domenica 1 luglio 2012

Un tranquillo weekend di paura

Metti che è lunedì e le previsioni danno, per il weekend successivo, punte di 38 gradi. Tu pensi ai tuoi figli, destinati al mare solo ad agosto, e ti viene in mente un fughino. Partenza venerdì, ritorno domenica sera. Qualcosa a portata di tutte le tasche. L'organizzazione non è semplice: stai lavorando a ritmi forsennati. Ti ritrovi a consultare i siti di b&b e alberghi in ore notturne. Alla fine ne trovi uno che sembra perfetto: ha una stanza.
I bambini sono galvanizzati. Non vedono l'ora di partire. Non parlano d'altro. E anche tu sogni quei due giorni di totale relax come se fossero un ritorno al paradiso perduto. Un ritorno momentaneo, ma pur sempre vitale.
Certo, c'è l'incognita del traffico. Gli spostamenti verso il mare nei weekend sono delle roulette russe. Allora pensi che la soluzione migliore sia il treno. Sarà affollato, magari porterà ritardo, ma sempre meglio che infilarsi in un'autostrada con code di 130 km.
Venerdì mattina corri a fare i biglietti e a fare la spesa. Qualcosa già va storto. Hai mille pensieri, mille incastri da far combaciare, e alle 9.00 prendi servizio. Vai a fare il bancomat e ti dimentichi i soldi nella macchinetta. Te ne accorgi dopo qualche minuto. I tuoi 160 euro non ci sono più. Li avrà risucchiati la macchina, o l'avida mano di un fortunato passante, magari la signora bionda che è entrata dopo di te?
Non ci vuoi pensare. Niente deve turbare la tua micro-vacanza. Ci penserai lunedì
Torni a casa e lavori a testa bassa fino alle 17.00 in punto, poi spegni il computer con gesto deciso e ti precipiti a fare i bagagli. Orari previsto per uscire di casa: 18.30. C'è da fare i panini, e non vuoi dimenticare niente. In effetti ci riesci, alla fine manca solo il tuo pigiama, ed è un dettaglio trascurabile. Creme, costumi, ciabatte, asciugamani, cambi per i bambini, perfino il taumaturgico Topolino, indispensabile per prendere sonno. Perfino i caricabatterie, che dimentichi sempre. Perfino le salviette umidificate e le pinzette per le sopraciglia. Tutto! Ti sei ricordata tutto! Sei fiera di te.
Si parte. I bambini non la smettono di parlare. L'allegria si misura in kilogrammi.
Entri in treno e ti sembra di aver attraversato le porte dell'inferno. Ci saranno 45 gradi. Perfino i sedili sono roventi. L'aria condizionata non funziona, e ci sono solo finestrini con ridicoli vasistas. Pazienza: passeremo due giorni a mollo per riprenderci.
I bambini mangiano i loro panini e comiciano a bere, a bere, a bere. In un'ora fanno fuori due litri e mezzo d'acqua.
Ma si arriva, in un modo o nell'altro. Stanchi, sudati e felici. L'albergo è in una posizione fantastica, la stanzetta è piccola ma decente. Il tempo di una lavatina veloce e sei subito fuori. Anche se sono già le dieci, vuoi cominciare a goderti la vacanza. Gelatino e poi nanna. 
L'indomani sveglia alle 8.00. Gli amici stanno per arrivare da Bologna, e non vuoi farli aspettare.
Peccato che il tuo bambino non riesca ad alzarsi dal letto. Gli gira la testa, ha la nausea, vomita, poi si accascia.
La giornata (serve specificarlo?) continua così. Tu e tuo marito vi alternate: quando uno è in camera con il bimbo grande, l'altro è in spiaggia con la piccola.
Il bambino è un angelo. Ogni volta che gli chiedi come sta, ti risponde: "un po' meglio". Ma è evidente che non è così. Non riesce neppure a stare seduto. Passi la giornata nell'ansia: cosa avrà? Come dobbiamo comportarci? Starà meglio domani?
Alla fine si decide di approfittare degli amici per un ritorno precipitoso a casa. Sarà un virus? Sarà stato il caldo del treno? Sarà stata l'acqua fredda?
La nostra vacanza lampo si è trasformata in un piccolo abisso di delusione, rabbia, frustrazione.  Il nostro modesto b&b ci è costato come un albergo a 5 stelle.
Ed eccoci a casa, nei nostri bravi 38 gradi di routine.
Per fortuna oggi il bimbo sta bene, e siamo tutti più sollevati, anche se certamente non più rilassati.
Ma naturalmente non poteva finire così... ci doveva essere un codino di sfiga per chiudere la giostra. Stamattina tiri fuori dalla custodia i tuoi preziosi occhiali griffati, che hai comprato l'anno scorso a un prezzo spropositatamente altro, che tratti come una reliquia, e una stanghetta ti rimane in mano.
Non hai più neppure la forza di bestemmiare.

4 commenti:

  1. bestemmio io per te!
    a 38 settimane di gravipanza, in padania, sono pienamente legittimata!

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    1. brava, così è una bestemmia due-in-uno

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  2. Non ti sei fatta mancare niente, eh?! Vabbè dai, in fondo il mare è noioso... XD

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    1. se il mare è noioso, figurati una stanza di 3 metri per 3!

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