lunedì 26 agosto 2013

Quella frase

A volte basta una parola, un nome, una breve espressione, per materializzare una storia, un intero paesaggio di possibilità. Così, se dico "Grand Canyon", uno subito immagina spazi sconfinati, vertigini, silenzio. Se dico "Sahara" ecco aprirsi davanti agli occhi un'immensa, pacifica, solitudine; "Casablanca": esotismo e grandi passioni; "Oceano Indiano": mistero, avventura; "Rio": musica, amori disinibiti; "Foresta nera": storie di streghe, orsi e lupi; "Manhattan": frenetico pulsare di milioni di vite; "Grecia": isole bianche, mare turchino, storia; "Siberia": un magnifico nulla.  Ma non solo espressioni geografiche, ovviamente. Dico - boh - Liz Taylor, ed ecco la grande Hollywood, la fabbrica dei sogni. Dico Mick Jagger ed ecco tutti i favolosi anni Sessanta. E così via, nomi, predicati, avverbi... ogni parte del discorso ha una sua intrinseca profondità.
Un grande scrittore è colui che sa usare le parole giuste al momento giusto, quelle con il maggior potere evocativo, quelle più suggestive e semanticamente pregne. Io, nel mio piccolo, ci provo. Per descrivervi queste giornate di tarda estate. Chiudete gli occhi, preparatevi ad assorbire il pieno significato di ogni singola parola per poi ricomporre ciascuna di esse nella sintassi che le lega. Ora ascoltate, mentre piano scandisco questa frase:
"I bambini 
sono al mare 
con i nonni".