mercoledì 29 agosto 2012

Biancaneve? Si scansi, prego

Attenzione, spoiler. 
Che poi c'è poco da spoilerare, perché la storia la sappiamo tutti: la regina cattiva, la principessa bella e buona, i sette nani, la mela avvelenata e il bacio del bel principe. 
Sto parlando di Biancaneve e il cacciatore, che ho visto giusto ieri sera, e sul quale continuo a rimuginare. Perché alla fatidica domanda: "Ti è piaciuto?" non so bene cosa rispondere.
Insomma, per chi come me è cresciuto a pane e film americani, c'è una sorta di assuefazione: il linguaggio, lo stile di recitazione, il montaggio... è tutto talmente "introiettato" che si fa fatica a giudicare. Un po' come le riunioni di famiglia: sono sempre uguali, stesse facce e stessi argomenti, ma ti fanno sentire a tuo agio, coccolato e tranquillo. Niente di grave può sconvolgerti.
Ma veniamo allo spoiler.
Intanto, nota generale, i dialoghi. Il 75% del film è fatto di "Uh" "Ah" "AAAH" "Argh!". Per fortuna che c'è la regina, che è un po' più loquace...
La trama.
C'è da dire che il povero Sanders è arrivato un po' tardi. Diciamocelo, se questa sua Biancaneve fosse uscita qualche anno fa (quando il termine di paragone era quella mielosa e tutta vezzi del defunto Walt) una principessa in cotta di maglia, con le unghie sporche e gli stivali di pelle, che impugna la spada e cavalca alla testa di un'armata di maschioni sarebbe stata rivoluzionaria. Sfortunatamente, nel mezzo c'è stato molto altro, tra cui il quasi contemporaneo Biancaneve con Julia Roberts, ma anche Rapunzel e Alice in Wonderland, per citare solo i riferimenti diretti.
Di Rapunzel ho già parlato, per dire che è uno dei miei film di animazione (ma non solo) preferiti. E il paragone viene immediato. Rapunzel, per esempio, ha dimostrato che una principessa può prendere in mano il proprio destino, ribellarsi, rendersi protagonista non solo in virtù del lignaggio o della bellezza, ma forte di sogni, talenti, grinta e forza di volontà. Questa Biancaneve invece è predestinata, e nel film lo si ripete in continuazione. Non ha nessun merito: è nata bella e figlia di re, il suo destino è uno solo e a lei non resta che assecondarlo. In questo non è differente dalla Biancaneve Disney, che si lascia condurre, salvare, ridestare, incoronare. Ma anche volendo giocare sul concetto di predestinazione, si poteva fare di meglio: l'Alice di Burton, per esempio, non è che la prenda bene questa cosa di sentirsi tutta la responsabilità addosso. Biancaneve ha l'aria di una che pensa: "qui mi hanno messo e qui sto".
La controparte maschile, il macho cacciatore, non può che far pensare a Flynn Ryder di Rapunzel. Ma anche qui l'attore umano ci perde, nel confronto. Ryder è irriverente, simpatico e sbruffone, disonesto e con una storia triste alle spalle, ma mai patetico. Il cacciatore invece è un monolito, e infatti non ha neppure un nome. Un gran belvedere, per la verità, ma fargli pronunciare due o tre frasi in più nel film non avrebbe guastato.
In comune, Ryder e il cacciatore, hanno un vero e proprio talento per il fashion. Il primo, con un  solo deciso colpo di coltello, regala a Rapunzel una pettinatura giovane e sbarazzina (con anche la tinta), e il secondo, con un solo deciso colpo di coltello, regala a Biancaneve un abitino prêt-à-porter, molto pratico per muoversi nella foresta ma anche molto stylish, con il gonnellino corto sui pantaloni in pelle e gli stivali al ginocchio.
L'unica che regge il confronto è la regina madre. E qui, tanto di cappello a Charlize Theron, che dimostra un fascino e una bravura davvero da applauso. Un movimento del suo sopraciglio vale più di tutta la prova recitativa di Kristen Stewart, che non cambia praticamente mai espressione. Mi permetto, caro Sanders: capisco che costei è l'idolo delle nuove generazioni e che il suo nome riempie i cinema, ma come ti è venuto in mente di metterla in questo ruolo? È ovvio che alla fine uno propende per la regina: la Stewart è seducente come un pacco di patatine.
Infine il duca William. Se qualcuno ha capito che c'entra, mi faccia sapere. Questo poveretto era amico di Biancaneve bambina, sono stati separati e lui ha vissuto con il rimorso di non averla salvata dalla regina, credendola morta. Quando scopre che è viva si getta nella mischia per ritrovarla. E però c'è il tenebroso cacciatore. Due uomini ad alto livello di testosterone, belli, barbuti e combattivi, e una principessa. Ovvio che lei dovrà scegliere... La situazione è ricca di spunti. Rivalità, lealtà, un nemico comune, la sfida alla morte ma anche all'amore.  Tutto questo, però, ce lo mette lo spettatore, perché la sceneggiatura non spreca una riga di dialogo. Il povero William ci fa quindi la figura di quello che è capitato lì per caso: ci avanzava, non sapevamo dove metterlo, è discreto e non sporca quindi lo abbiamo lasciato.
Insomma, mi è piaciuto? Ma sì, va'. In fondo questo film è come quei bravi ragazzi di buona famiglia, bonaccione, sportivo e ottimista, che si veste bene perché i soldi non gli mancano, non ha molto da dire ma siccome conosce i suoi limiti non parla troppo, alle feste è di compagnia, non esagera mai e puoi farti riaccompagnare a casa perché sai che guida piano e non ci proverà.
E un inchino alla regina.




