mercoledì 8 gennaio 2014

Prendi una nonna, trattala male...

Ecco la mia lista dei buoni propositi per il 2014:
1 Essere più paziente con i bimbi
2 Essere più paziente con i bimbi
3 Essere più paziente con i bimbi
4 Essere più paziente con i bimbi
5 Essere più paziente con i bimbi
6 Essere più paziente con i bimbi
7 Essere più paziente con i bimbi
8 Essere più paziente con i bimbi
9 Essere più paziente con i bimbi
10 Essere più paziente con mia madre


Non che io sia così poco perfettibile, eh. Anzi, avrei un bel po' di cosette su cui lavorare, ma mi piace propormi obbiettivi alla mia portata. E dal punto 1 al punto 9 mi sento fiduciosa. Ce la posso fare. Forse. 
Il punto 10, il punto 10 mi mette in seria difficoltà.
Premetto che io ho sempre avuto con mia madre un rapporto di pacifica convivenza istituzionale. Lei è stata per me una madre ineccepibile, una di quelle a cui non puoi rimproverare nulla. Presente e sollecita quando ero bambina, non ha mai mancato una recita scolastica, mi cuciva costumi da urlo (memorabile il marziano con il cestino del Dixan come casco), allestiva per me compleanni con ogni sorta di delizia, accorreva a ogni mia chiamata notturna senza mai una protesta o un lamento. Una mamma in puro stile Wilma Flintstone.
C'era sempre, e quando sei bambina questa è l'unica cosa che conta.
In seguito ha svelato un'altra grande dote: la capacità di non rompere le palle. Non mi ha mai dato l'impressione di giudicarmi, o di controllarmi, o di volermi diversa. Ci sono stati, certo, momenti di attrito, ma solo piccoli e sporadici episodi poco significativi. Per il resto, lei continuava a esserci, sempre. E quando sei adolescente, una madre che c'è ma non si vede è una delle cose che ti aiutano a cavartela.
Non ho mai avuto con lei un rapporto di intimità o confidenza, ma non ne ho mai neppure sentito il bisogno. 
Fondamentalmente lei è riuscita nella sua missione, la stessa che mi propongo anch'io con i miei bimbi: essere sempre lì a portata di mano, ma dietro, non davanti, per non ostacolare il passo.

Così per me è stato possibile andarmene di casa senza sensi di colpa, costruirmi una vita a diverse centinaia di chilometri da lei. Essere indipendente.
Poi le cose sono cambiate. Lei è venuta ad abitare nella mia stessa via, e da quando è nata Anna ho potuto contare sulla sua presenza costante. Il combinato disposto di  una mamma vicina e una supersuocera mi ha permesso di mantenere ampi spazi di autonomia e di agibilità, dalla possibilità di fare la spesa senza trascinarmi dietro i bimbi alla libertà di partire per un giorno o due senza ansie fino alla gestione di lavori con orari imprevedibili.

Ma. Tutto ha un prezzo. E avere una madre che abita nella tua stessa via e ha le chiavi di casa tua comporta una radicale minaccia alla tua indipendenza.
Lo so che sto per attirarmi gli strali di tutte quelle che sono costrette a carambole e salti mortali perché non hanno il minimo aiuto, ma avere una madre in giro che insiste per stirare la tua roba, e rifarti i letti e pulirti le scale, alla fine è esasperante.
Lei c'è sempre. E meno male che c'è. Però a volte vorrei che ci fosse un po' meno.
Non mi straccio le vesti se qualcuno mi svuota la lavastoviglie, eh. Però siamo nella situazione paradossale per cui è lei ad aver bisogno che io abbia bisogno, perché se io non ho bisogno, le sue giornate si riempiono di silenzio. Perché quella donna è fatta così: deve sentirsi utile, deve avere qualcosa da fare.
Io mi rendo conto che avere una colf-babysitter gratuita che mi porta via la differenziata e mi ricorda anche la scadenza dell'Imu sia una grande cosa, per questo mi sento davvero in colpa quando perdo la pazienza perché insiste fino allo sfinimento per aiutarmi.

È che a volte me la ritrovo per casa mentre non ho da lavorare, e sono costretta a inventarmi qualcosa da fare per darle la sensazione di essere utile. Quando le dico: "domani non stare a venire", lei mi chiede "non lavori domani?" con uno sguardo smarrito e sgomento, e non so se le dispiace che io sia disoccupata oppure la terrorizza non avere uno scopo per l'immediato futuro.
Così a volte può capitare uno scambio di battute del tipo:
"Oggi pomeriggio devo venire?"
"Ma no, non serve"
"Magari vengo a stirare"
"Ma non sto lavorando, non c'è bisogno"
"Sei sicura? Tanto io non ho mica niente da fare"
"Lo so, ma neppure io"
"Non devi andare da nessuna parte?"
"No"
"Vengo a pulire i vetri?"
"Non importa! Li pulisco io quando riesco!"

A volte vorrei poter dire: "non ho il tempo di pulirli, i vetri, oppure ho tempo ma non ho voglia, ma è casa mia, il  mio territorio, e preferisco che rimangano sporchi!".



Mi odiate, lo so.
Mi odio anch'io, tutte le volte che alzo la voce con lei. 

Per questo l'ho messo nei buoni propositi per il nuovo anno.

Ma mi capite un po'? Sono vittima di un disturbo bipolare? Sono un'opportunista schizofrenica?


ps
Anche adesso, è appena entrata in casa mia con le sue chiavi (non suona, per non disturbare). Ha comprato delle forbici da giardinaggio per potare le mie piante. 









8 commenti:

  1. Tesoro non si può avere la botte piena e la mamma ubriaca! Altrimenti rischi di essere come quei padroni che vogliono il dipendente solo quando serve, a loro... Ma anche il dipendente deve campare, lavorare serve appunto anche a lui e non vuole quindi una vita da precario... Povera PrecariaNonna!

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    1. eh già, proprio questo è il dilemma.

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  2. Oh no, io non ho uno straccio d'aiuto ma non ti salto al collo e anzi, ti capisco.
    E credo che al tuo posto darei di matto.

    E comunque le van sottratte le chiavi di casa.
    Di nascosto, ovvio, che non veda.

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  3. Concordo con Pera, hai perfettamente ragione! Io voglio essere libera di stare con il letto sfatto tutto il giorno senza che nessuno debba per forza rifarmelo! Via con la sottrazione delle chiavi! :-D

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    1. ieri mi ha sorpresa mentre stiravo e ha cercato di convincermi a lasciare che lo facesse lei. Alla fine ho vinto io, ma quanti sensi di colpa!

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  4. Ti capisco molto bene. E' il dilemma tra la libertà/indipendenza e comodità. Personalmente preferisco la prima ma sono equilibri personali. Il segreto è capire cosa per noi conta davvero di più, cercare un equilibrio più o meno passabile e sopportare gli inevitabili lati negativi. Tua madre però nel complesso mi sembra una donna davvero straordinaria, complimenti! :-)

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    1. sì, in effetti è una donna straordinaria per molti versi, anche perché mi sopporta :)

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