sabato 19 gennaio 2013

Tra Scilla e Carilla

"Un venerdì capitò un ometto che vendeva strane cose: il Monte Bianco, l'Oceano Indiano, i mari della Luna, e aveva una magnifica parlantina, e dopo un'ora gli era rimasta solo la città di Stoccolma."
"Mamma, ma esiste davvero la città di Stoccolma?" chiede Diego.
"Sì, è una città vera"
"E le altre cose? Esiste davvero il Monte Bianco?"
"Sì"
"E l'Oceano Indiano?"
"Sì"
"E la radiolina?"
"Quale radiolina?"
"La magnifica radiolina, quella che dice lì..."

Ecco un equivoco che a Rodari sarebbe sicuramente piaciuto: nell'enfasi dell'elencazione, quella parola misteriosa, "parlantina", è evocativa ed esotica tanto quanto le città lontane e i mari della Luna. Del resto, questo abile commerciante ha una mercanzia così strana, che ben ci sta anche la parlantina.

Quando finalmente riusciamo a smettere di ridere, cerco di riportare l'ordine.
"Ok, adesso però si dorme. Tutti zitti e immobili."
Fosse facile... Anna come al solito si agita e si rivolta nel letto, canticchiando:
"Scilla e Carilla, un due tre!"
"Cos'è?" chiede Diego.
"Una rima che ti sei inventata tu?" chiedo io.
"No! Lo dicevamo nell'ora di ginnastica! Te la racconto tutta?"
"E va bene" sospiro. Magari se la lascio sfogare, dopo si addormenterà contenta. Non ho capito, però, che il racconto parte da ottobre, quando hanno iniziato a scuola la psicomotricità.
"Allora noi eravamo partiti da un'isola, poi siamo entrati in un cavallo di legno e abbiamo sconfitto una città che si chiama Troia. Poi siamo finiti da una maga che si chiamava Circe, che ci ha trasformati tutti in porcellini, ma siamo riusciti a tornare umani. Poi siamo finiti da un'altra signora, che non mi ricordo come si chiama. Si innamora di Ulisse, ma lui è già sposato e vuole tornare dalla moglie. Ah, si chiama Calipso. Poi c'erano le sirene, e noi dovevamo stare lontani lontani. Poi ripartiamo e finiamo da Polifemo che ha tante caprette e ci chiude dentro con una grande pietra. E poi ci sono Scilla e Carilla. Uno è un'anguilla grande grande e l'altro un piranha enorme, e mangiano le navi."
"Forse Scilla e Cariddi, allora"
"Ah sì, Scilla e Cariddi!"
E giù a ridere di nuovo.
Decisamente, stasera non andremo a letto presto.


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