venerdì 10 agosto 2012

Partenza!

Ora, al mio via, alzi la mano chi non ha mai pronunciato la frase: "Quest'anno in vacanza porto poca roba, che tanto poi ne uso la metà". Pronti? Via!
Lo sapevo, e infatti anch'io. Tutti gli anni uguale.
Poi: "Ok, per i bimbi ho finito. Però aspetta, non gli prendo una maglietta con le maniche lunghe, se viene freddo? Eh, ma se viene freddo e si sporcano? Ce ne vogliono due. Ma se viene freddo, ma solo un po'? Ci vuole il coprispalle. Ok, ho finito. No, ma gli ho preso solo le canottiere, per il giorno? Valà, prendo anche qualche maglietta, metti che tira un po' d'aria... Magari anche un paio di pantaloni lunghi, non si sa mai...Ecc." 
Risultato: un trolley pieno solo per loro.
Tuo marito ha preso davvero troppa roba. Ma davvero davvero, oggettivamente, proprio. Ma che fai, gli dici che ha esagerato? E se poi quando sei giù gli manca proprio quella mutanda? Proprio quella maglietta da abbinare a quei jeans? Lo sai con chi se la prenderà in quel caso, no?
Quindi zitta.
Cominci a preparare la tua roba, e naturalmente tu non esagererai. Mantieni un profilo basso. Pantaloncini e canottiere, e stop. Ma un momento! Non ho preso niente che si adatti ai miei orecchini nuovi in similoro anticato con inserto blu, e mica posso lasciarli a casa! Prendo questa maglietta. E però questa mica posso metterla con i pantaloni neri, vabbe', prendo anche quelli bianchi. E con le scarpe beige cosa metto? Non esiste che le lascio a casa, sono le più belle che ho. Allora ci vuole questa canotta. Eh sì, ma se poi è freddo? Anche questo coprispalle. Ah, ma allora devo prendere anche questa collana, che con questi colori mi piace tanto... E lo smaltino verde acqua? Fa troppo mare, non posso lasciarlo a casa. Allora prendo anche questo vestito, che è la morte sua..."

E questo è tutto (e non è poco).