martedì 4 settembre 2012

Non urlo

Che poi è il secondo capitolo di: Urlo.
Perché a tutto c'è un limite. E se non c'è bisogna mettercelo.
Nel mio caso, più di mille buoni propositi, è stato efficace lavorare con le finestre aperte. Perché le finestre aperte sono delle spione, delle pettegole cui non sfugge niente. Meno che mai può sfuggire loro una mamma che urla contro i suoi figli, in un complesso di case tutte così vicine.
Urla beluine, isteriche, odiose, proprio come le mie, ma non ero io.
C'è questa tipa che abita praticamente di fronte, che ha due bimbi, di cui uno neonato e l'altro molto piccolo (almeno, questo è quello che sono riuscita a decifrare). Questa donna io non lo so che problemi ha, ma urla. Il bambino piange e lei gli grida di smetterla. Il bambino dice qualcosa e lei gli risponde gridando. Lo senti che non sono urla sane. Intanto perché sono troppo frequenti, e poi perché hanno quella nota stonata, quel "di più" di rabbia che non è necessaria con un bambino.
È l'unica in tutto il complesso di condomini a urlare così, per quello che ne so. 
L'unica a parte me.
Perché anch'io mi lascio spesso andare a scoppi d'ira al massimo dei decibel. 
Ma adesso non più.
Ho fatto un fioretto.
Perché sentire quella donna e le sue grida è stato come sentire me stessa. E il disprezzo che istintivamente ho provato per lei l'ho provato anche per me.
Insomma, per me è stata una terapia. Mo' basta.
Eh, non è facile come sembra. I bambini ce la mettono tutta per farmi perdere le staffe, la stanchezza si accumula, il complesso di preoccupazioni, esaltazioni, carichi emotivi, fatica psichica, bisogni inespressi è tanto e tale che a volte mi sembra di non riuscire a contenerlo.
E allora, da una settimana a questa parte, mi impongo il controllo. Perché le urla non hanno un fine educativo, non hanno alcuna utilità se non lo sfogo di una rabbia che spesso con i bimbi c'entra poco o nulla. E questo io lo so, e lo sapevo anche prima, solo che prima non avevo "sentito" l'effetto che fa. Ed è brutto. Proprio brutto.
E io non voglio essere una pazza isterica.
Sento che posso farcela, basta contare fino a 3, respirare, guardarsi dall'esterno, respirare, pensare ai bimbi come ti apparivano appena 5 minuti fa, piccoli e tenerotti, contare ancora fino a 3.
Non è che ci riesco sempre, ma ho abbassato i decibel.
Ce la farò? Ce la voglio fare.
Ma voi, mamme e donne all'ascolto, pure voi urlate?
Che ne dite di una bella terapia di gruppo?




4 commenti:

  1. siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!! deve essere così! sto tentando, dall'inizio delle ferie da quando massimo è tornato a casa dicendomi:
    AH , ma allora eri te che sembravi uscita dal manicomio..........
    Mi iscrivo alla terapia di gruppo !

    RispondiElimina
  2. anche io, anche io voglio iscrivermi.... a dire la verità ho pensato di essere io quella matta con 2 bambini a cui ti riferivi che urlava come una matta poi ho pensato che le finestre del tuo studio non sono rivolte verso casa mia e allora ho tirato un sospiro di sollievo, ma capisco la Mariella anche il mio Massi una sera tornando mi ha detto che si sentivano le grida dal parcheggio!
    Ottima idea quella del fioretto devo provare....funzionerà? Boh...tentar non nuoce (anzi...)
    Quando inizia il gruppo di supporto?
    Chiara

    RispondiElimina
  3. Iniziamo subito! Siccome anche mio marito (più di una volta) mi ha detto che le urla si sentivano da lontano, cominciamo con una domanda: non è che i mariti potrebbero stare a casa un po' di più, così urlano loro e non siamo noi a fare la figura delle pazze?

    RispondiElimina
  4. Direi che la prima seduta della terapia di gruppo ha già evidenziato uno dei principali problemi! CONCORDO IN PIENO!!!!!!!!!!!!
    Chiara

    RispondiElimina