venerdì 21 marzo 2014

Giornata della poesia, e io dico la mia

FILASTROCCHE DELLA PRIMA VOLTA: LA COMPILATION

Sono un bambino, un essere nuovo,
sento, vedo, tocco e... guarda! Mi muovo!
Il primo sorriso, la prima parola,
la prima pappa, il primo giorno di scuola,
la prima volta che ho nuotato nel mare
la prima canzone che ho imparato a cantare…
Che buffi che sono mamma e papà,
che facce che fanno alle novità...
Si vede che ancora gli manca esperienza,
ma i bimbi si sa, hanno tanta pazienza.
E poi la capisco, la loro paura,
non ci son regole in questa avventura…
Però è grazie a loro se son così forte
da affrontare deciso le mie prime volte.
E di bambino in bambina, di bocca in bocca
ogni prima volta ha la sua filastrocca!



PRIMO SORRISO


Provengo da un luogo
di cui non sai nulla,
mentre il tuo abbraccio
dolce mi culla.
La tua domanda
rimane non detta
mentre mi guardi
e mi tieni stretta.
Nei miei occhi conservo
il colore indeciso
di un umido nido,
profondo e impreciso.
L’impronta mi resta,
come un messaggio
che qualcosa ti dice
di questo mio viaggio.
È la sola risposta
che posso dare
a quella domanda
che non sai fare.
Passano i giorni
di questa mia vita,
una mano li conta
e pochissime dita.
Passano i giorni,
e ogni giorno di più
mi distacco dal mondo
dove non c’eri tu.
Mi hai dato alla luce
e la luce mi tocca
quando, radiosa,
mi guardi la bocca:
il mio primo sorriso
ti dice che adesso
il mio mondo e il tuo mondo
sono lo stesso.



PRIMI PASSI

So gattonare! Guardate un po’ qua!
Me ne vado da sola dove mi va!
La mano davanti e il ginocchio di dietro,
guadagno terreno di metro in metro.
Adesso mi fermo a guardarmi un po’ in giro
e dentro allo specchio mi vedo e mi ammiro.
Mi aggrappo, mi spingo, mi alzo anche in piedi...
ormai sono grande, che cosa ti credi?
La mamma e papà non hanno più tregua,
questa è la legge: chi m’ama mi segua!
Adesso son stanca, non ne posso più,
venite, vi prego, tiratemi su!




PRIMO DENTINO

Ecco è spuntato! Non è il sole al mattino...
È lui, è perfetto, è il mio primo dentino!
Se mordo, se stringo, ora lascio un bel segno,
è il sigillo, lo stemma, del mio piccolo regno!
Per questo sorriso a una sola unità,
sono adorato come Sua maestà!





PRIMA PAROLA


Ma... mam... provo e riprovo,
mam... ma... la cerco, la trovo,
mammamm... mi sto avvicinando...
Mamama! Stizzito comando!
Mamm... più dolce sussurro...
ma... un po’ rosa un po’ azzurro.
Ma-mam... Carezza di suono.
Mamm... Sapore di buono.
Mama... Abbraccio di voce,
mammm... bisogno feroce!
Ma-mamma! Ecco l’ho detta!
Mamma! La parola perfetta!



PRIMA PAPPA

Stelline, puntine, animaletti,
carote, patate e broccoletti...
saranno nati spontaneamente...
Vedi che sorriso innocente?
Li trovi per giorni dietro il divano,
sotto il tappeto, sull'asciugamano,
dentro al letto, stampati sul muro...
Non sono colpevole, te l'assicuro!
Pomodoro, formaggio, carne e verdure,
mamma, se vuoi, cucinali pure...
Mi piace il colore e la consistenza,
l'effetto che fanno sulla credenza.
Adoro la pappa, son proprio contento!
La guardo, l'annuso, la lancio nel vento,
la prendo nel pugno e ne faccio un puré,
un po' addosso al gatto, un po' addosso a te.
È perfetta la pappa, per imparare
a prender la mira, lanciare e centrare.
Perché mai la dovrei mangiare?




PRIMO LETTINO

Mamma, papà, sotto il mio letto
c’è di sicuro un animaletto!
Si muove, respira, digrigna i denti...
Mamma, davvero tu non lo senti?
Fa troppo rumore, non posso dormire,
babbo, babbino, vieni a sentire!
Va bene, ci provo. Mi metto giù.
Prometto che adesso non vi chiamo più.
È il mio lettino, e mi piace tanto,
ma se volete restatemi accanto!
Nel vostro lettone non fa un po’ freddino
se non ci son io vicino vicino?
Allora sentite come si fa,
vengo con voi a dormire di là.
Soltanto per farvi un po’ compagnia
e quando dormite me ne vado via!



PRIME OPERE

Basta giusto un po’ di impegno,
ed ecco a voi il mio primo disegno.
Una macchia di rosso, un soffio di blu,
un tocco di verde appena più in giù.
Il pennello corre come un treno in pianura
La matita lo segue diritta e sicura.
I pastelli, li adoro! Che bella invenzione!
Obbediscono solo all’immaginazione…
Impronta di mano, colore che cola…
Ma perché mai la mamma si sgola?
Non riesco a capire, non sono sicuro…
Urla soltanto: “Il mio povero muro!”




PRIMI BISOGNI

Una piccola chiazza lievemente dorata,
la mamma mi guarda tutta ammaliata…
Un grumetto scuro e maleodorante,
la mamma mi guarda con occhio adorante…
Sei stata bravissima!”, allegra mi dice.
Ci vuol proprio poco per farla felice!
Basta pensare che quel vasino
ha preso il posto del pannolino…
Ma archiviata la novità
finisco per farla di qua e di là.
Un po’ di entusiasmo proprio all’inizio,
ma che i genitori non prendano il vizio.
Ho cose importanti io per la testa,
e per la pipì il tempo non resta.
Son concentrata su quello che faccio:
la mamma si armi di pazienza e di straccio!




PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Si chiama materna, ma mamma non c’è.
Mi guardo intorno e non capisco perché...
Resta con noi, ti divertirai tanto!”
promette una donna, sedutami accanto.
Faremo dei giochi, e balli e canzoni.
ritagli, sculture, disegni e invenzioni!”
Di giochi in effetti è piena una cesta…
Dammi la mano, io son la maestra!”
No, no, non voglio, io son diffidente.
Dei vostri giochi non mi importa niente!
Ne ho tanti, tantissimi a casa mia.
Mamma, ritorna! Portami via!
Scende una lacrima giù verso il mento,
solo un singhiozzo, un breve lamento…
Poi la maestra ci chiama “Bambini!
Sedetevi tutti vicini vicini…
Vi devo svelare un segreto importante
che non deve sapere mai nessun grande!”
Di quel che ci disse non ti posso dire,
è un mistero che tanto non potresti capire.
E quando la mamma alla fine è tornata,
mi ha chiesto “Allora? Una bella giornata?”
Io ho detto soltanto, agli amici lì intorno:
Aspettatemi qui! Domani ritorno!”



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