venerdì 8 febbraio 2013

Felix felis

L'altra mattina, complice un nebbione fitto fitto fuori dalla finestra, mi sono svegliata al calduccio del mio letto con una strana, indefinibile, sensazione di pace. La prima cosa che ho percepito, al risveglio dei sensi, è stata la presenza benevola di due creature vicino a me.
Mi trovavo in questa situazione (abbastanza frequente, per la verità):

Perdonate il barbaro schizzo, ma mi premeva rendere l'idea. Perché ho immediatamente associato quel senso di benessere con questo simbolo.




Vi dice niente? Ebbene sì: nel mio letto quella mattina si era miracolosamente realizzato l'equilibrio universale. Lo yin e lo yang, ovvero il gatto nero e quello tigrato, giacevano accanto a me, che allo stesso tempo li separavo e li univo. Tutte le forze cosmiche partecipavano a quel disegno di compiuta perfezione.

Ma è bastato che i sensi si risvegliassero appena un po' di più, perché l'equilibrio finisse in miserevoli frammenti. Fitte di dolore lungo la schiena, braccia anchilosate, perfino le ginocchia mi facevano male cercando di sgranchirle. 

Morale: mantenere l'equilibrio è cosa saggia e buona, ma a patto che duri poco, altrimenti sono dolori.

2 commenti:

  1. L'equilibrio va praticato con costanza perché smetta di essere doloroso. Da quando faccio yoga ho visto quanta fatica ed esercizio c'è dietro la pace e l'equilibrio.
    Comunque passa da me che ti ho dato un premio (non so se sia una bella notizia...).

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  2. Ma grazie!!!!
    Appena ci ripigliamo dall'appendicite faccio i compiti :)

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