fondamentale apporto della curatrice Caterina Ciccotti, la vera esperta in tema gourmet, e con la spassosa prefazione di Militello. Si tratta di un ricettario per uomini che per arrivare al frigo hanno bisogno del navigatore, che per accendere un fornello leggono le istruzioni, ma che hanno voglia di stupire, di affascinare attraverso il cibo e, quindi, di imparare.
Lo sento molto mio, questo libro, anche se è così diverso da tutte le altre mie creature, e comunque mi pagano i diritti... Quindi compratelo e fatelo comprare!
Poi.
Martedì. Come Rerepre, incontreremo insieme al sindacato una delegazione di padroni. Io già mi immagino scene tipo questa


Mercoledì. Ceretta. Vabbe', non fa molto cool, ma volevo essere precisa.
Giovedì. Me ne parto alla volta di Viterbo per partecipare a Senza Caffeina, nell'ambito di




un bellissimo evento all'interno del quale devo presentare Apriti cielo!. Ed è proprio il caso di dire: che il cielo mi assista! 
Sono solo un pochino, lievemente, appena appena terrorizzata.
Devo intrattenere famiglie intere per più di un'ora! Possibilmente devo interessarle al mio libro, far divertire i bambini, renderli curiosi nei confronti del tema e mandarli a casa con il sorriso sulle labbra. Eh, sì, come no! Non sono mica la Littizzetto! Non sono mica Serena Dandini! Non sono nemmeno Viky di Viky Tv!
Se sopravviverò a quella serata, venerdì me ne torno a casa giusto in tempo per accorgermi che,  tra tutto ciò, la settimana è finita e io lunedì ho una consegna importante!
Insomma, tutto questo per dire che ho bisogno dei miei amici, veri e virtuali. Pensatemi, mandatemi energie positive, e se siete in zona Viterbo venite con cerotti e ricostituenti!



*(Lo so, è martedì, ma il post avevo iniziato a scriverlo ieri)...

martedì 3 luglio 2012

codino

...ma non è finita qui!
Domenica, un po' per sfogare la delusione nello shopping, un po' per fornire un'alternativa rinfrescante ai bimbi, abbiamo comprato una piscinetta gonfiabile per il terrazzo. 
Era bucata.
Sono andata in stazione per chiedere un rimborso dei biglietti. Risposta: il biglietto viene rimborsato solo se l'aria condizionata è garantita. Ergo: Trenitalia fa viaggiare treni a tenuta stagna, praticamente senza finestrini, ma non garantisce l'aria condizionata. Però puoi portarti un ventaglio senza pagare un supplemento. Per il biglietto non utilizzato, visto che non supera il minimo rimborsabile, t'arrangi...
Potrebbe bastare?
No.
Ieri sera, mentre preparavo la cena, ho rotto il barattolo del sale.



domenica 1 luglio 2012

Un tranquillo weekend di paura

Metti che è lunedì e le previsioni danno, per il weekend successivo, punte di 38 gradi. Tu pensi ai tuoi figli, destinati al mare solo ad agosto, e ti viene in mente un fughino. Partenza venerdì, ritorno domenica sera. Qualcosa a portata di tutte le tasche. L'organizzazione non è semplice: stai lavorando a ritmi forsennati. Ti ritrovi a consultare i siti di b&b e alberghi in ore notturne. Alla fine ne trovi uno che sembra perfetto: ha una stanza.
I bambini sono galvanizzati. Non vedono l'ora di partire. Non parlano d'altro. E anche tu sogni quei due giorni di totale relax come se fossero un ritorno al paradiso perduto. Un ritorno momentaneo, ma pur sempre vitale.
Certo, c'è l'incognita del traffico. Gli spostamenti verso il mare nei weekend sono delle roulette russe. Allora pensi che la soluzione migliore sia il treno. Sarà affollato, magari porterà ritardo, ma sempre meglio che infilarsi in un'autostrada con code di 130 km.
Venerdì mattina corri a fare i biglietti e a fare la spesa. Qualcosa già va storto. Hai mille pensieri, mille incastri da far combaciare, e alle 9.00 prendi servizio. Vai a fare il bancomat e ti dimentichi i soldi nella macchinetta. Te ne accorgi dopo qualche minuto. I tuoi 160 euro non ci sono più. Li avrà risucchiati la macchina, o l'avida mano di un fortunato passante, magari la signora bionda che è entrata dopo di te?
Non ci vuoi pensare. Niente deve turbare la tua micro-vacanza. Ci penserai lunedì
Torni a casa e lavori a testa bassa fino alle 17.00 in punto, poi spegni il computer con gesto deciso e ti precipiti a fare i bagagli. Orari previsto per uscire di casa: 18.30. C'è da fare i panini, e non vuoi dimenticare niente. In effetti ci riesci, alla fine manca solo il tuo pigiama, ed è un dettaglio trascurabile. Creme, costumi, ciabatte, asciugamani, cambi per i bambini, perfino il taumaturgico Topolino, indispensabile per prendere sonno. Perfino i caricabatterie, che dimentichi sempre. Perfino le salviette umidificate e le pinzette per le sopraciglia. Tutto! Ti sei ricordata tutto! Sei fiera di te.
Si parte. I bambini non la smettono di parlare. L'allegria si misura in kilogrammi.
Entri in treno e ti sembra di aver attraversato le porte dell'inferno. Ci saranno 45 gradi. Perfino i sedili sono roventi. L'aria condizionata non funziona, e ci sono solo finestrini con ridicoli vasistas. Pazienza: passeremo due giorni a mollo per riprenderci.
I bambini mangiano i loro panini e comiciano a bere, a bere, a bere. In un'ora fanno fuori due litri e mezzo d'acqua.
Ma si arriva, in un modo o nell'altro. Stanchi, sudati e felici. L'albergo è in una posizione fantastica, la stanzetta è piccola ma decente. Il tempo di una lavatina veloce e sei subito fuori. Anche se sono già le dieci, vuoi cominciare a goderti la vacanza. Gelatino e poi nanna. 
L'indomani sveglia alle 8.00. Gli amici stanno per arrivare da Bologna, e non vuoi farli aspettare.
Peccato che il tuo bambino non riesca ad alzarsi dal letto. Gli gira la testa, ha la nausea, vomita, poi si accascia.
La giornata (serve specificarlo?) continua così. Tu e tuo marito vi alternate: quando uno è in camera con il bimbo grande, l'altro è in spiaggia con la piccola.
Il bambino è un angelo. Ogni volta che gli chiedi come sta, ti risponde: "un po' meglio". Ma è evidente che non è così. Non riesce neppure a stare seduto. Passi la giornata nell'ansia: cosa avrà? Come dobbiamo comportarci? Starà meglio domani?
Alla fine si decide di approfittare degli amici per un ritorno precipitoso a casa. Sarà un virus? Sarà stato il caldo del treno? Sarà stata l'acqua fredda?
La nostra vacanza lampo si è trasformata in un piccolo abisso di delusione, rabbia, frustrazione.  Il nostro modesto b&b ci è costato come un albergo a 5 stelle.
Ed eccoci a casa, nei nostri bravi 38 gradi di routine.
Per fortuna oggi il bimbo sta bene, e siamo tutti più sollevati, anche se certamente non più rilassati.
Ma naturalmente non poteva finire così... ci doveva essere un codino di sfiga per chiudere la giostra. Stamattina tiri fuori dalla custodia i tuoi preziosi occhiali griffati, che hai comprato l'anno scorso a un prezzo spropositatamente altro, che tratti come una reliquia, e una stanghetta ti rimane in mano.
Non hai più neppure la forza di bestemmiare.