martedì 10 dicembre 2013

Con tutto l'amore del mondo

Gatti, amori miei, mia disperazione.
Torno a casa e trovo il pacchetto del pancarrè dilaniato dalle sacrileghe fauci. Ma non un pancarrè qualunque: farina di kamut biologica, che costa come un cappotto di lana Merinos.
Cambio stanza e trovo il sacchetto della sabbia dilaniato dai voraci artigli. Ma non un sacchetto di sabbia qualunque: lettiera ecologica compostabile ottenuta da scarti di solo orzo italiano, che costa come una rata di Yale.
Perché? Volevate mangiare la lettiera d'orzo? Avete la ciotolina piena di croccantini. E mica croccantini qualunque: bilanciati, medicati contro la struvite, ottenuti solo da carni selezionate di mucche sacre del Gange, che costano come un mese a Ibiza.
Io vi amo, gattini miei, veramente. Sono più di 12 anni che vivo al vostro servizio. Perché allora mi avete fatto a pezzi il divano (il secondo divano)? Perché andate a fare la pipì nel vaso dello Spatifillo, condannandolo a una morte orribile? Perché andate a dormire nella cesta della biancheria da stirare? Perché mi brucate tutte le foglie della povera Dracena?  Perché aspettate la notte in cui sono da sola con i bimbi per buttare giù dai mobili gli oggetti ed esibirvi nell'aria "E muoio disperato" davanti alla porta, alle 3 del mattino*? Perché vi guardate in cagnesco (siete gatti, ne va della vostra reputazione!) e poi fate a botte correndo sulla mia faccia?
Lo so, vi ho viziato. E so anche che noi umani vi sottoponiamo a umiliazioni terribili. Ammetto che ieri mi sono sentita molto in colpa nel guardare questo:



Però io non merito tutto questo, e voi lo sapete.

*Qui, Nero si esibisce in "A cenar teco", parte del Commendatore.






Nessun commento:

Posta un commento