lunedì 22 ottobre 2012

Postumi

Venerdì notte mi sveglio in preda a dolori lancinanti al ventre. Prendo una pastiglia dopo l'altra, mi metto in ammollo in un bagno caldo alle 5 del mattino, mi faccio fare una tisana alla calendula... niente.
Telefono alla dottoressa che mi chiede se sono incinta (il che è certamente un'ipotesi migliore rispetto a quella di una malattia fulminante, ma comunque è abbastanza spaventosa). Passo la mattina al pronto soccorso e il resto della giornata attaccata alla borsa dell'acqua calda. Dopo 2 spididol, 2 buscopan, 2 tachipirine e 1 bustina di oki in meno di 18 ore comincio a stare meglio, ma devo rinunciare a una bella serata tra amici.
Sabato partecipo a un evento che attendo da settimane, il grande incontro con i miei colleghi di università che accorrono da tutta Italia (e alcuni anche dall'estero) per festeggiare i 18 anni dal nostro primo giorno di scuola, e io sono stordita dai farmaci, ancora deboluccia e incerta sulle gambe, e non riesco a godermi la serata come avrei voluto. Faccio comunque le ore piccole, e il giorno dopo mi attende la festa pantagruelica per i 60 anni di mia suocera. Nel frattempo le mie viscere hanno messo a punto il piano di rigetto dell'intossicazione da farmaci, dando il peggio di sé.
Cosa poteva capitarmi dopo tutto ciò?
Avete presente la classica scena in cui uno è a Las Vegas, passa la notte tra gioco d'azzardo e alcool e la mattina dopo si sveglia e si ritrova sposato con una biondina vestita da coniglietta?
Ecco, a me è successa una cosa simile.
Mi sono ritrovata iscritta a un corso di zumba!

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