martedì 4 febbraio 2014

Che l'avventura abbia inizio...

C'era una volta un soldato, che dall'America arrivò in Italia. Ricordate che ve ne avevo parlato?
E ricordate che vi avevo preannunciato una cosa bella? Ma bella bella bella?

Eccola qua:



Sì, avete letto bene. Quel nome in calce è proprio il mio! E la destinazione è proprio laggiù, negli States!




Le cose sono andate così, per farla breve: il parente dell'aviatore di cui ho parlato nel post di ottobre si è rivelato un personaggio straordinario, un grande viaggiatore, generoso ed entusiasta. Da lui e da sua moglie è venuta una proposta che ha dell'incredibile: si sono offerti di ospitare un membro della nostra famiglia nella loro grande casa di Atlanta, pagando anche il viaggio e scarrozzando il fortunato prescelto in giro per l'East Coast.
Ora, di tutti i membri della mia famiglia chi poteva essere così sfacciato, così privo di inibizioni e scrupoli, così irresponsabile da lasciare i figli per un mese intero e accettare l'offerta?
Bravi, avete indovinato. Io.

Naturalmente ci ho pensato bene (diciamo qualche ora), visto che tutto ciò stravolge le abitudini familiari, impone ai nonni e al marito di organizzare le loro ferie per poter tenere i bimbi, comporta tutta una serie di "effetti collaterali" anche per gli amici. Ma potevo dire di no? Potevo rifiutare un'offerta così generosa e lasciarmi sfuggire un'occasione del genere?
Vivere per un mese intero insieme a una famiglia americana, peraltro dotata di casa sul lago, camper e barca... Mai più nella vita potrà succedere. Voi cosa avreste fatto?
Io ho fatto il passaporto.

Subito dopo ho iniziato a stilare la lista delle cose che potrebbero andare storte. Secondo una mia personale teoria probabilistica, un evento negativo è tanto meno probabile quanto più lo si era previsto.
Mi riferisco a cose tipo: era in fila all'ufficio postale quando uno split dell'aria condizionata si è staccato dal muro e gli è caduto in testa, uccidendolo. Chi l'avrebbe mai detto?
Ovvio che sarebbe davvero molto molto strano se uno prima di uscire dicesse: "cara, vado all'ufficio postale. Speriamo che non si stacchi uno split che mi cade in testa e mi uccide", e poi tutto questo si verificasse davvero. Avrebbe del paranormale, no?
Quindi la mia tecnica per evitare eventi nefasti consiste nel prefigurarli un po' tutti, dal disastro aereo alla gastroenterite.

Terminata questa lista inizierà invece l'organizzazione vera e propria, per la quale vi chiederò aiuto e supporto. Che io non prendo un aereo dal 1995 e mica lo so cosa si può portare e cosa no. Non vorrei ritrovarmi con le manette perché ho con me le pinzette per le sopracciglia. Inoltre il mio inglese parlato è terrificante. E devo pure fare scalo a Chicago. Conoscete qualcuno a Chicago che possa venire a raccogliermi se per caso mi perdo?










11 commenti:

  1. Io non posso aiutarti in nessun modo, l'ultimo aereo che ho preso risale al 1999, il dottor Ross non credo che abiti più a Chigaco e il povero Taylor mi promosse con un calcio in culo perché non ne poteva più di vedermi ridare l'esame (without hope).
    Però ti abbraccio, ti faccio tanti in bocca al lupo e spero che scriverai la storia dell'aviatore in un magnifico romanzo che diventerà un bestseller e longseller e farà diventare Precariamamma KenFollettItalianaMamma.
    Go!

    P.s. passa da me che ti sbologno la catena di Sant'Antonio.

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    1. Ma grazie!!!
      FollettianaMamma è già più realistico ;)

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  2. anch'io penso sempre alle disgrazie per prevenirle :)

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    1. eh eh, l'illuminismo ormai ha fatto il suo tempo :)

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  3. Wow! Che occasione!! Eccerto che non te la sei lasciata scappare, saresti stata pazza :)
    Non credo ti serva aiuto per prepararti a un volo (tranne forse un consiglio su un buon tranquillante, nel caso non ti piaccia volare ;)) né tutto sommato per prepararti alla vacanza. Ricorda solo di portare con te soldi e documenti: tutto il resto lo puoi comprare anche là. Buon viaggio!!

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    1. sì sì! Tranquillanti come se piovesse :)

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  4. wow.
    grondo invidia.
    guarda che roba, ne sto lascinado una scia lunga così...

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    1. Ah ah ah! Mi invidierai meno quando vi scriverò che sono finita a Caracas perché ho sbagliato volot

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  5. Ma scherzi? A Caracas -dicono- ci sia un rum buonissimo...

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  6. Occhio agli eventi accidentali seppur pensati... Mai sentito parlare degli eventi sincronistici di jung?

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