martedì 6 maggio 2014

Odessa

Stamattina:
"Mamma, perché teniamo questi quadri in garage?"
(Sono due ritratti ingialliti di Marx e Gramsci)
"Perché ce li ha regalati un signore che è morto, in casa non ci stanno e allora li abbiamo appesi qui"
"E chi sono?"
"Sono due persone che hanno definito cos'è il comunismo"
"E cos'è?"
"È una dottrina politica secondo cui gli uomini sono tutti uguali, e nessuno deve rendere servo o schiavo un altro"
I miei figli sanno che noi genitori siamo comunisti. Sanno che crediamo in alcuni valori.

Sono valori che cerchiamo di trasmettere anche a loro: l'uguaglianza, il rispetto per ogni individuo, per ogni cultura, la laicità, la dignità del lavoro, la solidarietà. Cerchiamo di educarli a riconoscersi in una comunità umana, a sentirsi parte di un tutto, ad agire responsabilmente, pensando alle conseguenze delle proprie azioni.
Ma poi apri la tua pagina facebook e leggi cose come questa:

"Mio figlio è morto in quella terribile notte. Non aveva ancora 18 anni. Era lì per lil suo ideale e i suoi principi. E ora non c'è più. Quando hanno dato fuoco alla Casa dei Sindacati, lui era lì dentro. Provando a scappare dal fuoco è caduto dalla finestra. Il mio bambino era là steso a terra con la testa sanguinante".




Cominci a piangere, piangere, e non riesci a smettere.
Un ragazzo di 17 anni, uno delle vittime della strage di Odessa. Ucciso dai nazifascisti al soldo della Nato. Potrebbe essere mio figlio, educato all'ombra della sua stessa bandiera, tra pochi anni. 
Perché una cosa le vicende ucraine ci insegnano: nessuno è al sicuro. Il fascismo è sempre armato, sempre pronto come un cane rabbioso a essere sguinzagliato quando il padrone lo chiede.
E allora forse dovrei educare i miei figli a farsi i fatti loro, a non preoccuparsi di quello che succede nel mondo, e neppure nella loro città. Dovrei educarli all'individualismo, all'arte di arrangiarsi e di tenersi sempre dalla parte del vincitore. Come madre dovrei fare questo.
Per proteggerli.
E non riesco a smettere di piangere.

3 commenti:

  1. Risposte
    1. grazie :) Fa piacere trovare anime affini

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  2. che sono giorni che penso a qualcosa da dire, ma non c'è niente da dire, e mi viene solo da stringermi nelle braccia.

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