mercoledì 11 settembre 2013

Come un mostriciattolo

Lo so che fremete dal desiderio di sentire la mia altissima e illuminata opinione su tutto, ecco perché ho deciso di dispensare periodicamente qualche recensione. I più arguti noteranno che di solito recensisco film per bambini o libri a caso. Sì è vero, non c'è una logica, non cercatela perché sarebbe inutile.
Oggi volevo parlare di un film che sicuramente tutti coloro che sono dotati di un figlio in grado di intendere e di volere (soprattutto di volere) avranno visto, perché è stato un po' il tormentone dell'estate: Monsters University, di papà Disney, sempre lui.
Premetto che io non ho visto Monsters & Co., per la semplice ragione che il film uscì nelle sale e conobbe il massimo splendore nel momento in cui non avevo figli, e quindi andavo al cinema a vedere cose tipo Lo zoo di Venere di Greenaway, Stalker di Tarkovskij, L'angelo sterminatore di Buñuel, rigorosamente in polverose sale d'essai. Vabbe', un'altra vita. 
Comunque, tornando a noi, non vi aspettate una recensione vera e propria. Anzi, se qualcuno l'ha visto ed è interessato a parlarne, si accomodi pure tra i commenti. Mi farebbe piacere scambiare qualche impressione. Perché il film non è forse il più riuscito tra quelli generati da Disney negli ultimi anni, ma io mi sono molto affezionata al protagonista, il piccolo ciclope un po' sfigato: Mike Wazowski.
Mi sono immedesimata.
E lo so che potevo immedesimarmi in un personaggio più carismatico, sicuro e vincente, tipo la temibile  Tritamarmo




ma è la storia della mia vita, finisco sempre per riconoscermi in quelli che hanno grossi problemi.
Qual è il problema di Mike? È che lui proprio non ha le physique du role. Vorrebbe diventare un grande spaventatore, uno che terrorizza i bambini come nessuno mai, ma non ce la può fare. Non ha il minimo talento. Se vuole sperare di farcela, deve sputare sangue e non è detto che ci riesca.
Ed è circondato da chi invece questo talento ce l'ha. Alcuni anche in misura eclatante.
Ecco, io nella mia vita mi sono ritrovata spessissimo alle prese con persone che riuscivano facilmente là dove io arrancavo. Nello sport, nella musica, nella danza, nel canto, nel disegno. Io strimpellavo la chitarra fino a spellarmi i polpastrelli, ma non riuscivo a cavarne un suono minimamente armonioso. Mi piaceva cantare, ma preferivo tacere per pudore. Provavo a ballare e mi facevo pena da sola. Invece la mia amica suonava a orecchio, quell'altra ballava aggraziata come una farfalla, quell'altra cantava senza sforzo apparente e così via. Qualche volta, poi, mi sono imbattuta in persone multitalento, di quelle che riescono meravigliosamente, facilmente, magicamente, in qualsiasi cosa e sanno farti un ritratto curato nei minimi particolari mentre recitano a memoria una poesia di Dylan Thomas o ti raccontano di quando sono andati in parapendio e di come hanno imparato il portoghese in due settimane.
Io ci ho messo un po' a capire che non aveva senso mettermi in competizione con queste persone. Che forse dovevo cercare il mio personalissimo talento, anche a rischio di scoprire che si riduceva nella capacità di togliere i semini dai pomodori più velocemente di chiunque altro.
Perché magari un talento non ce l'hai.
C'è chi non ne ha e vive benissimo senza. C'è chi ne ha e non li usa. C'è chi non ne ha e si strugge perché il vorrebbe. Io rientro in quest'ultima categoria. E anche Mike.
L'unica cosa che mi riusciva bene fin da piccola era scrivere. Prendevo sempre voti altissimi in italiano. Ok, ma avete presente quanto influisce questo talento sul successo sociale?
Avete mai conosciuto uno che si è innamorato di una ragazza perché prendeva 10 nei temi? Oppure avete mai pensato di invitare qualcuno a una festa perché aveva capito perfettamente una poesia di Pietro Aretino?
Ecco perché mi immedesimo in quel misero mostricciattolo.
Certo, nel film alla fine lui ce la fa, con il duro lavoro. Ma è un film per bambini, mica poteva finire con lui che apriva una cartoleria.






PS importante per gli eventuali clienti che passano su questo blog. Naturalmente quanto scritto sopra non è vero. Si tratta di un'abile mossa per accattivarmi la simpatia dei miei lettori, in quanto è risaputo che un atteggiamento umile e autoironico favorisce l'immedesimazione. In realtà io sono una donna davvero multi-skilled e potete affidarmi qualsiasi incarico a occhi chiusi.








4 commenti:

  1. Namber uan: Mentre tu passavi il tempo in polverose sale d'essai a vedere tarkotale e albe tragiche, io andavo a vedere Monster e Co. Quindi è chiaro che tu di cinema non capisci nulla e io sì, quindi ti fiderai di me nel momento in cui (e anche nella misura in cui) ti dico: devi assolutamente vedere il primo. Fantastico.
    Namber ciu: io mi sono innamorata perdutamente di un ragazzo (e tu lo conoscevi pure) che mi ha citato a memoria un brano dell'insostenibile leggerezza dell'essere. Un altro si è innamorato di me attraverso uno scambio di mail, per come scrivevo.
    Namber zri: ognuno ha il suo talento, e come per ogni cosa c'è una risposta in una puntata di peppa pig: https://www.youtube.com/watch?v=CU2lU_mps_o

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    1. ok, di fronte a peppa pig mi taccio, o al massimo grugnisco di rimando
      oink

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  2. Non hai visto Monster e Co?!?!?!?!?!?!?!?

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