venerdì 10 maggio 2013

In verità in verità vi dico...

... in amore vince chi fugge. E sul lavoro?
Da giovane io ero una collezionista di amori non corrisposti. Ne infilavo uno dietro l'altro (qualcuno lo rifilavo anche, ma con minor frequenza). Ero proprio una specialista: selezionavo il ragazzo perfetto, quello che coincideva esattamente con il mio ideale, me ne innamoravo perdutamente e - zap - lui cominciava ad aborrirmi.
In seguito, dopo una relazione lunga 6 anni, decisi che volevo tenermi alla larga da qualsiasi creatura di sesso maschile, a parte i miei due gatti (che, comunque, avevo fatto opportunamente castrare). Ed ecco spuntare uomini innamorati da tutte le parti, da Milano a Cosenza, dal Manzanarre al Reno. In 4 mesi accumulai più pretendenti che nei precedenti 27 anni.
Misteri dell'amore: non ero diventata più bella, né più alta, né più talentuosa. 
Ripensandoci su, una spiegazione per questo mistero l'ho trovata. 
Io mi ponevo, nei confronti dei ragazzi, come una persona problematica. E cosa c'è di più sbagliato?
Eccomi: sono fragile, c'ho i traumi, trasudo infelicità e accuso anche qualche psicosi... Salvami!
Chi puoi raccattare così? Giustamente i ragazzi si tenevano alla larghissima, e più loro mi schifavano, più io mi schifavo e trasmettevo di me un'immagine schifabile.
Poi, quando invece ho assunto l'atteggiamento di quella che pensa solo ai fatti suoi, sta benissimo com'è e ha chiuso la stagione della caccia, ecco il miracolo.
Tutto questo drammone per dire che, mumble mumble, ho l'impressione che funzioni così anche sul lavoro. 
Non un colloquio in 8 anni vorrà pur dire qualcosa.
Evidentemente sbaglio la tecnica. Inutile mandare curriculum in giro, vietatissimo piangere miseria.
Tirarsela: ecco il mio nuovo motto.
Altro che precariamamma. Ora devo studiare il modo di cambiare l'url, poi intitolo questo blog: mammastrafiga. Il mio sito? www.noncercolavoro.it. La mia pagina facebook: Non cercatemi, vi cerco io. Twitter: #nonhobisognodinientegrazie.

E poi dicono che si dev'essere sempre assertivi. Col cavolo. È il NO che conquista. 

Pure 'sto blog... Una desolazione. Pochissimi commenti... 
Allora ciao a tutti e state alla larga ;)





12 commenti:

  1. ma io ti leggo sempre! il fatto è che sei così intelligente e brava a scrivere tutto che qualunque commento mi sembra sempre scontatissimo!
    beh...se può contare qualcosa io ti ammiro moltissimo cara precariamamma.blogspot.it e leggerti fa bene al cuore :) continua ! i nessun commento non sono indice di disinteresse ma di comprensione profonda un abbraccio forte. Ba

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    1. grazie cara :) Se poi vuoi scrivere altri commenti così, il mio ego li apprezzerà

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  2. Io in realtà ancora non ho capito se serve di più tirarsela e fare la figa oppure l'atteggiamento suggerito da Rocco, da prefica addolorata che si lamenta sempre di tutto. Ricordi il mio discorso (farneticazione) sulla ubris?
    Nel dubbio alterno l'uno e l'altro, con qualche intervallo in cui assumo un'aria vaga, di sereno distacco dalle cose terrene.

    ti lascio il link del mio nuovo blog: triplaw.ilpumanellochampagne.blogspot.it

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    1. ricordo ricordo, la ubris è una grande tentazione e la nemesi è sempre in agguato, quindi propongo un atteggiamento da cerbero

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    2. Sì, ma da cerberoleso. Almeno per me.
      Credo che tu debba impostare l'ora, o il fuso orario cara, perché se sono le 8.50 vuol dire che o io sono seduta qui al computer dalle 2 o 3 di questa notte o tu sei al caldo in un'isola tropicale e ci stai perculando.

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  3. Cara Precaria, essendo io te, o tu me, e comunque nessuna ci guadagna, posso affermare con assoluta certezza che servirebbe un agente. Che tu stai a casa, chiusa fra le tue 4 mura, pure spettinata e in pigiama se vuoi, a laurà giù pesa, e lui ti procaccia la clientela.
    Perché sì, l'atteggiamento giusto, oltre alla tonnellata di PR che non so te ma io non ho tempo o facciaditolla di fare, è quello di tirarsela.
    e ci manca il gene.

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    1. se conosci un agente che lavori gratis et amore mei, girami il suo numero ;)

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  4. lavoro in proprio e devo dire che sì, sul lavoro se sei troppo gentile e disponibile spesso le persone pensano che tu sia disperato e se ne approfittano. Se invece ti poni come chi lavora benissimo e quasi ti fa un favore a lavorare anche per te, diventano tutti riconoscenti e ti consigliano pure.

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    1. ecco, allora devo fare molto molto molto allenamento davanti allo specchio :)

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