venerdì 13 dicembre 2013

C'ho un amico che ha scritto un libbro

Vi ricordate il periodo in cui avevo realizzato quanto sia importante "tirarsela" per vendersi proporsi?
Ecco, adesso invece ho realizzato che proprio non ce la faccio.

Le mie tipiche risposte alla domanda: «Che lavoro fai?»

1. «Ehm... ecco... »
2. «Scrivo. Ma non proprio, non sono una vera scrittrice»
3. «Sarei una redattrice, ma poi alla fine in realtà scrivo cose...»
4. «Difficile da spiegare. Un po' quel che viene. Diciamo che sono una freelance»
5. «Scrivo libri, cioè no, testi vari. Per bambini, principalmente. Sembra chissà che, ma in realtà sai...»
6. «La precaria. In editoria. E anche un po' nella comunicazione. Sono una precaria polivalente»
7. «Mah, sono due mesi che non arriva un lavoro e 10 mesi che non ho entrate regolari. Forse sono disoccupata.» 


E allora sai che c'è? Ho deciso che se non riesco a vantarmi del mio lavoro, posso vantarmi di quello altrui. 
Mi capita sempre più spesso di comprare libri scritti da amici. E se ho amici così fighi da scrivere (bei) libri, allora, per la proprietà transitiva della figaggine, sono figa pure io. 
Ecco quindi l'angolo dei libri degli amici miei, più o meno dal più recente in giù.




Una graphic novel per bambini, scritta da due dei più importanti autori Disney della nuova generazione. E ho detto tutto. Io e Teresa abbiamo frequentato insieme l'accademia Disney. Eravamo compagne di classe, insomma. E anche se non ci vediamo mai, lei è una persona così bella che non voglio perderla, e rimango aggrappata a distanza, anche grazie al blog La casa senza nord, che poi è la casa dove vive con Stefano, che oltre a essere un grande artista è anche suo marito e padre dei suoi figli.











È appena uscito il secondo, ma ovviamente consiglio di cominciare dal primo. Per chi ama il fantasy è un'occasione imperdibile. Oltre a essere una bravissima scrittrice, Silvia è anche una vera professionista dell'editoria, competente e allo stesso tempo umanissima, e io ho avuto l'onore di lavorare con lei. L'unica cosa che non riesco a perdonarle è di essere più giovane di me.




Difficile parlare di israeliani e palestinesi senza cadere in trappole ideologiche. Nicoletta c'è riuscita perché si è tenuta dalla parte dei bambini, e anche perché è una persona pulita. Come per Silvia, ho avuto la fortuna di lavorare con lei e di apprezzarne tutta la sensibilità. Dote che ha saputo esprimere al meglio anche nel suo romanzo più "adulto":



La storia di due sorelle, e del cammino che le porta a perdersi e ritrovarsi. Da leggere.

Ariase Barretta. Io non lo so se lo amo o lo odio quest'uomo che riesce a passare dal lirismo gotico di 



all'iper realismo ultra contemporaneo di 



nel dubbio, leggo tutto quello che scrive. Abbiamo lavorato nella stessa redazione, e questo dimostra che anche la transumanza del precariato ha i suoi lati positivi. Si conosce tanta bella gente.

L'anno scorso al Salone di Torino ho comprato questo, e l'ho amato:



Con Stefano ci conoscevamo di vista. Militavamo nello stesso partito, e se hai passato nottate alle stesse interminabili riunioni o dietro i pentoloni fumanti di uno stand-ristorante, un po' amico lo sei (si parva licet...). Lui non l'ha mai saputo e non avrei mai avuto il coraggio di dirglielo, ma mi ha fatto un grande regalo. Gli devo infatti una delle mie citazioni preferite: "Signori, la vita è breve. Se la viviamo, viviamola per calpestare i re" (Shakespeare, chi altri?). 

Per chi ha una passione per la Storia, ecco due libri che offrono un punto di vista davvero originale:





Il primo è un libro su come la Storia cambia l'amore, e il secondo è un libro su come l'amore cambia la Storia. Conosco Patrizia Zani ormai da un po' e ne ho un'ammirazione sconfinata, perché è il tipo di donna che vorrei essere io: colta, intelligente, aperta, ricca di ideali e con un grande fascino. Nei suoi libri tutto questo si vede.


Infine concludiamo con un libro da leggere e regalare (siamo a Natale, no?):



Lulù Librandi è il nom de plume di una mia compagna di liceo, il che dimostra che anche sperdute scuole dell'Appennino calabro possono allevare menti brillanti. Con questo romanzo mi sono fatta delle gustose risate e ho scoperto che esistono borse che costano come una casa. E ho anche capito che dovevo fare giurisprudenza.

Forse ho dimenticato qualcuno, ma vi tengo aggiornati.

E ricordate: non c'è regalo più bello di un libro!*


*se incidentalmente dovessimo vederci per le feste, e proprio non volete presentarvi a mani vuote, io questi li ho tutti, ma magari al prossimo post scrivo una whishlist.

2 commenti:

  1. :-)
    GRAZIE!
    Speriamo che Viola ti abbia riportato il buonumore :-)
    E... dobbiamo troppo trovare il modo di rivederci, prima che Ste abbia tutta la barba bianca ;-)

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  2. GRAZIE :) Io ti amo senza alcun dubbio :)

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