lunedì 15 ottobre 2012

Ma capita anche a voi...

Ma capita anche a voi, di vergognarvi quando mandate in giro curricula o lettere di presentazione?
Io mi sento come se fossi seduta davanti a un supermercato con il cappello teso, il cagnolino comatoso sulle ginocchia e il cartone di tavernello. Insomma, mi pare di mendicare un lavoro!
Questo è un periodo in cui sono occupata solo per mezza giornata, e nel tempo che rimane mi è venuta l'idea di mandare un po' di lettere di presentazione in giro. Perché ho già commesso in passato l'errore di sentirmi tranquilla, "coperta", per poi rendermi conto che basta pochissimo per ritrovarsi a piedi.
Naturalmente nessuna risposta, a parte quelle che vengono mandate in automatico, dove cambiano solo il nome: "Grazie per averci inviato il suo curriculum"
No, il curriculum non ve l'ho mandato, era una semplice letterina di 3 righe.
Ma perché quell'aria furtiva mentre spulcio siti Internet? Ma perché quell'esitazione prima di premere il tasto invio?
Non sto mica scrivendo "Ti amo pikkola" sui piloni di un cavalcavia... Non sto mica buttando la lattina di coca sull'aiuola... Non mi sto mica scaccolando alla fermata dell'autobus...
Insomma, non c'è niente di socialmente riprovevole nel cercare lavoro, o clienti, o partner.
Pare brutto? Le vere signore non lo fanno?
E allora le vere signore come si procurano un lavoro? Chiedono al fratello dello zio del tabaccaio? Lasciano intendere, così en passant, che sarebbe bello avere qualcosina da fare, giusto per ammazzare il tempo, e allora magari se puoi mettere una buona parola...
Mettiamo che io ci voglia credere davvero, a questa cosa del liberoprofessionismo, come faccio a trovare nuovi clienti, sedermi davanti alla loro scrivania, chiacchierare del più e del meno e salutarli con un cortese arrivederci?

Perché me l'immagino la scena. Ricevono la mail da pincapallina@pallinapinca.it, oggetto Proposta di collaborazione, e pensano:
1) Chi la conosce questa?
2) Tasto destro>Delete

No, davvero, è una domanda. Come si fa a essere presi sul serio?
Perché, se invii il curriculum, sembra che in allegato mandi il messaggio «Non valgo niente, nessuno può raccomandarmi, ma sono alla canna del gas e per fortuna che non ho pagato la bolletta e il gas me l'hanno staccato»

Ho pensato che potrei scrivere e-mail con questo oggetto, giusto per non spaventarli:






5 commenti:

  1. oddio, oddio, oddio, oddiooooooooh, sono io, sono io, penso ogni singola parola di quanto hai scritto.
    giuro.
    il che mi fa pensare che, dato i comuni ambienti bazzicati, i casi siano
    a) Noi non ci prendiamo sul serio perché facciamo un lavoro che più astratto non si può (ma fossimo, chennesò, in America, saremmo sommerse di soldi e dal nostro ego smisurato)
    e la gente non ci capisce mai.
    b) Non ci prendiamo sul serio perché ci hanno educati a tenere la testa bassa e lo sguardo giù che più giù non si può.

    ci medito.

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  2. la seconda che hai detto, secondo me :(

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  3. No, Stefania a me non capita. Mandare un curriculum a chi te lo chiede non dovrebbe provocare alcun tipo di vergogna e nemmeno se lo mandi a chi non te lo ha chiesto, perché potrebbero aver bisogno di te e non averlo ancora detto, o addirittura, aver bisogno di te e non saperlo ancora. In fondo tu hai bisogno delle aziende e loro di te, i cappelli tesi sono due. La questione interessante è un'altra e la poni nella seconda parte della mail: come fai a sederti davanti a un interlocutore e vendere correttamente il tuo lavoro? Sicuramente se ti presenti dal recruiter o dal cliente con tanto di bombola e canna del gas legata al collo è probabile che il cliente abbia dei dubbi sul tuo valore (a meno che l'azienda che assume non sia Zelig cabaret) Daltro canto mi fanno ridere quelli che postano su linkedin ogni giorno cose mirabolanti, solo per darsi valore, quando io lo so che la cosa più creativa che hanno fatto oggi è stata mettere sul fuoco la moka del caffè. Quindi, il segreto è essere veri, ma condividere solo quello che interessa all'azienda o al tuo cliente. Mi è capitato di selezionare per assunzione persone che erano a casa disoccupate e povere in canna, ma francamente non ho pensato per un minuto che una persona disoccupata valga meno di una assunta. la prova tangibile è che ai vertici di certe aziende c'è gente assurda e impresentabile. Chiediti: se possono guadagnare loro, perché io no? E la domanda successiva è: come farlo? Ci sono due modi: 1) Italiana Style, vai per raccomandazioni 2) punta ad aziende meritocratiche. Lo so che il lavoro è già poco e se ci mettiamo a discriminare... ma, credimi che chi sceglie per meritocrazia, spesso preferisce proprio gli emeriti sconosciuti (ma con ottimo curriculum). quindi, ora, prendi quel fottuto pezzo di carta, scrivi la verità, scrivila bene e mandalo a qualcuno che ti sembra sveglio abbastanza da apprezzare. Daie!

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  4. Eh, c'hai ragione, ma l'elenco delle aziende meritocratiche si trova scolpito in lettere d'oro sulla cupola del Bernini? Custodito in un papiro serrato nelle mani di una mummia al British museum? Proiettato sulla superficie lunare da un faro posto sulla mole antonelliana, nelle notti di plenilunio?
    Probabilmente il problema è tutto lì: scegliere chi ti deve scegliere. Io non dico che in Italia non ci sia meritocrazia (ci credo solo fino a un certo punto, e paradossalmente solo da certi livelli in su). Nel caso, magari sarebbe per me un vantaggio, nel senso che avrei più possibilità :)
    Mi è successo in passato di mandare curricula, storie, prove e - magia! - essere ricontatta e iniziare una collaborazione. Il problema è che si tratta di fulgide eccezioni.
    Evidentemente c'è una falla nelle mie strategie di marketing: non mi so vendere. E ho l'impressione che già il fatto di mettersi nell'atteggiamento di chi "si vende" ti ponga in svantaggio.
    Insomma, invidio la tua sicurezza :)

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  5. cara Stefania, io non ho molta sicurezza, magari! è dura per tutti, però non vedo lo svantaggio di "vendersi". anche chi ti assume a sua volta si vende o vende i suoi servizi a qualcun altro e per farlo magari ha bisogno anche di te. Quindi, non posso che consigliarti di continuare a coltivare le "fulgide eccezioni" e di farle crescere. Buon lavoro!

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